“Santità, salvi il Lago Albano”: così Rete Tutela Roma Sud si è appellata a Papa Leone dopo la Processione a Castel Gandolfo

a Rete Tutela Roma Sud scrive a Papa Leone XIV dopo la processione sul Lago Albano: l’appello contro il prosciugamento e il termovalorizzatore

La storica navigazione di Papa Leone XIV sul Lago Albano di Castel Gandolfo è diventata l’occasione per riportare al centro del dibattito la tutela ambientale del bacino e, più in generale, del territorio a sud di Roma.

A rivolgersi direttamente al Pontefice è la Rete Tutela Roma Sud, realtà da anni impegnata su diverse vertenze ambientali, tra le quali l’opposizione al termovalorizzatore previsto a Santa Palomba. In una lettera aperta diffusa al termine della processione della Madonna del Lago, l’associazione ha chiesto a Leone XIV di far sentire la propria voce davanti alla progressiva riduzione del livello delle acque.

«Santità, questa sera ha navigato per la prima volta sul Lago Albano. Le chiediamo di non rimanere in silenzio davanti alla sua lenta agonia», si legge nell’appello.

«Il lago è parte della nostra casa comune»

La Rete richiama il concetto di “casa comune”, profondamente legato alla riflessione della Chiesa sulla tutela del creato e sulla responsabilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente.

«Questa terra è parte della nostra casa comune, che oggi è profondamente minacciata», sostengono gli attivisti.

Nel documento viene denunciato il progressivo abbassamento del Lago Albano, un fenomeno che da anni suscita preoccupazione tra cittadini, associazioni ambientaliste, amministratori ed esperti.

Secondo la Rete Tutela Roma Sud, quanto sta accadendo non potrebbe essere attribuito soltanto alle condizioni climatiche: «Il Lago Albano si sta progressivamente prosciugando. Non è una fatalità: è il risultato di scelte politiche e amministrative che hanno consentito prelievi eccessivi dalla falda e un consumo di suolo che altera gli equilibri naturali del territorio».

Si tratta della posizione espressa dal coordinamento ambientalista, che chiede da tempo interventi più incisivi sulla gestione delle risorse idriche e sulla trasformazione urbanistica dell’area.

Il collegamento con il termovalorizzatore di Santa Palomba

Nella lettera aperta, la Rete collega la crisi del Lago Albano alla più ampia battaglia contro la costruzione del Termovalorizzatore previsto a Santa Palomba, a pochi chilometri dai Castelli Romani.

«Mentre assistiamo impotenti a questo disastro ambientale, la stessa politica decide di imporre, a pochi chilometri dal lago, un gigantesco termovalorizzatore, che tra le altre cose consumerà altra acqua», si legge nella nota.

La Rete contesta anche l’iter seguito per la realizzazione dell’impianto, presentato come parte delle misure necessarie ad affrontare il ciclo dei rifiuti di Roma in occasione del Giubileo.

Secondo il coordinamento, l’opera sarebbe stata resa possibile attraverso i poteri straordinari attribuiti al commissario di Governo e risulterebbe in contrasto con la pianificazione regionale dei rifiuti attualmente vigente. Anche in questo caso si tratta delle valutazioni sostenute dalla Rete, da tempo protagonista della mobilitazione contraria all’impianto.

L’appello al Pontefice: «Faccia sentire la sua voce»

Dopo avere attraversato per la prima volta il Lago Albano a bordo del Battello Falco del Parco Regionale dei Castelli Romani, Papa Leone XIV viene chiamato direttamente in causa nel suo ruolo di Vescovo di Roma.

«Santità, Lei è il Pastore di Roma, questa è la sua comunità, il suo lago, la sua acqua. La nostra salute dipende anche da voci autorevoli come la sua», scrive la Rete.

Da qui la richiesta esplicita: «Le chiediamo di far sentire la sua voce nei confronti di chi ha responsabilità di governo. Siamo dalla parte della vita, della tutela del creato, della salute e delle generazioni che verranno».

Parole che arrivano proprio al termine di una giornata durante la quale il rapporto tra fede, natura e responsabilità collettiva è stato più volte richiamato. Nella sua omelia, Leone XIV ha parlato della necessità di tutelare la dignità di ogni persona e, nella preghiera conclusiva, ha invocato per chi esercita responsabilità pubbliche la capacità di promuovere giustizia, libertà e bene comune.

«Anche i territori possono essere considerati sacrificabili»

Nella parte conclusiva della lettera, la Rete Tutela Roma Sud riprende il concetto di “cultura dello scarto”, estendendolo alle scelte che riguardano l’ambiente e le comunità locali. «La cultura dello scarto non riguarda soltanto i rifiuti. È anche quella cultura che considera sacrificabili territori, risorse naturali e comunità quando entrano in conflitto con interessi economici o decisioni politiche già prese».

L’appello, precisano gli attivisti, non si rivolge soltanto al mondo cattolico: «Noi, credenti e non credenti, sentiamo il dovere di reagire a questa indifferenza».

La lettera si chiude tornando all’immagine che ha segnato la giornata di Castel Gandolfo: il Pontefice in navigazione sulle acque del lago, accanto alla statua della Madonna e seguito da un corteo di imbarcazioni. «Santità, questa sera ha visto la bellezza del Lago Albano. Ci aiuti a impedire che diventi soltanto il ricordo di ciò che abbiamo perduto».

Una richiesta destinata a riaprire il confronto sulle condizioni del bacino e sulle scelte ambientali che riguardano l’intero quadrante meridionale della Città metropolitana di Roma.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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