Velletri Servizi, incertezze e conti in rosso: lavoratori in stato di agitazione, preoccupazione per il futuro della municipalizzata

Velletri Servizi, stato di agitazione approvato quasi all’unanimità. Sindacati in allarme per i conti in rosso e il futuro dei 104 dipendenti

Un voto pressoché unanime, con un solo astenuto e nessun contrario, ha sancito la proclamazione dello stato di agitazione del personale della Velletri Servizi. È questo l’esito dell’assemblea sindacale che si è svolta oggi, martedì 3 novembre, nella Sala Tersicore del Palazzo comunale di Velletri, dove a partire dalle 12.30 i dipendenti della società partecipata del Comune si sono riuniti per discutere di una situazione economica e gestionale che desta crescente preoccupazione.

Al termine di un confronto nel quale sono emerse numerose criticità, i tanti lavoratori presenti hanno espresso per alzata di mano il proprio assenso alla proclamazione dello stato di agitazione, con l’avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione, e con l’ulteriore la possibilità di portare la vertenza davanti al Prefetto, qualora non arrivassero risposte concrete da parte dei vertici aziendali, apparsi sin qui piuttosto sonnacchiosi e non inclini a dare le risposte tanto attese dal personale.

Una decisione che testimonia il clima di forte apprensione per il futuro della società, alle prese con perdite economiche, incertezze sulle convenzioni con il Comune e interrogativi sulla sostenibilità delle attività e sulla tenuta dei livelli occupazionali.

Velletri Servizi, una società strategica per i servizi comunali

La Velletri Servizi, un tempo sorta come Azienda Speciale, è la società partecipata attraverso la quale il Comune di Velletri gestisce una serie di servizi di interesse pubblico e attività rivolte alla cittadinanza. Nel corso degli anni il suo ambito operativo ha interessato diversi settori, dalle farmacie comunali ai parcheggi, fino ad attività amministrative e servizi comunali, con un ruolo importante nell’organizzazione dei servizi pubblici locali. Le competenze sono via via state affidate e poi tolte, come quella sul verde, passata nel frattempo di mano e poi attribuita alla Volsca Ambiente e Servizi.

Quel che non è cambiato mai – salvo alcune parentesi felici – è stato il patema d’animo di approcciarsi alla fine dell’anno nella speranza che i conti…”tornino”.

La Velletri Servizi è una realtà che oggi conta 104 dipendenti – anche a seguito delle recenti assunzioni (30) legate agli asili nido comunali – e che si trova ad affrontare una fase particolarmente delicata della propria storia. Il timore manifestato dai sindacati intervenuti (CGIL, CISL e UIL) è che, senza un intervento tempestivo sul piano economico e organizzativo, le difficoltà possano aggravarsi fino a compromettere la stabilità dell’azienda.

Perdite economiche e bilancio a rischio: l’allarme dei sindacati

A pesare sul futuro della Velletri Servizi sono innanzitutto i conti. Nel corso dell’assemblea è stato fatto riferimento a una perdita di circa 350mila euro, che rischia di aggravarsi, più che appianarsi, in vista della fine dell’anno, ormai imminente.

Numeri che, secondo quanto emerso dagli interventi sindacali, rendono particolarmente preoccupante la prospettiva della chiusura dell’esercizio 2026. Se l’andamento economico non dovesse registrare un’inversione di tendenza, infatti, l’anno rischierebbe di concludersi con un bilancio in rosso, aggravando ulteriormente una situazione già complessa.

Tra le voci di perdita richiamate durante l’incontro figura anche quella relativa alla Farmacia con servizio notturno, che avrebbe fatto registrare un risultato negativo di poco inferiore ai 100mila euro.

Ma la questione economica non si esaurisce nei numeri del bilancio della società in house del Comune di Velletri. A preoccupare maggiormente è l’incertezza sulle convenzioni che regolano l’affidamento dei servizi da parte del Comune alla società partecipata. «Se non abbiamo convenzioni, come generiamo le entrate e come possiamo sopravvivere?», è stato uno degli interrogativi più significativi emersi nel corso dell’assemblea.

