L’effetto Vannacci e il bivio del centrodestra

Ascesa, contraddizioni e il fantasma di una “faida” interna Tra i sondaggi in crescita, l’ingombrante abbraccio di Alemanno e la “mania di grandezza” del generale, Futuro …

Ascesa, contraddizioni e il fantasma di una “faida” interna

Tra i sondaggi in crescita, l’ingombrante abbraccio di Alemanno e la “mania di grandezza” del generale, Futuro Nazionale si conferma la variabile impazzita del prossimo futuro politico.

L’analisi dei rischi e delle opportunità di un movimento che, nato come “sistema aperto”, si scontra con la compatibilità delle sue anime per trasformarsi da fenomeno mediatico a possibile ago della bilancia alle prossime elezioni.


C’è una scena, riportata recentemente da La Nazione, che racchiude l’essenza del fenomeno Vannacci: un lungomare di Viareggio gremito di folla per ritirare un kit da spiaggia con paletta, secchiello e una pistola ad acqua. “Un messaggio identitario”, lo definisce il generale. I gadget, costruiti per evocare un’Italia che fu, sono il simbolo di un movimento, Futuro Nazionale, che sta crescendo a ritmi vertiginosi, catalizzando delusioni e paure di un elettorato in cerca di risposte semplici. Ma è proprio su queste fondamenta di “sabbia” e “difesa” che si gioca la partita più complessa per il futuro del centrodestra e del sistema politico italiano.

Il movimento di Roberto Vannacci, come ogni nuova formazione in crescita, si pone come un sistema aperto e in continua espansione. Dopo l’esordio serioso e le contraddizioni del passaggio in Lega, la strategia sembra chiara: catturare la fascia più delusa e cangiante dell’elettorato attraverso “sparate” e provocazioni, come la proposta del tetto al 4% per l’immigrazione o il mantra della “remigrazione” . E i risultati, per ora, gli danno ragione. I sondaggi, che ormai spaventano a destra e a sinistra, lo danno in netta crescita, con picchi che arrivano fino al 7,2%, superando la Lega e diventando la quinta forza politica del Paese . Un consenso che, come sottolinea l’analista Alessandra Ghisleri, attinge trasversalmente da ex elettori leghisti, di Fratelli d’Italia e persino del Movimento 5 Stelle, accomunati dalla voglia di un ascolto che i partiti tradizionali non avrebbero saputo dare .

Tuttavia, è proprio questa frenetica “incetta” di consensi e personalità a nascondere il primo, grande cortocircuito. Per ingrandirsi e seguire quella che molti definiscono una “mania di grandezza bonapartesca”, Vannacci ha accolto tra le sue file Gianni Alemanno, appena uscito dal carcere di Rebibbia. L’ex sindaco di Roma rappresenta una fetta importante dell’elettorato postmissino e della destra storica, ma è anche il simbolo di quella “vecchia politica” che il generale dice di voler combattere . Come riportato da Libero, l’analista Lorenzo Pregliasco avverte che l’operazione è rischiosa: “Alemanno rappresenta quel mondo, viene dal movimentismo missino… Ma per Vannacci c’è anche un rischio, cioè sporcare l’immagine anti-sistema e di novità con un esponente della vecchia politica, con lunga esperienza di governo, un personaggio difficile da eleggere come paladino degli esclusi” .

Ed è qui che il futuro del movimento si gioca su un crinale sottile. Da un lato, la retorica qualunquista e militarista di Vannacci, che parla di “remigrazione” e di un’identità nazionale da difendere con la “pistola ad acqua”. Dall’altro, la forma mentis di Alemanno e di una “schiatta di delusi della destra nazionale” postfascista o postmissina. Due anime che non sono affatto compatibili. Se Futuro Nazionale dovesse entrare al governo, magari in una goffa alleanza con il centrodestra per garantirsi il premio di maggioranza, si aprirebbero due scenari: una spartizione allegra e pacifica del potere, oppure, come molti temono, una faida interna sanguinosa e dalle conseguenze imprevedibili .

Roberto Vannacci, in tutto questo, appare come una maschera che ostenta sicurezza ma è interiormente fragile nei suoi schemi ripetitivi. Il ministro Valditara, suo ex compagno di partito, ha colto nel segno quando ha detto: “Le grandi sparate hanno effetto nell’immediato, ma i cittadini chiedono risultati” . Il generale si sta rivelando, per ora, un ottimo catalizzatore di rabbia e insoddisfazione, ma la sua leadership potrebbe non essere all’altezza di gestire i processi complessi che una sua stessa creatura politica sta mettendo in moto. La variabile Vannacci, come l’ha definita Linkiesta, potrebbe far implodere il centrodestra o diventare la sua ancora di salvezza, ma il rischio che questa “cosa nera” si riveli ingestibile per il suo stesso creatore è più concreto di quanto si voglia ammettere

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