A 22 giorni dall’incendio del 28 luglio nella zona 167 di Velletri, Marina Favale chiede certezze sui lavori e sui tempi di rientro delle 10 famiglie
Sono trascorse ormai oltre tre settimane dall’incendio del 28 luglio nella zona della ex 167 di Velletri e per le dieci famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni resta ancora l’incertezza sui tempi necessari per poter tornare a casa. A riportare l’attenzione sulla loro situazione è Marina Favale, esponente di Europa Verde e co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra a Velletri, che interviene chiedendo soprattutto chiarezza sull’avvio degli interventi necessari nell’immobile.
Oggi, mercoledì 19 agosto, sono infatti 22 i giorni trascorsi dall’incendio. Le famiglie interessate sono state sistemate provvisoriamente in strutture di accoglienza oppure hanno trovato ospitalità presso parenti, ma, evidenzia Favale, continuano a non avere certezze sulla data nella quale potranno rientrare nelle rispettive abitazioni.
Una vicenda che la stessa esponente politica vive anche personalmente: tra le famiglie coinvolte c’è infatti anche la sua.
Le ordinanze dopo l’incendio del 28 luglio
Favale ripercorre quanto accaduto nelle settimane successive all’incendio, partendo dalla prima ordinanza emanata dal sindaco Ascanio Cascella il 28 luglio.
«In una prima Ordinanza del 28 luglio – ricorda – il sindaco Cascella aveva stabilito che ATER Provincia di Roma, in qualità di proprietaria dell’immobile, avrebbe dovuto provvedere ai lavori da concludersi entro il 31 agosto». Successivamente, con una nuova ordinanza del 3 agosto, sarebbe stato definito un diverso assetto operativo tra il Comune e ATER.
«In una successiva Ordinanza del 3 agosto – prosegue Favale – sempre il sindaco Cascella stabilisce un accordo con ATER in cui i costi restano a carico dell’Ente, mentre l’Amministrazione acquisisce la facoltà diretta sulle procedure, per snellire tempi e burocrazia, in continua vicinanza con le famiglie».
Proprio quest’ultimo passaggio aveva fatto sperare gli inquilini in un’accelerazione delle procedure, necessaria per rendere nuovamente fruibile lo stabile nel minor tempo possibile.
Favale: «Al 18 agosto non è iniziato alcun lavoro»
È però sulla situazione concreta riscontrata nelle ultime ore che si concentra l’intervento di Marina Favale. Il suo messaggio è stato scritto nella giornata di martedì 18 agosto, quando erano trascorsi 21 giorni dall’incendio. Alla data odierna, 19 agosto, il conteggio è salito a 22.
«Nella realtà, che è altra cosa delle Ordinanze, al 18 agosto non è iniziato alcun lavoro, nemmeno di bonifica dell’atrio e delle scale e la cosa più inquietante è che non vi è nessuna data di inizio», denuncia Favale.
L’interrogativo posto è quindi molto preciso: quando partiranno effettivamente i lavori? Secondo quanto riferisce l’esponente di Europa Verde, dopo le comunicazioni dei primi giorni di agosto non sarebbero arrivate alle famiglie informazioni sufficientemente precise sul cronoprogramma degli interventi.
«Dall’ultima comunicazione del 3 agosto nessuna notizia. Certo è agosto, periodo di chiusure, ferie e vacanze, ma questo non blocca le emergenze, bensì acuisce il senso di abbandono».
«Nessuno pretende miracoli, ma serve una comunicazione precisa»
Favale precisa di non voler trasformare il proprio intervento in una ricerca di responsabilità o in una polemica fine a se stessa. La richiesta è innanzitutto quella di mantenere un rapporto costante con persone che, da oltre tre settimane, vivono lontano dalla propria abitazione senza conoscere con certezza quanto durerà questa condizione.
«Nessuno si aspetta miracoli – sottolinea – la situazione non è semplice e non si vogliono attribuire colpe, ma una comunicazione attenta, precisa e sollecita rappresenta già un primo dovere verso la cittadinanza e fa sentire meno soli e disorientati».
Da qui la domanda rivolta all’Amministrazione: «Si sa una data di inizio lavori?». Una richiesta che assume un significato ancora più forte considerando la situazione vissuta dalle dieci famiglie. Perché dietro ordinanze, procedure amministrative, verifiche tecniche e rapporti tra enti ci sono persone che, dalla sera dell’incendio, hanno dovuto improvvisamente riorganizzare la propria quotidianità.
Tra le famiglie sfollate anche quella di Marina Favale
Nelle parole conclusive emerge anche l’aspetto più personale della vicenda. «Sono famiglie rese fragili da una circostanza del tutto inattesa, che può capitare a tutti – evidenzia Favale –, sono famiglie che conosco tutte bene. Una di queste è la mia famiglia e spero al più presto che passi per tutti questo brutto momento».
Un passaggio che restituisce la dimensione concreta di quanto accaduto nella zona 167 di Velletri: dieci nuclei familiari che dal 28 luglio attendono di sapere quando potranno riappropriarsi della propria casa e della propria normalità.
A 22 giorni dall’incendio, la richiesta avanzata da Marina Favale è dunque soprattutto una: avere informazioni certe sull’inizio dei lavori e sui tempi previsti per gli interventi, affinché le famiglie possano conoscere almeno l’orizzonte temporale entro il quale sperare di rientrare nelle proprie abitazioni.