Velletri piange Giuseppe Grieco: il sorriso gentile del birraio di via del Comune, che sapeva far sentire tutti a casa

Un malore improvviso ha spezzato una vita ancora giovane, lasciando increduli quanti lo conoscevano e lo stimavano

Ci sono persone che, senza ricoprire incarichi pubblici o finire spesso sotto i riflettori, diventano parte dell’anima di una città. Giuseppe Grieco era una di queste. Per questo la sua improvvisa scomparsa, avvenuta in settimana ad appena 51 anni, ha colpito profondamente Velletri, che si è stretta in un abbraccio commosso attorno ai suoi familiari.

Un malore improvviso ha spezzato una vita ancora giovane, lasciando increduli quanti lo conoscevano e lo stimavano. Un dolore ancora più difficile da accettare perché Giuseppe si ricongiunge a quella moglie che la sorte gli aveva già strappato troppo presto, in una vicenda che ha commosso l’intera comunità.

Un malore lo ha strappato all’affetto dei suoi cari e di una comunità intera, lasciando un vuoto difficile da colmare in quanti lo avevano conosciuto, frequentato, semplicemente incontrato dietro quel bancone che, negli ultimi anni, era diventato un punto di riferimento per tanti.

Se ne va un uomo ancora giovane, in un’età in cui ci sono ancora sogni da inseguire, figli da accompagnare nella vita, progetti da realizzare. Se ne va troppo presto, unendosi a quel destino crudele che già gli aveva portato via, anzitempo, la sua compagna, lasciando senza genitori i loro figli. Una ferita mai rimarginata che oggi sembra rendere ancora più doloroso questo addio.

Dietro il suo sorriso discreto e la sua innata gentilezza c’era una persona che aveva saputo trasformare una passione in un luogo di incontro. La sua Birreria del Comune 19, non era semplicemente un locale dove bere una birra. Era diventata una casa per tanti. Un posto dove si andava per stare insieme, ascoltare buona musica, assistere a presentazioni di libri, confrontarsi, trascorrere una serata tra amici.

Giuseppe non si limitava a servire un boccale. Lo raccontava. Lo spiegava. Per lui la birra era cultura, ricerca, convivialità. Da mastro birraio aveva creato ricette originali ispirate alla storia di Velletri, come la Giuda, la Trivio e la Porta Napoletana, contribuendo a diffondere una vera cultura della birra artigianale. Aveva iniziato quasi per gioco, sperimentando tra le mura di casa, fino a trasformare quella passione in una piccola realtà che tanti veliterni avevano imparato ad apprezzare.

Ma più ancora delle sue birre resterà il ricordo della persona che era. Una persona educata, disponibile, sensibile. Sempre pronta ad ascoltare. Sempre capace di accogliere chiunque con un sorriso.

Non è un caso che, in queste ore, i social si siano trasformati in un immenso abbraccio collettivo.

Tra i messaggi che più hanno colpito c’è quello del fratello Mario, un ricordo intenso, struggente, capace di raccontare un dolore che va oltre le parole.

«Non ci posso ancora credere… ho sperato fosse come quando eravamo piccoli e giocavamo a rincorrerci e io ti facevo lo sgambetto e tu cadevi a terra facendo finta di essere morto. Ma stavolta non era così… non ti sei più rialzato ridendo»

Poi il ricordo dell’uomo che Giuseppe era stato.

«Un grande uomo, padre, figlio, fratello, compagno, marito, amico. Hai lasciato un segno indelebile nella città di Velletri. Nascosto in un bicchiere di birra hai messo la tua vita, le tue ambizioni, i tuoi desideri, facendoli entrare nel cuore di chiunque ti abbia conosciuto»

Parole che raccontano più di qualsiasi biografia.

Anche don Andrea Pacchiarotti, parroco di San Giovanni Battista, che ha celebrato il suo funerale nella mattinata di sabato 18 luglio, ha affidato ai social un pensiero che racchiude il senso di questo momento.

«Ci sono dolori che sembrano spazzare via anche la speranza che, con fatica, avevamo ricominciato a custodire. La fede non elimina il buio… ci impedisce soltanto di credere che il buio sia tutto ciò che esiste. A-Dio Giuseppe»

Tra i tanti messaggi di cordoglio anche quello della vicesindaca Chiara Ercoli.

«A Dio anima bella, resta la tua gentilezza, il tuo altruismo, la tua sensibilità. Ti porto nel cuore, caro Giuseppe»

L’assessore Cristian Simonetti lo ha ricordato con poche parole, semplici ma profondissime.

«Se dovessi dare un volto alla gentilezza, sicuramente sceglierei il tuo. Custodiremo il tuo sorriso. Grazie Giuseppe. A Dio»

Messaggi ai quali si sono aggiunti quelli di centinaia di amici, clienti, conoscenti e semplici cittadini, tutti accomunati da un sentimento: la difficoltà di credere che Giuseppe non ci sia più.

Particolarmente significativo anche il ricordo scritto da Alessandro Filippi, che ha saputo descrivere ciò che Giuseppe rappresentava per Velletri.

«Birraio, dicevano i registri; ma chi lo ha conosciuto sa che il suo era un mestiere più antico e nobile: quello di chi sa creare occasioni di incontro, di chi sa stare in mezzo alla gente senza mai perdere la misura»

E ancora.

«Gli uomini come Giuseppe, capaci di coniugare il lavoro manuale alla sensibilità artistica, sono il sale di una città. Ora che quel bancone è rimasto vuoto, ci resta il ricordo di un uomo dalle molteplici espressioni, sempre autentico, sempre presente. Un uomo se ne va, ma la misura della sua vita resta nel ricordo di chi, varcando quella porta, si è sentito, per un momento, a casa.»

Parole che fotografano perfettamente quello che Giuseppe è stato.

I funerali sono stati celebrati sabato mattina nella chiesa di San Giovanni Battista, dove una folla composta e commossa si è stretta attorno ai figli Laura e Francesco, alla mamma Ketty, al papà Domenico, al fratello Mario, alla compagna Tiziana e a tutti i familiari, accompagnando Giuseppe nel suo ultimo viaggio con un affetto che ha riempito la chiesa.

Anche la Pro Loco di Ruvo del Monte, paese lucano d’origine della sua famiglia, ha espresso la propria vicinanza con un messaggio di cordoglio, segno di un legame che non si era mai spezzato.

Ci sono persone che lasciano un segno senza fare rumore. Non cercano riflettori, non hanno bisogno di alzare la voce. Costruiscono relazioni, seminano gentilezza, rendono migliore il luogo in cui vivono.

Giuseppe Grieco era una di queste. E forse è proprio questo il motivo per cui oggi Velletri non piange soltanto un bravo mastro birraio o il titolare di una birreria diventata punto di ritrovo per tanti. Piange un uomo buono. Uno di quelli che, con naturalezza, sapevano far sentire gli altri a casa.

Ciao Giuseppe. Velletri difficilmente ti dimenticherà.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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