Un reatino a Modena vive in auto dopo il licenziamento. La denuncia social: “Dormo in macchina, non ho più nulla. Aiutatemi a ritrovare il lavoro”

(r.l.) Una storia drammatica che arriva da lontano, ma che tocca da vicino la comunità reatina. Giuseppe D’Ippolito, originario di Rieti, sta vivendo un vero e proprio incubo a Modena. Dopo aver perso il lavoro e aver affrontato lo sfratto, si è ritrovato senza un tetto sopra la testa: da giorni vive nella sua automobile, […]
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(r.l.) Una storia drammatica che arriva da lontano, ma che tocca da vicino la comunità reatina. Giuseppe D’Ippolito, originario di Rieti, sta vivendo un vero e proprio incubo a Modena. Dopo aver perso il lavoro e aver affrontato lo sfratto, si è ritrovato senza un tetto sopra la testa: da giorni vive nella sua automobile, carica di borse e vestiti, in attesa di poter accedere alla NASpI e cercando disperatamente un’occupazione che gli restituisca la dignità.

A rendere la situazione ancora più straziante è la condizione della sua famiglia: Giuseppe è papà di un bambino di soli tre anni. A quanto emerso, la moglie e il piccolo sono stati accolti temporaneamente in una struttura protetta, ma per lui non c’è stato posto, lasciandolo letteralmente in mezzo alla strada.
È stato lo stesso Giuseppe a chiedere aiuto in un primo momento, pubblicando un messaggio colmo di disperazione nei gruppi social: «Vivo in macchina, non ho niente da perdere. Scusate, mi sento un fallito». Il suo grido di soccorso ha subito attirato l’attenzione di diverse realtà, tra cui l’associazione “Padri in Movimento”, che ha preso a cuore la sua vicenda condividendo il suo appello. L’appello si sta diffondendo rapidamente anche a Rieti e nei gruppi locali, con diversi utenti e cittadini che stanno facendo girare le immagini e la sua storia per sensibilizzare quanti più possibili e trovare una soluzione rapida.
Servono risposte immediate: una sistemazione temporanea ma, soprattutto, un’opportunità lavorativa per consentirgli di riunirsi alla sua famiglia e rialzarsi. Chiunque sia in grado di offrire aiuto o lavoro può fare riferimento ai contatti e ai canali dell’associazione “Padri in Movimento” o alla rete di solidarietà che si sta mobilitando in queste ore.
Foto: Fb ©

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Fonte: www.rietilife.com — Rieti

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