l Pontefice salirà a bordo del battello Falco, messo a disposizione dal Parco Regionale dei Castelli Romani, insieme alla statua della Madonna per accompagnare la tradizionale processione sulle acque del Lago Albano
Non accadeva da quattro secoli, ma stavolta ha tutt’altro sapore e significato. Papa Leone XIV, sabato 29 agosto si imbarcherà sul battello Falco messo a disposizione dal Parco Regionale dei Castelli Romani per partecipare alla festività religiosa di Santa Maria del Lago: è il primo Pontefice nella storia a seguire il rito anche navigando sull’acqua.
L’ultimo Papa, forse unico di cui si ha notizia, che abbia mai navigato sulle acque del lago Albano di Castel Gandolfo, è Alessandro VII, al secolo Fabio Chigi. Ma è tutt’altra storia: Papa Chigi, amante della natura e dei silenzi del luogo, durante il suo pontificato dal 1655 al 1667 solcava, per puro diletto, le acque a bordo di un brigantino che faceva arrivare da Roma.
Leone lo farà per riconoscenza verso il borgo di Castel Gandolfo e i suoi abitanti, per devozione mariana, ma anche per sottolineare la bellezza del lago e del Creato, insomma “per gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto”, come sottolinea don Taddeo, parroco di San Tommaso, a cui si deve l’eccezionale presenza del successore dell’apostolo Pietro.
Grande novità, la navigazione al lago di un Papa mai formalista
È il Papa delle sorprese. Dall’inizio del suo pontificato, l’ex vescovo di Chiclayo, in Perù, (dal 2015 al 2023), ha sbalordito i castellani con il suo stile semplice e diretto, da ‘vicino di casa’. Dalla scorsa estate, li ha abituati a soggiorni alternati a ritorni in Vaticano, vacanze a luglio e agosto scandite da messe e Angelus con risonanza planetaria, e ormai nessuno si stupisce più di vederlo tornare e ripartire ogni settimana.
Ha ripristinato la messa nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, seicentesca chiesa berniana, si trattiene con i fedeli in piazza con buona pace della sicurezza, si sofferma a salutare uno a uno con viva presenza. Le novità di un Papa non formalista, come anche lo è stato Papa Francesco che lo ordinò vescovo e cardinale, non sono finite qui.
Dopo le celebrazioni di Ferragosto, già tanto care a Giovanni XXIII, il calendario estivo di Prevost a Castel Gandolfo culminerà sabato prossimo alle 18 con la celebrazione della messa nella Chiesa di Maria Santissima del Lago e, a seguire, con la partecipazione alla processione in onore della Madonna del Lago, da terra ma anche in barca, a bordo del battello Falco, un evento senza precedenti.
Paolo VI, a cui si deve nel 1977 la costruzione della chiesa al lago che fa parte della parrocchia pontificia, e Giovanni Paolo II, parteciparono alla processione ma solo da terra. L’unico predecessore che abbia navigato il lago, lo fece con tutt’altro spirito: “Organizzava delle naumachie, battaglie navali, scendeva dai Giardini vaticani, per la via Alessandrina e arrivava al lago”, racconta Luciano Mariani, saggista e storico locale. Il 1 giugno del 1656 Papa Chigi volle offrire al popolo una rappresentazione navale, in uso dai dai tempi di Giulio Cesare, ma incruenta, con piccole imbarcazioni.
Il sì all’invito della comunità, la lettera di don Taddeo e l’inizio di una storia incredibile
Accessibilità e semplicità di un Vescovo ‘senza muri’, sempre disponibile al dialogo. Il ricordo di chi l’ha conosciuto nella sua azione pastorale in Perù corrisponde alla testimonianza attuale del parroco don Taddeo, come di chiunque gli abbia stretto la mano constatando il vivo desiderio di essere ‘uno di noi’. Con questo spirito, il Papa ha accettato di slancio l’invito a partecipare alla festa che con la processione si tiene ogni anno l’ultimo sabato di agosto, ma solo ora si abbatte la giusta riservatezza che c’è stata sull’evento.
