Con la bella novità di tornare sul sagrato della chiesa di S. Maria della neve, protettrice dello splendido paesino dell’ Alta Valle del Velino, il raduno interregionale del canto a braccio, giunto alla XXXIX edizione, riscopre la sua naturale location. Si terrà come negli anni antecedenti il terremoto di Amatrice , grazie all’impegno instancabile dei […]
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Con la bella novità di tornare sul sagrato della chiesa di S. Maria della neve, protettrice dello splendido paesino dell’ Alta Valle del Velino, il raduno interregionale del canto a braccio, giunto alla XXXIX edizione, riscopre la sua naturale location. Si terrà come negli anni antecedenti il terremoto di Amatrice , grazie all’impegno instancabile dei poeti estemporanei bacugnesi, nel sagrato della chiesa di S. Maria della Neve. Protettrice del Paese. Bacugno è un ridente paesino patria di nobili poeti a braccio nell’Alto Lazio reatino. La bellissima manifestazione poetica estemporanea inizierà alle ore 21.00 di lunedì 03 agosto 2026. Fortemente sentita dall’Associazione culturale “Il Toro Ossequioso”, la kermesse poetica quest’ anno sarà organizzata da due figli d’arte, Donato De Acutis e Marco Calabrese, nelle cui vene scorre l’ ottava rima, vedrà la partecipazione di tanti appassionati della bella arte del passato, fortunatamente ancora in auge.
Lo speciale evento culturale in ottava rima sarà presentata da Micaela Sciunzi e Giampiero Giamogante con la partecipazione degli strumenti musicali cari alle genti di montagna, quali l’organetto e le ciaramelle che accompagneranno le belle e tradizionali terzine e quartine che si alterneranno con le ottave. Il canto a braccio rappresenta un’arte antica appartenente alla tradizione dei pastori abruzzesi, che trascorrevano la vita nel silenzio e nella solitudine delle immacolate vette pascolando le loro greggi, in compagnia dei loro cani e dei libri, che spezzavano la monotonia quotidiana. “Il tascapane del pastore può essere povero di pane ma non di libri”, recita un vecchio detto popolare.
La sua origine risale a tempi antichi quando i pastori, pur nella loro modestia culturale, conoscevano a memoria i versi dei poemi classici come L’Orlando Furioso e spesso si dilettavano a recitarli in compagnia, magari all’osteria, accompagnati dall’organetto e da un bicchiere di vino. Questa speciale forma d’arte ancora ben si pratica nel Lazio, nell’Abruzzo aquilano e nella Maremma Toscana, nella cornice di feste patronali o di serenate alle spose. L’iniziativa, inserita nel contesto dei tradizionali festeggiamenti di S. Maria della Neve, comprende anche la nota cerimonia folklorico-religiosa del Toro Ossequioso che s’inginocchia al cospetto della statua della Madonna il giorno della ricorrenza della festa. Per ben comprendere la bellezza, la sensibilità e la forza poetica che ne deriva. Alla XXXIX edizione del festival interregionale del canto a braccio quest’anno partecipano i seguenti, grandi , poeti estemporanei: Pietro e Donato De Acutis, Dante Valentini, Francesco Marconi, Paolo Santini, Alessio Runci, tutti dell’Alta Valle del Velino, Marcello Patrizi, della vicina Montereale, Stefano Prati di Lariano ed Emilio Meliani di Pontedera Confidiamo, come per i decorsi anni, in uno strepitoso successo dell’evento ringraziamo fin d’ora gli organizzatori ed auguriamo a tutti buone vacanze. Doveroso rivolgere un pensiero, un saluto e tantissimi auguri ad un decano pastore poeta che ha fatto la storia del canto a braccio: Berardino Perilli di Campotosto ormai “giovane” ultra novantenne che, probabilmente ci onorerà con la sua prestigiosa presenza.
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