Sciopero generale, anche dai Castelli Romani a Roma: cortei, proteste e tensioni

Sciopero generale del 30 ottobre, manifestanti anche dai Castelli Romani a Roma. Corteo USB, tensioni al Colosseo, otto fermati e protesta ai Fori Imperiali

Anche dai Castelli Romani sono arrivati manifestanti nella Capitale per partecipare allo sciopero generale nazionale di venerdì 30 ottobre, indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB) contro il carovita, il riarmo e le politiche economiche del Governo. Una giornata di mobilitazione che ha coinvolto studenti, lavoratori, precari, pensionati, associazioni e movimenti sociali, con cortei organizzati in decine di città italiane e una manifestazione particolarmente partecipata a Roma.

Diverse persone provenienti dal territorio dei Castelli Romani hanno raggiunto la Capitale per unirsi alla protesta, prendendo parte a una mobilitazione che ha portato nelle strade rivendicazioni legate al costo della vita, ai salari, al diritto alla casa, alla scuola e alla sanità pubblica, oltre alla contrarietà all’aumento delle spese militari.

La giornata si è sviluppata attraverso un lungo corteo partito da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e proseguito nelle strade del centro, fino alla zona del Colosseo e dei Fori Imperiali. Una manifestazione che per gran parte del suo svolgimento si è tenuta pacificamente, ma che è stata segnata nel pomeriggio e soprattutto in serata da alcuni episodi di tensione tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine.

Da Termini al Colosseo, migliaia in piazza contro carovita e riarmo

La protesta ha visto la partecipazione di componenti molto diverse della società civile. Accanto ai sindacati di base hanno sfilato studenti delle scuole e delle università, lavoratori di diversi settori, movimenti per il diritto all’abitare, agricoltori, famiglie e associazioni impegnate nelle mobilitazioni per la pace e a sostegno della popolazione palestinese.

Al centro delle rivendicazioni la richiesta di maggiori risorse per salari, pensioni, sanità, istruzione e servizi pubblici, insieme alla contestazione delle politiche di riarmo e delle scelte economiche dell’Esecutivo.

Tra i partecipanti anche cittadini giunti dai territori della provincia romana, compresi i Castelli Romani, a conferma di come i temi della mobilitazione abbiano interessato anche realtà esterne alla Capitale.

Secondo le stime diffuse dall’USB, a Roma sarebbero scese in piazza circa 100mila persone. Il corteo ha attraversato diverse zone centrali della città, accompagnato da striscioni, bandiere, slogan e interventi dal camion che apriva la manifestazione.

Una mobilitazione che ha avuto ripercussioni sulla viabilità e sul trasporto pubblico, con chiusure temporanee di alcune strade e modifiche alla circolazione predisposte per consentire lo svolgimento del corteo.

Tensioni al Colosseo e a Trastevere, otto manifestanti fermati

Se la maggior parte dei partecipanti ha sfilato senza incidenti, nel corso del pomeriggio si sono verificati momenti di tensione nei pressi del Colosseo. Secondo le ricostruzioni delle agenzie di stampa, un gruppo di circa 300 persone si è separato dal corteo principale, dirigendosi verso l’area archeologica. Qui si sono registrati lanci di oggetti contro le forze dell’ordine e sono stati incendiati alcuni cassonetti. Gli agenti sono intervenuti con una carica di alleggerimento.

Ulteriori tensioni si sono verificate nelle ore successive, quando alcuni manifestanti hanno tentato di dirigersi verso i palazzi istituzionali.

A Ponte Sisto, nella zona di Trastevere, si sono registrati nuovi momenti di confronto con le forze dell’ordine, mentre sul Lungotevere Testaccio la polizia ha utilizzato anche gli idranti per disperdere i gruppi coinvolti nei disordini.

Piazza Montecitorio e piazza Colonna sono state chiuse e presidiate dagli agenti in tenuta antisommossa per impedire l’accesso alle aree istituzionali.

Il bilancio comunicato al termine della giornata è stato di otto persone fermate nell’ambito degli interventi effettuati per impedire il superamento degli sbarramenti predisposti dalle forze dell’ordine.

Gli episodi di violenza hanno riguardato gruppi circoscritti e non l’insieme dei manifestanti, molti dei quali avevano già concluso la propria partecipazione al corteo.

