Dal 17 al 20 settembre sei film in concorso, incontri e documentari. La WMO: il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati La crisi climatica entra sempre più nella vita quotidiana. Le temperature estreme di queste settimane lo dimostrano, con conseguenze sui territori, sulle risorse, sul lavoro e sulla possibilità di continuare a vivere […]
Dal 17 al 20 settembre sei film in concorso, incontri e documentari. La WMO: il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati
La crisi climatica entra sempre più nella vita quotidiana. Le temperature estreme di queste settimane lo dimostrano, con conseguenze sui territori, sulle risorse, sul lavoro e sulla possibilità di continuare a vivere in alcune aree del pianeta.
I numeri aiutano a leggere la dimensione del fenomeno. Secondo la WMO, è stato il secondo o terzo anno con la temperatura media più elevata mai registrata, con una media globale di 1,43 °C sopra il periodo 1850-1900. Gli undici anni dal 2015 al 2025 hanno segnato i valori più elevati della serie storica e anche gli oceani hanno raggiunto un nuovo record di calore.
L’Europa si riscalda più rapidamente della media mondiale. Negli ultimi cinque anni la temperatura è stata di 2,4 °C superiore al livello preindustriale. Nel Mediterraneo, dagli anni Ottanta, quella della superficie marina è cresciuta di circa 1,4 °C. Anche il luglio 2026 ha confermato la tendenza, con 20,49 °C: è stato l’undicesimo luglio più caldo mai registrato nel continente, 0,66 °C sopra il valore di riferimento 1991-2020.
Raccontare questa crisi significa allora trovare nuovi modi per guardarla, comprenderne le conseguenze e interrogarsi sulle scelte che la accompagnano, come individui e come comunità.
È attraverso le storie e il linguaggio del cinema che, dal 17 al 20 settembre, torna a Roma Cinema In Verde, il festival internazionale di cinema ambientale e sociale organizzato dall’agenzia di comunicazione green Silverback e da Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza Cultura, con il sostegno di Roma Capitale.
Per la sua quarta edizione, la manifestazione porta per la prima volta il concorso internazionale all’Arena di Piazza Vittorio, all’interno di Notti di Cinema, grazie alla collaborazione con ANEC Lazio. Il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza ospita invece gli appuntamenti mattutini e pomeridiani della rassegna, con proiezioni, documentari e incontri con studiosi ed esperti.
A contendersi il Ginkgo d’Oro 2026 saranno sei film internazionali inediti in Italia: “Rembrandt” di Pierre Schoeller, “The Last Blossom” di Baku Kinoshita, “Nimuendajú” di Tânia Anaya, “Arru” di Elle Sofe Sara, “La Reserva” di Pablo Pérez Lombardini e “The Garden We Dreamed” di Joaquín del Paso.
Le opere saranno valutate da una giuria composta dal regista e produttore Matteo Rovere, dall’attrice Giulia Michelini, dagli attori Andrea Arcangeli e Carlo De Ruggieri, dal giornalista Alessandro Guarasci, dal direttore generale della LIPU-BirdLife Italia Danilo Selvaggi e dalla direttrice dello IED Roma Laura Negrini.
I sei film raccontano comunità e territori molto diversi e mostrano come le questioni ambientali incidano concretamente sulla vita delle persone. Dai pascoli Sami minacciati dall’estrazione mineraria alle terre indigene sottratte alle comunità, dalle foreste del Chiapas colpite dal disboscamento illegale alla rotta di una famiglia haitiana che cerca di raggiungere gli Stati Uniti.
Lo sguardo si allarga al rapporto con l’energia e il progresso tecnologico, all’eco-ansia, alla memoria e al legame tra esseri umani e mondo naturale. Ad aprire il festival, giovedì 17 settembre all’Arena di Piazza Vittorio, saranno le Karma B insieme a Chiara Campione di Greenpeace, protagoniste di un dialogo sui cambiamenti ambientali e sociali e sul modo in cui entrano oggi nella vita pubblica.
All’inaugurazione partecipano Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Fabio Attorre, direttore dell’Orto Botanico di Roma, Claudia Campanelli, direttrice di Cinema In Verde, e Simonetta Lombardo, CEO di Silverback e ideatrice della manifestazione.
Domenica 20 settembre, a chiusura dell’edizione, saranno presentati i cortometraggi realizzati dai dodici giovani filmmaker palestinesi della Cisgiordania e di Gaza coinvolti in LAND, progetto promosso insieme ad ACS – Associazione di Cooperazione e Solidarietà attraverso una spring school di formazione cinematografica e audiovisiva. Alcuni autori saranno a Roma per presentare i propri lavori insieme alla giuria del festival. Nella stessa giornata sarà assegnato il Ginkgo d’Oro 2026, seguito dalla proiezione del film vincitore.
Al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza torna inoltre “Documentario come arte del reale”, con tre mattine di proiezioni e incontri dedicati ai temi dell’edizione, dalle comunità palestinesi al rapporto con la propria terra, dalla tutela degli ecosistemi alle migrazioni legate al cambiamento climatico. Nel pomeriggio, lo stesso spazio ospita “Green Mirror”, la rassegna curata dal giornalista Marco Gisotti.
Tutti gli appuntamenti di Cinema In Verde sono aperti al pubblico e gratuiti.
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