La rassegna diretta da Pino Strabioli propone teatro, musica e poesia dal 9 al 20 settembre, con omaggi a Fo, Camilleri, Belli, Trilussa e Morante e nuovi testi sui temi sociali “Visioni di Roma” è il festival cittadino di teatro, musica e poesia, in programma dal 9 al 20 settembre 2026 al Teatro de’ Servi, […]
La rassegna diretta da Pino Strabioli propone teatro, musica e poesia dal 9 al 20 settembre, con omaggi a Fo, Camilleri, Belli, Trilussa e Morante e nuovi testi sui temi sociali
“Visioni di Roma” è il festival cittadino di teatro, musica e poesia, in programma dal 9 al 20 settembre 2026 al Teatro de’ Servi, con la direzione artistica di Pino Strabioli. Promossa da Roma Capitale, la rassegna propone undici spettacoli e due laboratori gratuiti. Il programma affronta temi legati alla memoria culturale, all’identità cittadina e alla società contemporanea.
L’apertura, il 9 settembre, è affidata allo stesso Strabioli con “Stasera Fo”, spettacolo-evento dedicato a Dario Fo nel centenario della nascita. Racconti, filmati rari, letture sceniche e musica ripercorrono la vita artistica e civile del Premio Nobel e il suo rapporto con Franca Rame.
Il 10 settembre Andrea Verticchio, per la regia di Luca Ferrini, porta in scena “Lettera a Matilda”, reading tratto dall’opera autobiografica di Andrea Camilleri. La lettera alla pronipote diventa l’occasione per attraversare la storia italiana del Novecento, dal fascismo al dopoguerra, dal ’68 alla passione per il teatro, partendo dai suoi ricordi e dai suoi testi.
Il cartellone dedica spazio all’attualità con “Petrolio, una storia a colori”, in scena l’11 settembre. Il testo di Beatrice Gattai affronta il tema dell’assistenza sessuale alle persone con disabilità e mette a confronto tre personaggi su desiderio, paternità, prostituzione e utero in affitto.
Il 12 settembre “Studio per diario di un narcisista perbene”, di e con Vince Vivenzio, si concentra invece su manipolazione affettiva, abuso psicologico e relazioni tossiche, interrogandosi sui meccanismi che possono trasformare il bisogno d’amore in possesso e violenza.
La lingua e la cultura popolare di Roma tornano protagoniste il 13 settembre con Paola Minaccioni e “Urlo di Roma”, dedicato a Giuseppe Gioachino Belli. Il 16 settembre arriva la Rino Gaetano Band, che propone un concerto dedicato al cantautore calabro-romano.
Il 17 settembre Ariele Vincenti presenta “La tovaglia di Trilussa”, accompagnato al pianoforte da Pino Cangialosi, in un racconto sulla vita del poeta e sulla Roma del suo tempo. In serata lo stesso Vincenti propone “Ago, capitano silenzioso”, monologo dedicato ad Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma dello scudetto del 1983.
Il 18 settembre “Brotti”, interpretato da Manuela Zero per la regia di Davide Santi, mette al centro il tema dell’estetica e della rappresentazione dei corpi femminili non standardizzati. Il termine romanesco antico diventa così il titolo di una riflessione sulla bellezza e sugli stereotipi. Il 19 settembre Avincola propone “Come er sole quanno piove”, concerto-narrazione che alterna canzoni, poesie e frammenti dedicati alla Roma dei luoghi più noti e degli angoli meno conosciuti.
La chiusura, il 20 settembre, è affidata a Iaia Forte, che legge “La Storia” di Elsa Morante. Ambientato nella Roma della Seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra, il romanzo porta sul palco la condizione dei poveri, degli indifesi e delle vittime del passato.
Accanto agli spettacoli, “Visioni di Roma” propone due laboratori gratuiti. “Roma in scena”, curato da Luca Ferrini il 13 settembre, lavorerà su scrittura scenica, improvvisazione e osservazione urbana. Il 20 settembre Ariele Vincenti condurrà “Corpi, suoni e visioni”, laboratorio dedicato a movimento, parola e musica.
L’accessibilità è uno degli aspetti del progetto. Il festival prevede biglietti a 5 euro, ingressi gratuiti per le fasce fragili e, su richiesta, la sottotitolazione live per il pubblico non udente.
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