Indaffaratissimo nei preparativi che coinvolgono anche il Vaticano, la Curia e la Diocesi di Albano, il Comune di Castel Gandolfo con la Pro Loco con il Comitato dei festeggiamenti, tra le carte del suo studio e il portatile a portata di mano, don Taddeo ci riceve al primo piano dei locali della parrocchia con affaccio su piazza della Libertà a poca distanza dal palazzo pontificio.
Con la consueta affabilità, racconta i passaggi di un evento che ha del miracoloso. “Tutto inizia da una lettera che ho presentato al Papa con l’invito a nome di tutta la comunità, presente il vescovo, dopo l’Angelus nel Ferragosto 2025 – racconta il salesiano, da cinque anni parroco della chiesa pontificia – un mese fa è arrivata la notizia ufficiale che l’invito era stato accolto dal Papa, mi ha contattato il Vescovo. Per noi è stata una grande gioia. Alcuni dicevano che non sarebbe mai accaduto. Si vedeva da subito che il Papa era molto interessato a Castel Gandolfo, l’ama molto”.
Ad andare indietro con la memoria, le premesse c’erano tutte già dopo la processione dell’anno scorso. Allora, Castelli Notizie aveva annunciato che Leone avrebbe potuto essere l’ospite speciale a bordo del battello Falco del Parco Regionale dei Castelli Romani che porta la Madonna in processione sul Lago Albano. “Per l’anno prossimo ho invitato qui il Papa”, aveva detto radioso don Taddeo a conclusione del primo giorno della Festa dedicata alla Madonna del Lago, appena sbarcato e parlando con Ivan Boccali, presidente dell’Ente Parco.
Infatti pare che già allora il Papa a voce in modo informale abbia detto: “Quest’anno non è possibile, l’estate prossima ci sarò”. Grazie all’iniziativa del parroco, un desiderio collettivo è diventato un’inaspettata realtà. “Io sono emozionatissimo, è una cosa che mai avremmo immaginato che facesse il Papa. A dicembre abbiamo saputo che aveva accolto la nostra richiesta ancora tutta da vagliare, un processo molto lungo che si è concluso nelle scorse settimane. Quella che era una possibilità, è diventata una certezza, Abbiamo fatto tutta una serie di passaggi con i cerimonieri e con la Curia vaticana che ha validato i movimenti, li ha cambiati, il Vescovo Viva ci ha dato la definizione del piano, è venuto domenica scorsa per fare la validazione dell’itinerario”, racconta Marco Petricone che con Francesco Saroli, Daniela Petriconi è tra i titolari degli stabilimenti al lago, al lavoro con il parroco per l’evento.
Fanno parte del Collegio di San Tommaso da Villanova e del Comitato che come ogni anno organizza la processione: stavolta sarà memorabile per la presenza del Papa e proprio in coincidenza con i 400 anni dalla scelta dei Pontefici di soggiornare a Castel Gandolfo nel periodo estivo, da che Urbano VIII, nel 1626, inaugurò questa tradizione. “È un Papa che vuole stare vicino alla gente e non fa distinzione, non vuole creare distacco”, annota esultante Petricone.
La presenza al lago di Papa Leone: “Evento storico, segno molto importante, universale”
L’affetto e l’amore per questi luoghi e per i suoi abitanti, certo hanno avuto il loro peso, ma c’è anche altro dietro la volontà di Leone di esserci ai festeggiamenti del prossimo sabato. Don Taddeo ne offre una lettura articolata e profonda: “La sua presenza al lago può essere vista come apprezzamento per tutto quello che qui si fa e anche come protezione del Creato”.
Prevost si muove in continuità con l’Enciclica di Francesco, Laudato Si’ sulla cura della Casa Comune i cui principi trovano applicazione nel Borgo Laudato Si’ con un Centro di Alta Formazione dedicato all’ecologia integrale, alla sostenibilità e all’economia circolare, che ha inaugurato lo scorso anno a Castel Gandolfo.