Il rischio, secondo i rappresentanti dei lavoratori, è che la mancanza di certezze sugli affidamenti e sulle relative risorse economiche possa mettere in difficoltà la società anche nella gestione ordinaria, a partire dal pagamento degli stipendi. A prendere la parola, tra gli altri, è stato anche l’ex assessore Francesco Cavola, tra i dipendenti storici dell’azienda.

Il nodo delle convenzioni e il futuro dei 104 dipendenti

Nel corso dell’assemblea sono state sollevate forti perplessità anche sulle prospettive di alcuni servizi storicamente affidati alla Velletri Servizi, tra cui quelli relativi ai tributi e al cimitero comunale.

L’eventuale sottrazione di ulteriori attività alla partecipata, senza un’adeguata riorganizzazione, rischierebbe di creare nuovi problemi nella distribuzione del personale e nella sostenibilità economica complessiva.

A questo si aggiunge la questione degli spazi aziendali. È stato infatti ricordato come la società abbia perso la disponibilità di alcuni locali precedentemente utilizzati, tra cui quelli che ospitavano una sala riunioni e l’ufficio parcheggi, successivamente destinati al Centro per l’Impiego.

Una serie di cambiamenti che, secondo quanto denunciato durante l’incontro, non sarebbe stata accompagnata da una programmazione sufficientemente chiara.

Asili nido, 30 nuove assunzioni ma ancora troppe incognite

Uno dei passaggi più delicati dell’assemblea ha riguardato l’affidamento degli asili nido comunali alla Velletri Servizi, con il conseguente ingresso di circa 30 nuovi dipendenti.

L’ampliamento delle attività, hanno evidenziato i relatori, non rappresenta di per sé un problema, ma va necessariamente accompagnato da garanzie economiche e organizzative. «Gli asili rappresentano una crescita e non ci spaventa questa nuova convenzione e neppure le assunzioni. Ma non c’è chiarezza», è stato sottolineato durante l’intervento.

Secondo quanto riferito, esisterebbe una delibera comunale che prevede l’affidamento degli asili alla società, ma non sarebbero ancora stati chiariti tutti i successivi passaggi necessari a garantire una gestione sostenibile. «A noi servono i soldi per pagare la gente e non dover diminuire i livelli occupazionali», è stato ribadito.

Il punto, dunque, non è la contrarietà alle nuove assunzioni o all’ampliamento dei servizi, ma la richiesta di conoscere con precisione risorse, prospettive e strumenti attraverso i quali l’azienda intende sostenere i nuovi impegni.

Direzione generale e organizzazione aziendale: le questioni irrisolte

Tra le criticità emerse figura anche la situazione della direzione generale. E’ noto a tutti che Alfonso Mauro, profondo conoscitore della realtà aziendale, sia stato designato quale nuovo direttore generale in assemblea dei soci. Tuttavia, ad oggi, non è ancora intervenuta la formalizzazione contrattuale dell’incarico. Una situazione che si inserisce in un quadro di incertezza organizzativa più ampia, in cui vi è un generale malcontento nei confronti della gestione manageriale dell’azienda, a partire dall’amministratrice unica, Cinzia Marzoli, con la quale le richieste di confronto sarebbero state sin qui infruttuose.

I sindacati hanno infatti denunciato l’assenza di un organigramma e di un funzionigramma adeguatamente definiti, necessari per stabilire con chiarezza ruoli, responsabilità e distribuzione dei carichi di lavoro.

Secondo quanto emerso, nel tempo sarebbero state introdotte o modificate attività senza un quadro organizzativo sufficientemente strutturato, alimentando disorientamento e difficoltà tra i dipendenti.

