Roma, domani parla Di Ruvo al Palazzo Valentini sul futuro del lavoro in Italia

Luogo: Palazzo Valentini, Sala David Sassoli Data: 11 giugno 2026 Un evento quello che ospiterà la Sala intestata a David Sassoli domani alle ore 11 presso …

Luogo: Palazzo Valentini, Sala David Sassoli

Data: 11 giugno 2026

Un evento quello che ospiterà la Sala intestata a David Sassoli domani alle ore 11 presso la ex sede della Provincia Capitolina Palazzo Valentini, organizzato da Sinergitaly e dalla Fondazione E-Novation presieduta da Massimo Lucidi, che vedrà intervenire anche il noto critico d’arte Mauro Di Ruvo.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali dell’On. Fabrizio Sartori e del Cav. Uff. Riccardo Di Matteo, presidente dell’associazione Sinergitaly e console onorario della Repubblica Ceca in Puglia. L’introduzione e l’apertura dei lavori saranno affidate a Stefano Scabbio, presidente di Ethjca Group. Seguiranno gli interventi cuore dell’evento, che vedranno alternarsi sul palco nuovi protagonisti del mondo del lavoro, quali startupper, giovani talenti dell’high tech, del mondo digitale d esponenti delle spin-off aziendali e universitari. Conclude i lavori l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu.

“Il futuro dell’economia e dell’occupazione passa inevitabilmente dalla capacità di sostenere il coraggio dei nostri giovani e la flessibilità delle startup. Con Sinergitaly e Fondazione E-Novation vogliamo creare un ponte solido tra le istituzioni e chi fa innovazione sul campo. Raccontare queste storie significa dare una prospettiva concreta a chi oggi crea le professioni di domani, unendo l’eccellenza territoriale alle dinamiche dei mercati internazionali.”. Queste le parole rilasciate dal Cav. Uff. Riccardo Di Matteo in vista dell’event0 in cui sarà uno dei principali relatori.

Mauro Di Ruvo sottolinea come l’innovazione delle  professioni che stiamo accingendoci a integrare nei nostri settori produttivi ed educativi debba avvenire affiancata da una attenta e lucida osservazione e monitorazione dell’Intelligenza Artificiale che rischia sempre più di darci l’idea di un lavoro del futuro che veniamo a perdere come “automatismo evolutivo involontario”.

Così lo definisce infatti il critico d’arte, autore del nuovo libro edito da Helicon Edizioni “Orlando Furioso. Una perenne fuga dell’armonia nella follia”,  il rischio attuale provocato da una sottovalutazione dell’AI.

“Il lavoro del futuro, sia esso sul settore tecno-digitale che su quello legale o culturale, o ancora di matrice manuale-artigianale, deve partire dal presupposto che nessun lavoro è artificiale ma prerogativa umana, e non automatica, ossia di un algoritmo numerico. L’uomo deve creare il lavoro attraverso la tecnica, ma non dobbiamo invertire la ragione sociale del lavoro, consentendo alla tecnica di creare l’uomo del lavoro”. Afferma il critico d’arte.

“Per questo motivo la tradizione dell’istituzione storica e giuridica del lavoro non deve essere ignorata nel processo di invenzione del lavoro, altrimenti cadiamo nella trappola dell’avvenirismo in cui già il Futurismo era sprofondato in un regime politico che era viziato di ideologismo intellettuale e assolutismo commerciale. Il lavoro nobilita l’uomo, ma l’uomo deve riconoscere la virtù della sua nobiltà”.

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