“Il pensiero della Chiesa non è un pensiero staccato, ma è collegato alla Storia. Il Papa ha un grande strumento per poter agire sulla società, è una voce ispirata dallo Spirito Santo, l’importante è che noi riusciamo a sentire questa voce”.
La questione ambientale, però, non riguarda soltanto il Lago Albano. È una questione locale e insieme planetaria. “Oggi, tanti laghi soffrono lo stesso problema, alcuni sono spariti nel mondo – aggiunge don Taddeo – la presenza del Papa su queste acque è un invito all’attenzione a proteggere tutte le acque del mondo, non sfruttarle ai fini del profitto. È un segno molto importante, universale, è un evento storico, non è un evento che si chiude qui a Castel Gandolfo, è un messaggio mandato a chi ha responsabilità di governo di pensare alle generazioni che verranno dopo di noi, all’acqua come risorsa preziosa. È la prima volta che un Papa scenderà sull’acqua”.
Da quando sono state sciolte le riserve sulla presenza del Pontefice, l’impegno organizzativo è assiduo e collettivo: “Il Comitato organizzatore della Festa della Madonna del lago è al lavoro anche con la Pro Loco, rappresentanti della Diocesi e del Comune, gli stabilimenti, ci incontriamo una volta a settimana. Sfide e problemi non mancano ma li risolviamo”, dice con tranquillità don Taddeo tra una telefonata e l’altra. L’aspetto rilevante è la partecipazione: “Abbiamo già ordinato fiori pensati per il battello e per la chiesa e sono coinvolti anche i ristoratori per il rinfresco. Il bello è che le persone si lasciano coinvolgere e si sente sempre più il desiderio di partecipare, l’evento è strumento di condivisione e corresponsabilità. Il nostro desiderio è che questa festa diventi punto di unione di tutta la comunità di Castel Gandolfo e dei Castelli”.
Il Papa celebrerà la messa nella Chiesa della Madonna del Lago, unica nel suo genere. “Nel ‘77 Paolo VI mise la prima pietra, ma la prima idea di realizzarla fu dell’allora parroco, don Mario Sirio, negli anni ‘60”, racconta Luciano Mariani. Ed è proprio Mariani a rivelare un particolare finora inedito: “Sono cose personali che io so perché insieme, il parroco ed io, facemmo il disegno della chiesa che doveva sorgere addirittura quasi sul lago, come una conchiglia che si apre. Questa fu la prima idea, poi non se ne fece più nulla”, aggiunge Mariani.
Organizzazione e programma di massima tra fiori e sicurezza
Come nelle precedenti messe presiedute dal Papa a San Tommaso da Villanova, anche la celebrazione di sabato alla Madonna del Lago sarà a numero chiuso per la ridotta capienza della chiesa: circa 400 i posti disponibili. Potranno accedere soltanto coloro che saranno muniti di invito. I primi a essere coinvolti sono stati i parrocchiani, i titolari degli stabilimenti e gli eredi dei pescatori che idearono la processione: la gente del lago, insomma, la comunità che da circa settant’anni custodisce questa tradizione.
Per consentire la partecipazione del maggior numero possibile di fedeli, considerata anche l’affluenza quest’anno difficilmente quantificabile per l’inedita presenza del Papa, all’esterno saranno allestiti due maxischermi: uno in corrispondenza del Circolo Saroli e l’altro presso lo stabilimento Giorgio’s Beach.
Al termine della Messa, inizierà il momento più atteso e inedito della giornata. Il Papa raggiungerà a piedi il pontile Tropicana dove salirà a bordo del battello Falco, messo a disposizione dal Parco Regionale dei Castelli Romani. Ad accompagnarlo ci sarà il simulacro della Madonna, che i portatori della Confraternita della Coroncina trasporteranno, come da consuetudine, fino all’imbarco, per poi posizionarlo e stabilizzarlo a bordo.
Il corteo nautico raggiungerà quindi il molo dello stabilimento Giorgio’s Beach, in un tratto di lago presidiato da un articolato dispositivo di sicurezza che coinvolgerà un team interforze: Prefettura di Roma e Questura, Polizia di Stato e Carabinieri, con il supporto dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza Vaticano e della Gendarmeria Vaticana.
