Coni: ancora grane per la Federazione Italiana Sport Equestri

Dopo il recente clamore suscitato dalla trasmissione REPORT – che si è occupata: sia degli abusi commessi da un pedofilo, istruttore F.I.S.E., nell’ambito della sua attività …

Dopo il recente clamore suscitato dalla trasmissione REPORT – che si è occupata: sia degli abusi commessi da un pedofilo, istruttore F.I.S.E., nell’ambito della sua attività sportiva, che non veniva allontanato tempestivamente dal suo ruolo; sia per i presunti “brogli elettorali” che sarebbero stati commessi in occasione dell’Assemblea elettiva del 9.9.2024, valida per il rinnovo delle cariche federali per il quadriennio olimpico 2025/2028 – emergerebbero ora nuovi elementi a danno della F.I.S.E. e del suo Presidente, Avv. Marco Di Paola, di cui potrebbe ancora interessarsi la trasmissione RAI.

Sembrerebbe infatti che una nota giornalista della TV nazionale abbia subito ingiustamente, da parte dei vertici della F.I.S.E., una gravissima campagna diffamatoria, reiterata nel tempo, di cui la medesima si accinge a dare notizia, tramite i suoi legali: al C.O.N.I., al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ed alla Procura Generale dello Sport; per poi procedere alla richiesta di un ingente risarcimento danni dinanzi la giustizia ordinaria. La vicenda sembrerebbe legata proprio all’esistenza degli abusi sessuali in ambito sportivo, contro cui la giornalista avrebbe a suo tempo elaborato un progetto di prevenzione – safeguarding – la cui paternità sarebbe stata però indebitamente rivendicata dal Presidente della F.I.S.E. , Avv. Marco Di Paola; il quale avrebbe peraltro usato detto progetto di safeguarding, facendolo indebitamente suo, nell’ambito della Riforma dello Sport.

E non è un caso infatti che, da anni, la F.I.S.E. celebra una giornata del safeguarding come “europea”, ma senza averne alcuna legittimazione, non avendo seguito il lungo iter comunitario previsto per averne l’autorizzazione. Detta “giornata” del safeguarding infatti non è citata nell’archivio europeo. Ebbene , proprio le rimostranze rivolte sul punto da parte della giornalista verso la F..I.S.E. ed il suo Presidente avrebbero generato da parte dei vertici della Federazione un’opera di diffamazione a danno della suddetta, posta in essere a mezzo Stampa, su Internet e perfino presso l’Ordine dei Giornalisti; ciò al solo fine di screditare l’immagine e la credibilità, come professionista e come personaggio pubblico RAI.

La giornalista annuncia ora di aver già conferito mandato ai legali di sua fiducia per la proposizione di un’immediata azione giudiziaria nei confronti della Fise, del suo Presidente Avv. Di Paola e del Segretario Generale, Dott. Simone Perillo, tesa ad ottenere non solo la più ampia salvaguardia dei suoi diritti, in relazione alla paternità del progetto di safeguarding, ma anche a chiedere il dovuto risarcimento dei danni derivanti dai gravissimi comportamenti diffamatori, profondamente lesivi della propria immagine e professionalità. La gravità di quanto accaduto rappresenta un ulteriore tegola che si abbatte sulla F.I.S.E. e materiale interessante per un’ulteriore inchiesta televisiva.

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