Caccia ai Castelli Romani, spari vicino alle abitazioni? Il vademecum degli ambientalisti per sapere cosa fare e quando segnalare

Spari vicino alle case ai Castelli Romani? Il Coordinamento Ambientalista e Accademia Kronos spiegano distanze, divieti e come segnalare

Con l’apertura della stagione venatoria, avviata il 20 settembre, torna d’attualità anche ai Castelli Romani il tema della sicurezza dei cittadini che vivono nelle aree rurali, nelle campagne e nelle zone residenziali a ridosso dei boschi. Sentire colpi di fucile nelle vicinanze della propria abitazione può generare preoccupazione, soprattutto quando non è chiaro se l’attività di caccia si stia svolgendo nel rispetto delle distanze e delle disposizioni previste dalla legge.

Proprio per offrire ai cittadini uno strumento di informazione semplice e immediato, il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, insieme all‘Accademia Kronos – Vigilanza Zoofila Ambientale, ha realizzato e diffuso un vademecum dal titolo emblematico: “Spari vicino alle case?”.

Una locandina illustrata, concepita come guida essenziale di pubblica utilità, che riepiloga le principali distanze da rispettare durante l’attività venatoria, i periodi nei quali è consentito cacciare, le aree nelle quali la caccia è vietata e, soprattutto, i comportamenti da adottare qualora si avvertano spari in prossimità delle abitazioni.

L’iniziativa si rivolge in particolare a quanti risiedono nelle zone periferiche dei comuni castellani, dove abitazioni, terreni agricoli, aree boschive e spazi frequentati da cittadini si trovano spesso a breve distanza gli uni dagli altri.

Caccia vicino alle abitazioni: le distanze minime previste dalla legge

Uno degli aspetti centrali del vademecum riguarda le distanze di sicurezza che i cacciatori sono tenuti a rispettare.

La normativa prevede innanzitutto il divieto di esercitare la caccia entro 100 metri dagli immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro. Una disposizione che interessa direttamente chi vive in case isolate, casali e abitazioni situate nelle campagne dei Castelli Romani (e non solo).

Un’ulteriore limitazione riguarda la direzione degli spari. Con un fucile da caccia a canna liscia non è consentito sparare, da una distanza inferiore a 150 metri, in direzione di abitazioni, luoghi di lavoro, strade carrozzabili e ferrovie. Per altre tipologie di armi si applicano distanze differenti, legate alla gittata.

La legge stabilisce inoltre il divieto di esercitare la caccia a meno di 50 metri dalle strade carrozzabili e dalle linee ferroviarie, con le eccezioni previste per le strade poderali e interpoderali.

Si tratta di prescrizioni contenute nella normativa nazionale e regionale, tra cui la legge regionale del Lazio n. 17 del 1995, che disciplina l’attività venatoria e ne individua i limiti a tutela della sicurezza pubblica.

È importante precisare che la presenza di un cacciatore o il rumore di uno sparo nelle vicinanze di un’abitazione non costituiscono automaticamente una violazione: per accertare eventuali irregolarità occorre verificare le distanze effettive, la posizione, la direzione del tiro e le altre circostanze.

Quando si può cacciare nel Lazio? Il calendario della stagione 2026-2027

Il materiale divulgativo richiama anche le disposizioni relative al calendario venatorio regionale.

Nel Lazio la stagione ordinaria 2026-2027 è prevista dal 20 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, ferme restando le limitazioni e le differenti date stabilite per le singole specie e forme di caccia.

L’attività venatoria ordinaria può essere esercitata per un massimo di tre giorni alla settimana, da scegliere tra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.

Il martedì e il venerdì sono giornate di silenzio venatorio, durante le quali l’esercizio ordinario della caccia non è consentito. Restano da considerare eventuali discipline specifiche per determinate attività faunistico-venatorie.

Conoscere il calendario è particolarmente utile per i residenti, che possono così distinguere le giornate nelle quali è normalmente consentita l’attività venatoria da quelle sottoposte a divieto.

Parchi, riserve e aree protette: dove non si può cacciare

Un’altra sezione della locandina è dedicata ai luoghi nei quali l’esercizio della caccia è vietato. Tra questi rientrano i parchi nazionali e regionali, le riserve naturali, le oasi di protezione e le altre aree sottoposte a specifici vincoli. Divieti riguardano anche giardini e parchi pubblici, nonché i terreni interessati da incendi nei casi previsti dalla normativa.

Per i Castelli Romani il tema assume un’importanza particolare per la presenza del Parco Regionale dei Castelli Romani, un patrimonio naturalistico nel quale la tutela della biodiversità e la fruizione del territorio devono convivere con le attività umane consentite nelle aree circostanti.

L’informazione sulle zone interdette alla caccia è dunque fondamentale non soltanto per i residenti, ma anche per escursionisti, camminatori, ciclisti e famiglie che frequentano abitualmente sentieri e ambienti naturali.

Spari vicino casa: cosa devono fare i cittadini?

È soprattutto su questo aspetto che si concentra il messaggio di pubblica utilità del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani e dell’Accademia Kronos.

Il vademecum invita innanzitutto a mantenere un comportamento prudente, evitando di avvicinarsi a persone armate o di intervenire personalmente in situazioni potenzialmente pericolose.

Qualora si ritenga che vi sia un pericolo immediato per la propria incolumità o per quella di altre persone, l’indicazione è di contattare il Numero Unico di Emergenza 112.

In presenza di situazioni sospette, viene inoltre suggerito di annotare alcune informazioni che possono rivelarsi utili per gli eventuali controlli: il luogo dal quale sembrano provenire gli spari, l’orario, la frequenza e la direzione percepita dei colpi.

Le segnalazioni possono essere indirizzate ai Carabinieri Forestali, agli organi di vigilanza competenti e, per le situazioni che interessano le aree protette, anche all’Ente Parco.

L’obiettivo non è invitare i cittadini a sostituirsi alle autorità preposte ai controlli, ma favorire segnalazioni circostanziate e comportamenti responsabili, evitando iniziative personali che potrebbero aggravare eventuali situazioni di rischio.

Informazione, prevenzione e sicurezza: il significato dell’iniziativa

La diffusione del vademecum rappresenta un contributo alla conoscenza delle regole che disciplinano l’attività venatoria, in un territorio nel quale il rapporto tra ambiente naturale e insediamenti abitativi è particolarmente stretto.

Il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani e l’Accademia Kronos – Vigilanza Zoofila Ambientale scelgono così di mettere a disposizione della popolazione informazioni pratiche, facilmente consultabili e potenzialmente utili nella vita quotidiana.

Una sensibilizzazione che riguarda tanto la sicurezza delle persone quanto il rispetto delle norme e la tutela del territorio, senza confondere la caccia regolarmente esercitata con eventuali comportamenti illeciti.

La stessa locandina precisa, infatti, che si tratta di uno schema informativo semplificato e che l’accertamento delle violazioni spetta esclusivamente agli organi di vigilanza competenti.

Un richiamo importante, soprattutto in un’area come quella dei Castelli Romani, dove la vicinanza tra abitazioni, campagne e zone boschive rende particolarmente sentita l’esigenza di garantire sicurezza, rispetto delle regole e una corretta informazione per tutti.


Nota redazionale: le indicazioni sulle distanze e sul calendario sono state confrontate con la normativa regionale e il calendario venatorio 2026-2027. Per specifiche modalità di caccia possono essere previste discipline particolari.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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