Mirasole, un Caffè Letterario per i dieci anni della Fondazione

L’Abbazia apre un nuovo spazio dedicato a cultura e inclusione. In programma anche interventi di riqualificazione per 7 milioni di euro Dieci anni di attività e un nuovo spazio restituito alla comunità. Fondazione Progetto Mirasole celebra il suo decennale con l’apertura del Caffè Letterario dell’Abbazia di Mirasole, inaugurato il 25 settembre come luogo di incontro, […]

L’Abbazia apre un nuovo spazio dedicato a cultura e inclusione. In programma anche interventi di riqualificazione per 7 milioni di euro

Dieci anni di attività e un nuovo spazio restituito alla comunità. Fondazione Progetto Mirasole celebra il suo decennale con l’apertura del Caffè Letterario dell’Abbazia di Mirasole, inaugurato il 25 settembre come luogo di incontro, cultura e socialità, ma anche come ulteriore tassello di un percorso che negli anni ha legato la valorizzazione del patrimonio all’inclusione sociale e lavorativa delle persone più fragili.

Il progetto dell’Abbazia prende forma nel 2016, quando Fondazione Patrimonio Ca’ Granda assegna in concessione il complesso a Fondazione Progetto Mirasole Impresa Sociale e Fondazione Progetto Arca. L’obiettivo è riportare al centro della vita del territorio un luogo dalla storia secolare, trasformandolo in uno spazio aperto e accessibile nel quale tutela del patrimonio, cultura e accoglienza possano convivere.

«Quando dieci anni fa siamo entrati in Abbazia la nostra missione era chiara: ridare vita a questo luogo, recuperandone gli spazi, aprirlo alla comunità e alla comunità riconsegnarlo», ha spiegato Luca Capelli, presidente di Fondazione Progetto Mirasole. Un percorso che oggi aggiunge un nuovo capitolo con il Caffè Letterario.

Il nuovo spazio nasce per ospitare letture, presentazioni di libri, musica, teatro, laboratori e iniziative dedicate alle famiglie. Tra le prime attività proposte anche un bookcrossing aperto a tutti: i visitatori potranno lasciare sugli scaffali un libro già letto e prenderne un altro, favorendo così uno scambio libero e continuo. L’accesso al Caffè Letterario è gratuito e non richiede prenotazione.

Il programma inaugurale, dal 25 al 27 settembre, porta nell’Abbazia tre giorni di teatro, musica, storia, arte e divulgazione scientifica. Tra gli appuntamenti anche “Selvatico Ancestrale” di Opera Liquida, compagnia teatrale della Casa di Reclusione Milano Opera, portato per la prima volta fuori dalle mura del carcere, e “Giovinette – le calciatrici che sfidarono il Duce” di PEM Habitat Teatrali. Spazio inoltre a reading, musica, rievocazioni storiche, astronomia e alla mostra “Humilis Lana” di Luisa Carminati.

Accanto al Caffè Letterario è stata inaugurata anche la Casa delle Associazioni, pensata come sede stabile per le realtà del Terzo Settore che negli anni hanno contribuito ad animare l’Abbazia e che potranno utilizzare gli spazi per incontrarsi e sviluppare nuovi progetti.

La trasformazione di Mirasole, però, guarda anche ai prossimi anni. Sono previsti interventi per complessivi 7 milioni di euro, frutto della collaborazione tra Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Opera. Due milioni sono destinati dal Ministero alla riqualificazione dell’Abbazia e alla viabilità di accesso, mentre il Comune di Opera ha stanziato 1,4 milioni per opere pubbliche, tra cui una nuova pista ciclabile e l’allargamento della strada consortile. Altri 3,5 milioni arrivano da Regione Lombardia per il recupero dell’ex Ristorante Mirasole, destinato a ospitare una nuova comunità terapeutica UONPIA in sinergia con la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

L’obiettivo è dare forma a un vero e proprio “Borgo Mirasole”, rendendo l’area più accessibile e funzionale nel rispetto del contesto del Parco Agricolo Sud Milano.

Alla rigenerazione degli spazi si affianca quella sociale. Nel 2025 Progetto Mirasole contava 97 lavoratori, il 71% dei quali in condizioni di fragilità, tra rifugiati, ex detenuti e disoccupati. Attraverso attività culturali, formative, produttive, di ristorazione e accoglienza, la Fondazione punta a costruire percorsi di autonomia e nuove opportunità di inserimento lavorativo.

Tra le persone coinvolte c’è Paolo, detenuto assunto come lavoratore all’interno dell’Abbazia. Dopo aver lasciato la scuola e attraversato l’esperienza del carcere, ha ripreso a studiare, leggere e fare teatro. Un percorso nel quale il lavoro a Mirasole rappresenta oggi un nuovo punto di partenza: «Grazie all’opportunità di lavorare all’Abbazia di Mirasole, posso continuare a riprendere in mano la mia vita un pezzo alla volta».

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