Ariccia, sulla SR 218 resiste la storica cabina ANAS: un pezzo di storia della viabilità che sfida il tempo

C’è un piccolo manufatto che, per migliaia di automobilisti, è ormai diventato parte del paesaggio. Lo si incontra percorrendo la Strada Regionale 218, ad Ariccia, nei pressi della rotatoria all’incrocio con via delle Cerquette, eppure in pochi conoscono davvero la sua storia.

Si tratta di una vecchia cabina dell’ANAS, appartenente al Servizio Statistica, utilizzata decenni fa per il censimento del traffico veicolare. Un’infrastruttura che oggi appare sicuramente anacronistica, sopravvissuta all’evoluzione tecnologica e ai profondi cambiamenti della viabilità, ma ancora lì, a testimoniare un’epoca in cui il monitoraggio dei flussi stradali avveniva con metodi ben diversi da quelli attuali.

Prima dell’avvento di sensori intelligenti, telecamere, radar e sistemi digitali di rilevazione, il conteggio dei veicoli transitanti sulle principali arterie stradali italiane veniva effettuato proprio grazie a queste cabine. Al loro interno operavano addetti incaricati di registrare il passaggio dei mezzi, raccogliendo dati preziosi per programmare interventi, valutare l’intensità del traffico e pianificare nuove opere infrastrutturali.

Oggi quella cabina sulla SR 218, ormai dismessa da tempo, continua a resistere al trascorrere degli anni. Pur avendo perso la sua funzione originaria, rappresenta una sorta di reperto della viabilità moderna, un piccolo simbolo di come si lavorava fino a pochi decenni fa nel campo della pianificazione stradale.

Nel frattempo tutto intorno è cambiato. La rotatoria con via delle Cerquette ha modificato la circolazione della zona, i volumi di traffico sono aumentati e le tecnologie impiegate per il monitoraggio sono diventate completamente automatizzate. Eppure quella cabina è rimasta al suo posto, quasi dimenticata, sfidando il tempo e le trasformazioni del territorio.

Per molti automobilisti passa ormai inosservata; per altri suscita curiosità, tanto da spingere a chiedersi quale fosse la sua funzione. La risposta racconta un piccolo pezzo di storia delle nostre strade e dell’evoluzione dei sistemi di controllo del traffico.

Chissà se un giorno verrà rimossa oppure se continuerà a vegliare silenziosamente sulla SR 218, come una discreta sentinella del passato, ricordando un’epoca in cui bastavano una cabina, carta e penna per raccogliere i dati sulla mobilità di un territorio.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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