Morte di Denise Cosco ad Ariccia, la Procura di Velletri indaga per istigazione al suicidio

La Procura di Velletri indaga sulla morte di Denise Cosco ad Ariccia. Sarà ascoltato il compagno, sequestrato il cellulare: oggi l’autopsia

Proseguono le indagini sulla vicenda di Denise Cosco, dopo essersi lanciata dal balcone della sua abitazione ad Ariccia, il 7 settembre e morta ieri in ospedale.

La 35enne era la figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa dalla ’ndrangheta dopo aver scelto di ribellarsi alla criminalità organizzata.

 

 

La Procura della Repubblica di Velletri ha aperto un procedimento per istigazione al suicidio contro ignoti, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e verificare se possano emergere eventuali responsabilità di altre persone.

 

L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Carlo Villani e dal pubblico ministero Domenico Vicario, mentre gli accertamenti sono stati delegati ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati.

 Sarà ascoltato il compagno di Denise

 

Tra gli approfondimenti previsti c’è anche l’audizione del compagno di Denise Cosco, che si trovava nell’abitazione di Ariccia al momento dei fatti.

L’uomo, finora non ascoltato perché sotto choc, dovrebbe essere convocato dagli investigatori non appena le sue condizioni lo consentiranno. La sua testimonianza sarà ritenuta importante per ricostruire le ultime ore di vita della 35enne e chiarire la sequenza degli avvenimenti precedenti alla tragedia.

 

Allo stato attuale il procedimento resta contro ignoti.

 

Denise era stata soccorsa domenica scorsa ad Ariccia e successivamente trasferita in ospedale a Roma. Le sue condizioni erano apparse da subito estremamente gravi. È morta giovedì 10 settembre, a 35 anni.

Sequestrato il cellulare, oggi l’autopsia

La Procura di Velletri ha inoltre disposto il sequestro del telefono cellulare di Denise Cosco. Il dispositivo sarà sottoposto ad analisi per verificare messaggi, contatti e ogni altro elemento che possa risultare utile per ricostruire gli ultimi giorni della donna e il contesto nel quale è maturata la tragedia.

Nella giornata di oggi, venerdì 11 settembre, è inoltre previsto l’esame autoptico sul corpo della 35enne. L’autopsia dovrà fornire ulteriori elementi sulle cause del decesso e rientra nel complesso degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

 Denise Cosco e la storia della madre Lea Garofalo

 

La morte di Denise ha suscitato profonda commozione anche per la storia che ha segnato la sua vita. Sua madre, Lea Garofalo, divenne uno dei simboli della ribellione alla ’ndrangheta dopo aver deciso di collaborare con la giustizia.

 

Lea venne uccisa nel 2009, quando aveva 35 anni, la stessa età della figlia al momento della morte.

 

Denise aveva seguito il percorso di sua madre e aveva avuto un ruolo determinante anche nel procedimento giudiziario per il suo omicidio. Una vicenda personale e familiare drammatica che l’aveva accompagnata fin da giovanissima.

 

Ora spetterà alla Procura di Velletri e ai Carabinieri ricostruire ogni particolare delle ultime ore della 35enne. L’apertura del fascicolo per istigazione al suicidio rappresenta, allo stato, lo strumento giuridico attraverso il quale gli inquirenti potranno svolgere tutti gli accertamenti necessari, senza che siano state finora individuate responsabilità a carico di persone determinate.

 

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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