A seguire il battello saranno alcuni natanti, canoe e barche a vela, in un corteo destinato a trasformare le acque del Lago Albano in una sorta di suggestiva processione nella processione. Ma visto l’ospite d’eccezione, il numero dei natanti sarà preordinato e non potranno aggregarsi al seguito nuotatori come nelle passate edizioni.
A bordo del Falco, guidato dal comandante Federico Bronzi, gestore del servizio di navigazione del Parco dei Castelli Romani, con il Pontefice ci saranno il Vescovo della Diocesi di Albano, Vincenzo Viva, il parroco don Taddeo, il sindaco di Castel Gandolfo, Alberto De Angelis, e uomini della Gendarmeria Vaticana. Tutti gli altri, autorità civili e militari con la fanfara e il popolo dei fedeli seguiranno da terra.
All’approdo al Giorgio’s Beach, il Pontefice impartirà la benedizione e sarà accolto da canti e dalla voce di un tenore. È previsto anche un piccolo rinfresco per i convenuti che rimarranno sulla spiaggia, dopo che Leone XIV avrà lasciato lo stabilimento per fare ritorno a Palazzo Pontificio.
A curare gli addobbi è Daniela Petriconi, titolare del Mad Village. “In realtà, i fiori per la chiesa sono pochissimi perché il Vaticano ha chiesto una cerimonia sobria. I fiori saranno dove è il treppiedi della Madonna”. L’allestimento floreale sarà realizzato da Arte del Fiore di Sonia Ciriaci, di Velletri, con ortensie celesti in onore della Madonna, ortensie bianche e rose gialle, i colori del Vaticano, tutte ordinate da un fornitore olandese.
L’intera celebrazione sarà trasmessa da Vatican Media, permettendo così anche a chi non potrà essere presente di seguire un appuntamento destinato a entrare nella storia della Chiesa e di Castel Gandolfo.
E mentre la Madonna attraverserà il lago insieme al Pontefice, con brevi soste di preghiera e benedizione davanti a ogni stabilimento balneare, risuonerà anche la prece: “Maria Stella del Lago e Madre della Speranza, accompagnaci sempre nel cammino della fede e dell’amore”.
La festa semplice dei ‘guardiani del lago’ arrivata ad accogliere il Papa
Semplicità e devozione. È questo il carattere originario della festa della Madonna del Lago, nata spontaneamente nel dopoguerra dalla fede e dalla riconoscenza di poche famiglie che vivevano sulle rive del lago e che, nel tempo, hanno saputo tramandarne lo spirito senza snaturarlo. Una festa popolare che è, ancora oggi, collante identitario della comunità.
“Si riunivano da Scasciatelli, che metteva a disposizione una sala di casa sua, e facevano dire messa: la chiesa ancora non c’era. Il punto di raccolta era la casetta dei pescatori”, racconta Marco Pedricone, il cui bisnonno era uno dei guardiani del lago, tra i fondatori della festa. La processione, con mezzi anche di fortuna, non si è mai interrotta. “Prima con le mie barche, un anno con i dragoni, mettemmo la statua della Madonna davanti”, racconta ancora il titolare dello stabilimento Giorgios’ beach.
Luciano Mariani ricorda e declama, uno per uno, i cognomi delle famiglie che, in origine, abitavano al lago e alle quali si deve la nascita della festività: “Fontani, Petriconi, Bartoli, Meloni, Catarci, Massimi, Dezzi, Bernardoni, Carducci, Magliocchetti, Giovannangelo e Marani. Nel dopoguerra poche famiglie vivevano al lago e facevano la processione. Il paese non partecipava: all’epoca io ero un bambino, mi affacciavo dall’alto e le vedevo”.
Aggiunge Petricone: “Negli anni ’50 vivevano qui tre o quattro famiglie e il turismo era ancora di là da venire. Sarebbe arrivato soltanto negli anni ’60, anche in coincidenza con le Olimpiadi”.