Sciopero generale in tutta Italia: numeri diversi tra sindacati e Viminale

La mobilitazione del 30 ottobre ha interessato oltre sessanta città italiane, con manifestazioni organizzate da Nord a Sud. Oltre a Roma, momenti di tensione si sono verificati a Torino, Vicenza e Mestre, mentre a Milano e Bologna le proteste hanno avuto conseguenze soprattutto sulla circolazione stradale, con l’occupazione temporanea di alcuni tratti delle tangenziali.

Particolarmente significative le differenze nelle stime sulla partecipazione nazionale. L’USB ha parlato di oltre un milione di manifestanti nelle piazze italiane, arrivando in alcune comunicazioni a indicare circa un milione e mezzo di partecipanti. Le autorità di pubblica sicurezza hanno invece quantificato in 255.870 le presenze complessive alle manifestazioni.

Si tratta di stime sensibilmente differenti, che vanno tenute distinte anche dal numero effettivo di lavoratori che hanno aderito allo sciopero.

Su quest’ultimo aspetto è intervenuto il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, secondo il quale, alle ore 19 di venerdì e con circa la metà dei dati censiti, l’adesione dei dipendenti pubblici risultava inferiore al 7%.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invece rivendicato l’operato delle forze dell’ordine, sottolineando che il diritto a manifestare pacificamente è stato garantito, pur in presenza degli episodi di violenza registrati in alcune città.

Trasporti, il Ministero: «Circolazione ferroviaria sostanzialmente regolare»

Lo sciopero ha interessato numerosi comparti lavorativi, compresi scuola, pubblica amministrazione e trasporti, questi ultimi al centro di un confronto tra organizzazioni sindacali e Governo.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha evidenziato che, nonostante le mobilitazioni, la circolazione ferroviaria è rimasta sostanzialmente regolare e sono stati mantenuti i principali servizi del trasporto pubblico locale.

Secondo il Ministero, la decisione del ministro Matteo Salvini di disporre la precettazione ha contribuito a limitare i disagi per pendolari e cittadini.

Di posizione opposta l’USB, che aveva contestato il provvedimento, sostenendo la legittimità della mobilitazione e rivendicando il diritto dei lavoratori ad aderire allo sciopero.

La protesta non si ferma: tende ai Fori Imperiali e nuove iniziative nel weekend

La mobilitazione romana non si è conclusa con il corteo di venerdì. L’USB ha infatti annunciato la prosecuzione della protesta attraverso un accampamento in via dei Fori Imperiali, dove si sono ritrovati studenti, lavoratori, rappresentanti dei movimenti per il diritto all’abitare e altre realtà sociali che hanno partecipato alla manifestazione.

Per oggi, sabato 31 ottobre, è prevista una notte bianca dei diritti, con musica e iniziative organizzate nell’area della tendopoli.

Domenica 1° novembre, alle ore 11, si terrà invece un’assemblea nazionale aperta alle organizzazioni e ai movimenti che hanno contribuito alla giornata di sciopero, con l’obiettivo di discutere le prossime iniziative. Gli organizzatori ribadiscono la volontà di proseguire la mobilitazione finché non arriveranno risposte alle rivendicazioni economiche e sociali avanzate.

Anche i Castelli Romani presenti nella mobilitazione nazionale

La partecipazione di manifestanti provenienti dai Castelli Romani inserisce anche il territorio a sud di Roma nel quadro di una protesta nazionale che ha attraversato generazioni, categorie professionali e realtà sociali differenti.

Le questioni al centro dello sciopero, dal costo della vita al potere d’acquisto degli stipendi, dalle condizioni del lavoro alla qualità dei servizi pubblici, riguardano da vicino anche le famiglie e i lavoratori del territorio castellano, molti dei quali sono quotidianamente legati alla Capitale per motivi professionali e di studio.

La giornata del 30 ottobre lascia dunque un bilancio articolato: da una parte una mobilitazione estesa a numerose città, con una partecipazione significativa e rivendicazioni sociali ed economiche; dall’altra gli episodi di violenza che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e riacceso il confronto sulla gestione dell’ordine pubblico.

Con l’accampamento ai Fori Imperiali e l’assemblea nazionale di domenica, la protesta prosegue anche nel fine settimana, mentre resta aperto il confronto politico e sindacale sulle richieste avanzate dai manifestanti.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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