Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di misure per la ricostruzione del Centro Italia, segnando il passaggio definitivo dalla fase emergenziale a quella della ricostruzione programmata di lungo periodo. Il provvedimento conferma la proroga della Struttura commissariale fino al 2029, introduce il 4% delle risorse per lo sviluppo socio-economico e rifinanzia la […]
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di misure per la ricostruzione del Centro Italia, segnando il passaggio definitivo dalla fase emergenziale a quella della ricostruzione programmata di lungo periodo. Il provvedimento conferma la proroga della Struttura commissariale fino al 2029, introduce il 4% delle risorse per lo sviluppo socio-economico e rifinanzia la Zona Franca Urbana (ZFU) destinata ai Comuni del Primo Cratere.
La gestione straordinaria della ricostruzione sarà prorogata fino al 31 dicembre 2029, garantendo continuità a Comuni, Uffici Speciali per la Ricostruzione (USR) ed enti territoriali. Alla scadenza dello stato di emergenza, fissata al 31 dicembre 2026, non ci sarà alcuna interruzione delle attività: le competenze e le risorse finanziarie della Protezione Civile legate al completamento degli interventi saranno trasferite direttamente al Commissario straordinario del Governo, assicurando continuità amministrativa e operativa.
Tra le principali novità figura l’estensione alla Struttura commissariale degli interventi di sviluppo economico e sociale previsti dall’articolo 25 della legge n. 40/2025. La norma consente di destinare fino al 4% degli stanziamenti del Fondo ricostruzioni successivi al 2026 a programmi strategici per il rilancio dei territori colpiti dal sisma.
Le risorse interesseranno un fondo già ripartito che assegna quasi 1,5 miliardi di euro al Sisma 2016 per il triennio 2027-2029 e serviranno a finanziare progetti di sviluppo economico, innovazione, rafforzamento del tessuto produttivo, qualificazione dei servizi e rigenerazione demografica e sociale.
«La vera ricostruzione è anche sociale, economica e demografica. Per questo assume un valore strategico la norma che destina il 4 per cento delle risorse a interventi di sviluppo socio-economico: significa investire in imprese, servizi, occupazione e qualità della vita. Ricostruire le case è fondamentale, ma dobbiamo creare le condizioni perché le persone scelgano di restare e tornare», ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
Il provvedimento dedica un capitolo specifico ai tre Comuni maggiormente colpiti dal terremoto del 24 agosto 2016: Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.
Le principali misure previste sono:
rifinanziamento della Zona Franca Urbana (ZFU) con 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, a sostegno delle imprese e delle attività economiche locali;
una quota riservata non inferiore al 5% delle risorse destinate ai programmi di sviluppo socio-economico, superiore alla soglia ordinaria del 4%;
la possibilità di stabilizzare il personale tecnico e amministrativo che ha maturato esperienza nella ricostruzione entro il 31 dicembre 2026, così da non disperdere le competenze acquisite.
Secondo il Questore della Camera Paolo Trancassini, il pacchetto di misure rappresenta un vero e proprio «approccio sartoriale», pensato per offrire risposte concrete e calibrate sulle esigenze delle comunità che più di tutte hanno pagato il prezzo del sisma del 2016.
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