Erano anni in cui il lago aveva una vita profondamente diversa da quella di oggi. La famiglia Catarci, ricorda Petricone, aveva la concessione per lo sfruttamento delle acque anche di altri laghi del Lazio; poi, in occasione delle Olimpiadi, la gestione passò all’allora Provincia. Arrivarono le gare di motoscafi e quelle di sci nautico e, progressivamente, il lago cominciò a diventare anche una destinazione turistica.
Petricone è da circa vent’anni nel Comitato organizzatore della festa e ha vissuto da vicino l’evoluzione di questa tradizione. Nel corso degli anni non sono mancate le presenze illustri a bordo del battello Falco: vi partecipò più volte l’allora Vescovo Marcello Semeraro, che ha guidato la Diocesi di Albano dal 2004 al 2020 e che oggi è cardinale e prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Una volta si imbarcò anche Georg Gänswein, allora segretario particolare di Papa Ratzinger. “La presenza di alti prelati c’è sempre stata, ma mai di un Papa”.
Fotogallery – Papa Leone XIV sul Lago Albano con la Madonna: Castel Gandolfo si prepara all’evento storico
Don Dino Sella, per 26 anni parroco della chiesa di San Tommaso da Villanova, contribuì a consolidare il culto ben prima della costruzione della chiesa dedicata alla Madonna del Lago. A lui si deve anche l’aver dato una forma religiosa a una devozione profondamente legata alla vita del lago: la Madonna come custode delle sue acque e il richiamo alla responsabilità dell’uomo nella salvaguardia del Creato.
Ringraziare per pericoli scampati ed esorcizzare ogni insidia futura: questo è il senso di una festa che si rinnova ogni estate, il filo che lega da oltre settant’anni tradizione e fede, una devozione nata sulle rive del lago e cresciuta insieme alla comunità. Dalle singole barche di legno dei pescatori si è arrivati ai cortei nautici di oggi, senza perdere il carattere originario di festa semplice, spontanea e profondamente popolare. Forse quest’anno non accadrà per questioni organizzative, ma ogni anno Luciano Mariani legge i nomi delle vittime del lago. “Ho sempre letto l’elenco delle persone decedute per disgrazie. Tra queste, c’è solo una vittima per bombardamento bellico. La maggior parte sono casi di annegamento. O sciagure, come negli anni ’50 quando un aereo denominato Cicogna cadde in mezzo al lago e morì un’intera famiglia”.
Un’altra grande novità il 30 di agosto: il Papa saluta in piazza ‘Don Biker’ con i motociclisti
Prima di lasciarlo ai suoi impegni, don Taddeo ci rivela un’altra assoluta novità dei due giorni di celebrazioni per la Madonna del Lago,
Domenica 30 agosto, ci sarà l’incontro dei riders con il Papa. “Ci sarà il raduno dei motociclisti al lago e la benedizione come ogni anno – spiega il salesiano soprannominato ‘Don Biker’ per la sua grande passione per le due ruote. Spesso è a bordo di una maxi tourer Kawasaki 1700 Vulcan, modello Vaquero, organizza raduni e pellegrinaggi motociclistici. “Poi – conclude – ci sposteremo in piazza della Libertà per partecipare alla messa con il Papa e ricevere il suo saluto, le moto le parcheggeremo all’oratorio”. Don Taddeo ha conosciuto il Pontefice proprio in occasione dell’incontro dei motociclisti a San Pietro che si è svolto sabato 4 ottobre 2025 in occasione del Giubileo dei Motociclisti.
Insomma, doppia novità per i due giorni di festa. Quella più strabiliante si consumerà sulle acque, e vedrà protagonista un Papa. Leone XIV sarà sul battello in navigazione sul Lago Albano con la statua della Madonna. Un’iniziativa che non interrompe la storia della festa, ma la aggiorna e rilancia a livello planetario il suo significato più autentico: la gratitudine, la protezione, la cura del lago e del Creato.
Piera Lombardi
Fotogallery – Papa Leone XIV sul Lago Albano con la Madonna: Castel Gandolfo si prepara all’evento storico