L’incontro rinviato e la rottura con i vertici aziendali

A far precipitare la situazione è stato anche il rinvio a data da destinarsi dell’incontro con le organizzazioni sindacali inizialmente previsto per il 30 ottobre. Un appuntamento atteso dai rappresentanti dei lavoratori per ottenere chiarimenti sull’andamento economico della società, sulle convenzioni, sull’organizzazione del personale e sulle prospettive future.

Nel corso dell’assemblea è stato precisato che, in questa fase, le richieste sindacali sono rivolte principalmente ai vertici aziendali e all’amministratrice delegata, ai quali viene chiesto di convocare un confronto e illustrare lo stato effettivo della società.

Resta naturalmente centrale anche il ruolo del Comune di Velletri, in qualità di socio pubblico e soggetto chiamato a definire gli indirizzi e gli affidamenti dei servizi.

La richiesta avanzata dai sindacati è quella di un piano industriale chiaro e sostenibile, da sottoporre anche all’approvazione del Comune, capace di delineare le prospettive economiche, organizzative e occupazionali della partecipata.

«Stiamo cercando di arginare sul nascere il fatto che l’azienda possa andare in dissesto», è stato uno dei passaggi più significativi emersi durante il confronto.

Stato di agitazione approvato: un solo astenuto, nessun contrario

Il momento decisivo è arrivato al termine dell’assemblea, intorno alle 13.40, quando i rappresentanti sindacali hanno sottoposto ai lavoratori presenti la proposta di proclamare lo stato di agitazione.

La votazione, avvenuta per alzata di mano, ha registrato il consenso di tutti i presenti, fatta eccezione per un solo astenuto. Nessun voto contrario.

Un risultato che esprime la compattezza del personale di fronte alle preoccupazioni per il futuro dell’azienda. Con la proclamazione dello stato di agitazione verranno avviate le procedure di raffreddamento e conciliazione, attraverso le quali le organizzazioni sindacali intendono ottenere un confronto formale e risposte concrete.

Qualora anche questo passaggio non dovesse portare a una soluzione, la vertenza potrebbe approdare davanti al Prefetto, con ulteriori iniziative sindacali da valutare nel rispetto delle procedure previste per i servizi pubblici essenziali.

In Sala Tersicore anche la consigliera Marilena Ciarcia

All’assemblea ha assistito, tra il pubblico, anche Marilena Ciarcia, consigliera comunale di opposizione e capogruppo di Buona Velletri a Tutti. La consigliera non ha preso la parola durante i lavori, mantenendo il ruolo di osservatrice, nel rispetto dei presenti, ma ha avuto modo di confrontarsi con alcuni dipendenti al termine dell’assemblea, esprimendo loro solidarietà e vicinanza, manifestando preoccupazione per la situazione della società e per le possibili ripercussioni sui lavoratori.

La sua presenza testimonia come la vicenda della Velletri Servizi sia destinata a richiamare attenzione anche sul piano politico e amministrativo, considerando il ruolo del Comune nella gestione e negli indirizzi della partecipata.

Ora si attendono risposte: il futuro della Velletri Servizi resta incerto

La proclamazione dello stato di agitazione rappresenta un passaggio significativo in una vertenza che coinvolge oltre cento lavoratori e una società chiamata a garantire servizi importanti per la città. Le questioni aperte sono numerose: dalla situazione dei conti alle convenzioni, dal futuro dei servizi affidati alla partecipata alla definizione di un piano industriale, fino alla necessità di chiarire ruoli e responsabilità nella gestione aziendale.

Sullo sfondo resta soprattutto il rischio di una chiusura del 2026 con un bilancio negativo, che potrebbe rendere ancora più urgente un intervento da parte dei vertici societari e del Comune. Il messaggio arrivato dalla Sala Tersicore è chiaro: i lavoratori chiedono certezze e non intendono attendere che la situazione si aggravi ulteriormente.

La parola passa ora ai vertici della Velletri Servizi, chiamati a fornire quelle risposte che i sindacati reclamano da tempo.

 

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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