Velletri, il Vallauri ricorda Edoardo con le parole del Direttore scolastico Ambrogio Morrone

Il dirigente del Vallauri di Velletri, Ambrogio Morrone, scrive alla comunità scolastica dopo la morte del 14enne Edoardo Petrella: “La scuola sarà accanto a voi”.

Il dolore per la scomparsa di Edoardo Petrella, il ragazzo di appena 14 anni venuto a mancare nelle scorse ore, ha attraversato profondamente anche la comunità scolastica dell’ITIS “G. Vallauri” di Velletri, l’istituto che Edoardo frequentava da poche settimane, lui che arriva dalla scuola Andrea Velletrano, dopo aver frequentato la Marcelli.

Nella serata del 2 ottobre il dirigente scolastico Ambrogio Morrone ha firmato una lunga e sentita circolare rivolta a studentesse, studenti, famiglie, docenti e personale tutto. Un testo che va oltre la dimensione formale e che prova a dare voce allo smarrimento di una scuola intera davanti alla perdita improvvisa di uno dei suoi ragazzi.

“La scomparsa del nostro studente Edoardo Petrella, a soli quattordici anni, ha profondamente colpito e scosso l’intera comunità scolastica”, si legge in apertura. Il dirigente ammette quanto sia difficile, anche per chi ha la responsabilità di guidare una scuola, trovare le parole in un momento simile. E proprio da questa difficoltà nasce il richiamo al significato più autentico di una comunità educante: “restare unita e prendersi cura delle persone nei momenti più dolorosi”.

Il primo pensiero, naturalmente, va alla famiglia di Edoardo. Morrone – che ha poi partecipato alla Fiaccolata di sabato sera, mostrando una vicinanza ed un’empatia spiccata ai genitori di Edoardo – esprime personalmente e a nome dell’intera scuola “la più sincera e affettuosa vicinanza”, sottolineando come, davanti a un dolore così grande, le parole possano fare poco, ma possano invece esserci il rispetto, la discrezione, la presenza e la certezza di non essere soli.

Il dirigente scrive di voler continuare a fare del Vallauri “un luogo nel quale sentirsi a casa, accolti e accompagnati”, garantendo piena disponibilità e sostegno alla famiglia non soltanto nell’immediato, ma anche “nel tempo che verrà”.

Una parte particolarmente intensa della lettera è dedicata ai compagni di classe, agli amici e a tutti gli studenti che hanno conosciuto Edoardo.

Il dirigente parla apertamente di smarrimento, tristezza, incredulità, domande, bisogno di parlare oppure di rimanere in silenzio. Tutte reazioni che, sottolinea, la scuola deve saper accogliere. “La scuola sarà accanto a voi”, scrive Morrone, invitando i ragazzi a cercare un docente, un adulto di riferimento o qualcuno con cui condividere ciò che stanno vivendo.

E aggiunge un passaggio di grande valore umano: la porta del suo ufficio sarà sempre aperta per gli studenti, per parlare, essere ascoltati o anche semplicemente trovare uno spazio nel quale non sentirsi soli. “Nessuno deve pensare di dover affrontare da solo un momento di sofferenza o una difficoltà che sente più grande di sé”.

Il pensiero si allarga poi ai docenti di Edoardo, al personale della scuola e ai collaboratori scolastici, quelle figure che quotidianamente incontrano gli studenti nei corridoi, all’ingresso e durante gli intervalli e che, spesso attraverso un saluto o una parola, diventano presenze importanti nella loro quotidianità. Anche loro, sottolinea la circolare, hanno conosciuto Edoardo e oggi ne avvertono l’assenza.

Poi il passaggio più semplice e forse più doloroso: “E, soprattutto, il mio pensiero va a Edoardo”.

Il dirigente lo ricorda come un ragazzo che ha abitato le aule del Vallauri, incontrato docenti e compagni, vissuto giornate di scuola come tanti altri studenti della sua età. Ognuno conserverà un ricordo personale, un momento, una parola, un’immagine. Ricordi semplici, ma che da oggi appartengono alla memoria della scuola e che meritano di essere custoditi con rispetto.

La lettera diventa quindi anche un appello agli adulti.

In questi giorni, scrive Morrone, servirà un’attenzione particolare verso gli studenti. Il compito degli adulti sarà quello di osservare, ascoltare ed essere presenti, anche quando non ci sono risposte da offrire. Perché la scuola non è soltanto il luogo dell’istruzione e dell’apprendimento, ma anche quello delle relazioni, dove ciascuno deve poter sentire che la propria voce viene ascoltata e che chiedere aiuto è sempre possibile.

Proprio per questo, nei prossimi giorni il Vallauri accompagnerà i propri studenti con momenti di raccoglimento, ascolto e riflessione, prestando particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.

“Essere una comunità scolastica significa condividere ogni giorno un percorso educativo; significa però anche sapersi stringere gli uni agli altri quando quel percorso viene attraversato dal dolore”, si legge nella parte conclusiva della circolare.

Un concetto che si lega inevitabilmente a ciò che sta vivendo in queste ore tutta Velletri.

La scomparsa di Edoardo ha infatti travalicato i confini della scuola e ha colpito un’intera comunità, già raccolta nel lutto cittadino e pronta a ritrovarsi nella serata di ieri, sabato 3 ottobre, in piazza Garibaldi per la fiaccolata silenziosa organizzata in sua memoria.

Nel documento, Morrone invita tutti ad agire con discrezione, ad avere attenzione per le parole che si pronunciano e soprattutto a rivolgere “uno sguardo più attento verso chi ci sta accanto”. 

La lettera si chiude con un ultimo abbraccio alla famiglia e con una promessa semplice ma profonda: “Edoardo continuerà ad appartenere alla memoria della sua scuola e di quanti hanno condiviso con lui una parte del cammino”. 

Una frase che, in queste ore, sembra andare oltre i muri del Vallauri.

Perché Edoardo continuerà ad appartenere non soltanto alla memoria della sua scuola, ma anche a quella di una città intera che, nel dolore, sta provando a stringersi ancora di più attorno alla sua famiglia.

Velletri si è stretta in un abbraccio alla famiglia di Edoardo Petrella: oltre mille persone nella fiaccolata silenziosa

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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