Albano Laziale ha commemorato i caduti della Divisione Piacenza negli scontri del 9 settembre 1943. Ferrarini: “Una ferita aperta nella nostra storia”
Albano Laziale ha commemorato ieri, mercoledì 9 settembre, i militari della Divisione “Piacenza” caduti negli scontri con le truppe tedesche all’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre 1943. Una ricorrenza profondamente legata alla storia della città, ricordata con una cerimonia istituzionale alla presenza del sindaco Massimo Ferrarini, del Presidente del Consiglio comunale Giovambattista Cascella, delle autorità civili e militari, della Polizia Locale e del Gonfalone della Città.
La commemorazione ha rinnovato il ricordo di una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea di Albano, quella della battaglia di Villa Doria, dove i soldati italiani della Divisione Piacenza opposero resistenza alle forze tedesche che, nelle ore immediatamente successive all’annuncio dell’Armistizio, tentarono di prendere il controllo delle postazioni militari e delle vie strategiche verso Roma.
Il 9 settembre 1943 ad Albano
I combattimenti ebbero inizio nella notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, poche ore dopo il proclama con cui il maresciallo Pietro Badoglio annunciò alla radio l’Armistizio di Cassibile.
In quella situazione di caos e disorientamento generale, il comando della Divisione Piacenza, stanziata anche nell’area di Albano, ricevette l’ordine di reagire con la forza ad eventuali aggressioni.
Quando le truppe tedesche intimarono la consegna delle armi e delle posizioni occupate, i militari italiani si opposero. Ne nacque un duro scontro che ebbe uno dei suoi epicentri proprio a Villa Doria, allora sede di reparti della Divisione.
Furono 27 i soldati italiani che persero la vita nella difesa della città e delle proprie postazioni, in una pagina che Albano continua a custodire come parte essenziale della propria memoria civile.
La commemorazione a Villa Doria e al Cimitero Monumentale
Come avviene tradizionalmente in occasione dell’anniversario, il ricordo dei caduti si è concentrato nei luoghi simbolo di quelle vicende.
La memoria della Divisione Piacenza è infatti legata alla lapide presente all’interno di Villa Doria, teatro degli scontri del 1943, e alla stele del Cimitero Monumentale di Albano, dove riposano militari della Divisione caduti in quei giorni.
La presenza delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine e del Gonfalone comunale ha voluto rinnovare il tributo della città a chi, in quelle ore drammatiche, scelse di non arrendersi e di opporsi all’avanzata tedesca.
Ferrarini: “Una ferita aperta nella nostra storia”
Particolarmente sentito l’intervento del sindaco Massimo Ferrarini, che ha richiamato il valore storico e civile di quella giornata.
«Il 9 settembre non è per Albano Laziale una semplice data sul calendario, ma una ferita aperta nella nostra storia e, al tempo stesso, la pietra angolare su cui si fonda la nostra identità democratica», ha sottolineato il Primo cittadino.
Ferrarini ha poi ricordato il contesto nel quale si trovarono ad agire i giovani militari italiani:
«All’indomani dell’8 settembre 1943, in un’Italia ripiombata nel caos e nello smarrimento, i giovani soldati della Divisione “Piacenza” non tentarono la fuga. Non scelsero la via più facile. Di fronte all’avanzata delle truppe tedesche verso la Capitale, scelsero la responsabilità. Qui, sulle nostre strade e nelle nostre campagne, imbracciarono le armi e opposero una resistenza strenua e disperata».
Parole che riportano al centro il significato di quella resistenza, maturata quando il destino dell’Italia era ancora incerto e l’apparato militare si trovava improvvisamente senza una chiara catena di comando.
“Ricordare significa assumere un impegno”
Il sindaco ha quindi legato la memoria del 1943 al presente. «Finché la memoria di quel 9 settembre resta viva tra noi, il loro sforzo non andrà perduto», ha aggiunto Ferrarini.
E ancora: «Ricordare non significa soltanto voltarsi indietro con rispetto e dolore; significa assumere un impegno verso il presente e il futuro».
Un messaggio che rappresenta anche il senso più profondo della commemorazione: non soltanto rendere omaggio ai caduti, ma trasmettere alle nuove generazioni la memoria di chi, in uno dei momenti più difficili della storia italiana, sacrificò la propria vita.
A 83 anni da quel 9 settembre 1943, Albano Laziale continua così a ricordare i militari della Divisione Piacenza, custodendo una pagina della propria storia che si intreccia con i valori della libertà, della democrazia e della pace.
