Castelli Romani, batosta a 5 Stelle. Del Tutto: «Ora riflessione seria e senza alibi, a Ciampino il Movimento ha lavorato bene»  

Per il movimento 5 Stelle di Ciampino è giunto il momento della riflessione. I deludenti risultati delle amministrative del 24 e 25 maggio scorso – 3,57% ad Ariccia, 3,30% ad Albano e il 2,06% a Genzano – non fanno altro che confermare principalmente due dati: lo scarso radicamento nei territori, vero gap strutturale del ‘non-partito’ digitale ideato nel 2009 da Grillo e Casaleggio, e l’assenza di una classe dirigente intermedia che sappia filtrare e convogliare i bisogni e le esigenze della base fino ai vertici.

Per soprammercato, l’eterna questione del “né di destra né di sinistra”, tratto caratterizzante dei pentastellati fin dall’esordio, ha probabilmente allontanato molti di quegli elettori della ‘prima ora’ che avevano intravisto, nella nuova forza politica, delle effettive possibilità di cambiamento. Una convivenza forzata di due anime nello stesso progetto, basato su valori sui quali generalmente non si può essere che d’accordo – onestà, decoro e coerenza –, ma che a lungo andare ha mostrato la corda. «Abbiamo bisogno di un ragionamento serio e senza alibi», dice nell’intervista a Castelli Notizie Mauro Del Tutto, consigliere di minoranza del M5S, «e distinguere tra il lavoro svolto sui territori e le scelte maturate a livello nazionale». Con lo sguardo rivolto al 2027.

Nei tre comuni dei Castelli Romani andati al voto, tutti con più di 15 mila abitanti, il M5S non è riuscito ad arrivare al 4%. Cos’è che non ha funzionato?

Ogni territorio ha una propria storia politica, dinamiche differenti e percorsi che meritano rispetto e analisi specifiche. Credo tuttavia che vi sia un elemento comune che va oltre i singoli contesti locali. I gruppi territoriali stanno inevitabilmente risentendo della trasformazione che il Movimento 5 Stelle ha attraversato negli ultimi anni. Siamo nati come forza politica alternativa al sistema tradizionale e con l’obiettivo di costruire un modo nuovo di fare politica. I nostri valori fondamentali sono rimasti gli stessi, ma alcune scelte e alcuni cambiamenti maturati a livello nazionale non sono stati compresi né condivisi da una parte importante del nostro elettorato. Molti cittadini hanno percepito una perdita di identità e questo ha generato delusione. E gli ex attivisti e gli elettori storici del Movimento sono spesso molto più severi nei nostri confronti rispetto a quanto accade con altri partiti.

Avete compreso i motivi del vostro mancato radicamento nel territorio?

Il radicamento territoriale non si improvvisa e non si costruisce in pochi mesi. Richiede programmazione, presenza costante, ascolto delle comunità, sacrificio, passione e continuità nel tempo. I territori devono però essere messi nelle condizioni di poter lavorare efficacemente. Per svolgere un’attività politica seria servono strumenti adeguati, supporto organizzativo, formazione, materiali e, soprattutto, un sostegno costante su temi spesso molto complessi dal punto di vista amministrativo e tecnico. Quando questi strumenti mancano, tutto diventa più difficile e si rischia di disperdere energie preziose. Nonostante questo, tanti attivisti continuano a impegnarsi quotidianamente con grande dedizione. Credo che il Movimento debba investire sempre di più sui territori, valorizzando le risorse locali e favorendo un rapporto più diretto tra le realtà territoriali e i livelli nazionali. Solo così si può costruire un radicamento stabile e duraturo.

Come vi state muovendo a Ciampino?

Il gruppo territoriale di Ciampino ha ottenuto la certificazione ufficiale soltanto pochi mesi fa e si trova attualmente in una fase di consolidamento organizzativo. Siamo consapevoli che le prossime elezioni comunali sono ormai vicine e che la campagna elettorale, di fatto, è già iniziata. Per questo motivo dobbiamo accelerare il lavoro di organizzazione e di costruzione di una proposta politica credibile e concreta per la città. A mio avviso, il percorso da seguire è quello già intrapreso negli ultimi due anni: dare continuità al lavoro svolto, mantenere il contatto con i cittadini, ascoltare le esigenze del territorio e costruire un’alternativa seria all’attuale modello amministrativo. L’obiettivo non è semplicemente partecipare alle elezioni, ma contribuire a un cambiamento reale della città attraverso una politica più trasparente, partecipata e orientata all’interesse collettivo.

Sarà possibile un’alleanza con il centrosinistra alle comunali del prossimo anno?

L’accordo che sottoscrivemmo nel 2022 si basava su principi chiari e condivisi: cambiamento, trasparenza, partecipazione e tutela dell’interesse pubblico. Purtroppo, riteniamo che quegli impegni non siano stati rispettati. Una volta al governo della città, il Partito Democratico e la maggioranza hanno continuato a perseguire politiche che, nei fatti, si sono rivelate in continuità con quelle del passato. I programmi elettorali, prima delle elezioni, sono spesso condivisibili e ricchi di buone intenzioni. Il vero banco di prova è però l’azione amministrativa. Troppo spesso assistiamo a promesse che vengono accantonate una volta conquistato il potere, mentre i cittadini continuano a pagare il prezzo di scelte che non producono i cambiamenti annunciati. Noi continuiamo a distinguerci per un approccio diverso. Non solo un programma orientato esclusivamente al bene della collettività, ma dimostrando con i fatti la coerenza delle nostre posizioni. Ancora oggi ricevo richieste e sollecitazioni per rientrare nell’amministrazione, come se l’assegnazione di un incarico o di una poltrona potesse risolvere le divergenze politiche e amministrative che abbiamo denunciato. È una logica che appartiene ad altri modi di fare politica e che non ci interessa. Per questo ho respinto tali proposte senza esitazione. Continueremo a lavorare soltanto per Ciampino e per i suoi cittadini.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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