Valmontone, non si ferma la protesta contro il caro vita: tir e trattori al casello A1

Prosegue al casello A1 di Valmontone la protesta di agricoltori e autotrasportatori contro il caro vita e il prezzo dei carburanti. Le voci dal presidio

Mentre in Campania, durante la notte scorsa, sulle autostrade di Caserta e di Salerno, sembrerebbe che siano stati rimossi alcuni dei presidi contro il caro vita, messi in piedi negli ultimi giorni da Agricoltori e Autotrasportatori, al Casello di Valmontone, a pochi chilometri dai Castelli Romani, questa mattina, 23 ottobre, il presidio era ed è ancora attivo.

Tir, camion, trattori e macchine agricole sono fermi ai lati degli ingressi dell’autostrada A1 da martedì scorso e, per il momento, non intendono fermarsi. Il loro obiettivo: sensibilizzare cittadini e Governo a prendere atto di una situazione oramai insostenibile. Con ordine, in molti, tra agricoltori e autotrasportatori, cercano di fermare altri tir e di capire la situazione, dalle parole dei conducenti dei camion in arrivo dal Sud, anche degli altri presidi allestiti lungo i caselli della A1 verso Napoli.

Agricoltori, molti in arrivo dal territorio e dalle campagne tra Colleferro, Zagarolo e Artena, autotrasportatori ma pure cittadini,  giovani e imprenditori locali giunti a portare solidarietà al presidio, si dicono esasperati dai prezzi della benzina e dal conseguente caro vita, così si continua con i blocchi di tir e trattori, proprio all’uscita del casello autostradale. Noi di Castelli Notizie, questa mattina, siamo stati tra loro per raccontare le loro richieste. “Noi siamo qui principalmente contro il caro vita, perché oramai non si arriva più a fine mese! – così, ai microfoni di Castelli Notizie, Matteo un agricoltore di Zagarolo ci spiega – Ad esempio, io sono un contadino, ma ci sono anche autotrasportatori, giovani e cittadini. Quello che ci accomuna è di sicuro la questione del carburante ma, principalmente, il fatto che oramai arrivare a fine mese è sempre più difficile e chi governa deve trovare delle soluzioni urgenti!”.

La cittadina di Valmontone tende una rete di solidarietà e in tanti portano al presidio cibo, acqua, caffè e si uniscono ai blocchi, applaudendo chi decide di unirsi alla protesta e accosta i camion. A vigilare all’ordine pubblico il corpo di Polizia della Stradale di Colleferro in borghese, che cerca di mantenere libere al passaggio le vie di ingresso all’autostrada. Non solo il mondo dell’agricoltura e del trasporto su strada, al presidio si uniscono giovani, attivisti e cittadini. Alcuni imprenditori locali sono qui con i dipendenti, autisti dei camion delle loro aziende, per mostrare condivisione e obiettivi comuni con gli agricoltori.

Veronica, una giovanissima studentessa di Colleferro, con dedizione parla al megafono e accoglie i camionisti che si fermano. “Noi siamo giovani e dobbiamo essere solidali nei confronti di chi oggi è qui, nei confronti degli autotrasportatori e degli agricoltori che mandano avanti l’Italia. Ci sono queste reti invisibili di cui noi non ce ne accorgiamo ogni giorno e che noi diamo per scontato, ma sono loro il motore della nostra economia!”.

“Noi facciamo la spesa esattamente come loro, le nostre famiglie fanno la spesa esattamente come loro, noi giovani non riusciamo ad andare via dalle nostre case perché non possiamo sostenerci; non possiamo essere indipendenti; in tutta Europa noi siamo il paese con le percentuali più basse di giovani che se ne vanno da casa, perché non ce la facciamo! Le tasse universitarie stanno alle stelle; le persone non riescono a mantenere i propri figli; non li possono mandare in gita; non possono comprare i libri! Le persone non possono cercare di ignorare la propria condizione di vita e poter andare a studiare dove vogliono, perché lo Stato non ci aiuta!”.

Emozionata e con le lacrime agli occhi arriva al presidio anche una signora di Valmontone, residente in zona, la quale dà testimonianza di quanto sia importante scendere a manifestare accanto ad agricoltori e autotrasportatori: “Condivido con il cuore la loro battaglia dal primo momento, perché con questo gasolio alle stelle e con questa vita che tutto costa caro, che non ti puoi permettere più di poter vivere ma sopravvivi, non si può andare avanti! “Io spero che i ragazzi apprezzino questo mio gesto piccolo, io purtroppo a Roma non ci posso andare e ringrazio tutti loro perché mi hanno dato la possibilità di di manifestare il mio dissenso qui!”. Diversi anche gli slogan scritti sui cartelli appesi al gazebo e che alcuni cittadini mostrano: “Tutti uniti contro il caro vita!”; “Fermati!”; “I politici ci stanno rubando il futuro, alziamo la testa!”; “…Le briciole al popolo, basta subire!”. La protesta sta continuando anche nel pomeriggio e per il momento il presidio pare non intenda fermarsi.

Fonte: www.castellinotizie.it — Zagarolo

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