L’accesso alla carriera militare è forte rivendicazione della parità di genere, ma anche atto dovuto in adempimento ai trattati internazionali per le pari opportunità, e per garantire la completa integrazione delle forze armate italiane con i partner militari internazionali nato ONU e Europa. Sono trascorsi 25 anni dall’ingresso della prima soldatessa nell’Esercito, e come lei […]
L’accesso alla carriera militare è forte rivendicazione della parità di genere, ma anche atto dovuto in adempimento ai trattati internazionali per le pari opportunità, e per garantire la completa integrazione delle forze armate italiane con i partner militari internazionali nato ONU e Europa.
Sono trascorsi 25 anni dall’ingresso della prima soldatessa nell’Esercito, e come lei delle altre nelle varie forze armate italiane. Ma la parificazione delle donne nelle Armi a difesa del Paese si realizza soltanto con un lungo percorso di trasformazione dell’universo sia sociale che militare. Nell’Italia repubblicana la questione delle donne soldato ha dato vita per decenni a un acceso dibattito intellettuale, fin dalle prime discussioni presentate in Assemblea Costituente, e fin dalla formulazione dell’articolo 52 Cost., che non specifica il genere del cittadino soggetto al “sacro” dovere di difendere della patria.
Il passaggio decisivo è quello della legge nr. 380 del 1999, che consente finalmente l’accesso delle donne italiane nelle forze armate e nella guardia di finanza, su un piano di assoluta parità con gli uomini.
Se ne discuterà a Teramo il prossimo venerdì 23 ottobre, dalle ore 17, nella splendida location del Castello Della Monica. Il Castello di Teramo è un unicum architettonico nell’intero panorama nazionale per la sua specificità: realizzato come dimora personale dall’artista teramano Gennaro della Monica (architetto, scultore e pittore, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, si erge sul piccolo colle di San Venanzio, poco distante da Piazza Garibaldi.
Dal secondo dopoguerra il Castello è stato sempre più circondato dalle abitazioni, che hanno finito per occultarne completamente il profilo, fino a renderlo poco visibile all’interno del contesto cittadino e paesaggistico. Ma c’è, e venerdì prossimo ospiterà la conferenza sui 25 anni di presenza delle Donne italiane nelle Forze Armate.
A promuovere l’evento è l’Associazione Nazionale Autieri d’Italia, nata al termine del primo conflitto mondiale quando un gruppo di reduci automobilisti, motivati dallo spirito di corpo, promosse l’iniziativa di costituire un’associazione che li rappresentasse. Nel 1935 gli “Autieri in congedo”, fondatori dell’Associazione, furono inquadrati nei “gruppi provinciali” del Reale Automobile Club d’Italia. Questi “Gruppi Autieri”, dispersi durante il secondo conflitto mondiale, nel 1951 costituirono a Roma l’Associazione Autieri d’Italia e, unitamente alla Fondazione milanese datata 1948, si fusero il 23 novembre 1952 nella sola Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI). Da allora l’ANAI è sempre stata attiva e partecipe alle vicende della vita nazionale e locale, per svolgere attività finalizzate al superamento delle difficoltà materiali e morali della collettività, alla sicurezza stradale e all’addestramento motoristico, e al Volontariato per la Protezione Civile. L’Associazione pubblica anche la rivista trimestrale “L’AUTIERE” ed invia per posta elettronica un “NOTIZIARIO” mensile alle Sezioni ed ai soci che ne facciano richiesta.
Relatrice della conferenza è Lucia Abbatantuono, giornalista responsabile della rubrica “Analysis” nella rivista “L’Autiere”, vicedirettrice della testata online “La Giustizia” ed editorialista di “Buongiorno Abruzzo”. Abbatantuono, con una laurea cum laude in Scienze Politiche Economico/Internazionali, è titolata del master ISSMI – Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze. È stata ricercatrice per i Ministeri dell’Interno e della Difesa e analista del Centro Alti Studi per la Difesa. Esperta di politica militare e diritto internazionale, scrive anche per Stampa Parlamento, Corriere Nazionale e Mondoperaio. Come membro di Reporters sans frontières e del Movimento Federalista Europeo, tiene conferenze sui grandi temi nazionali e internazionali per divulgare i valori democratici che vanno tutelati in un mondo libero.
L’appuntamento a Teramo è libero, dedicato a tutti gli interessati, e anche ai curiosi.
