The King, come lo avevano etichettato i suoi fan, Elvis Presley, il re del rock and roll, viene trovato morto nella sua casa di Graceland, a …

The King, come lo avevano etichettato i suoi fan, Elvis Presley, il re del rock and roll, viene trovato morto nella sua casa di Graceland, a Memphis

 

L’ultima canzone che canta, seduto al pianoforte, è Blue Eyes Crying in the Rain, poi decide di andare a dormire. L’indomani era prevista la partenza per Portland, dove lo attendeva un concerto da tutto esaurito

 

Elvis Aaron Presley

 

Elvis è nato l’8 gennaio 1935 a Tupelo, nello Stato del Mississippi. Dopo gli studi, inizia a lavorare come autista per una ditta elettrica e un giorno, passando davanti allo studio della Sun Records, scopre che per qualche dollaro è possibile incidere un disco dimostrativo da portare a casa.

È così che ha inizio la nascita del mito che lo porterà a cantare generi musicali diversi: gospel, rhythm and blues, musica leggera, rock and roll e country. Tutti generi diversi tra loro, ma che riscuoteranno sempre un enorme successo.

 

La TCB Band

 

Nel 1969, sotto l’occhio vigile del suo impresario, il colonnello Parker, Elvis Presley fondò la sua band di fiducia e il suo motto personale, TCB (Taking Care of Business, Prendersi Cura degli Affari), rappresentato in un logo con un fulmine che accompagna le tre lettere.

 

I problemi di salute e le dipendenze

 

I ritmi frenetici della vita da artista lo spinsero ad assumere sonniferi ed eccitanti prima dei concerti.

Dal 1970, il suo medico personale, il dott. George Nichopolous, lo ha in cura. Su richiesta di Elvis, che soffre d’insonnia, lo imbottisce di tranquillanti. Questo accadeva anche durante le tournée.

Il rovescio della medaglia erano gli eccitanti che assumeva prima di ogni spettacolo: il dottor Nick, come veniva chiamato nell’ambiente, non gli faceva mai mancare nulla.

 

La morte

 

Il giorno successivo, Elvis si esibirà al Cumberland Civic Center di Portland, dove si registra il tutto esaurito. I soliti problemi d’insonnia lo attanagliano ormai da tempo.

Al Strada e Joe Esposito, amici di lunga data, insieme a una cerchia ristretta di amici e collaboratori, chiamati “The Memphis Mafia”, stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli.

Le ultime apparizioni di The King non sono andate bene: spesso dimentica le parole delle sue canzoni, anche le più famose, e sul palco sembra in stato confusionale.

Negli ultimi due anni, Elvis Presley sembra un lontano parente di quello che era sul palco: è visibilmente ingrassato e gonfio in viso e ha persino dovuto cancellare uno spettacolo perché non riusciva ad alzarsi dal letto.

Nella tarda mattinata del 15 agosto, Elvis va dal dentista per una pulizia dei denti e per curare una carie. Rientra a Graceland, ma non riesce a riposare.

Il concerto di Portland lo agita parecchio e litiga con la fidanzata dell’epoca, Ginger Alden, ma poco dopo la lite si placa e i due si riappacificano.

Il mal di denti lo affligge, così prende un analgesico, ma senza risultato. Ne assume altre sei, il Diladium è un potente analgesico.

Dopo una partita a squash alle 4 del mattino, decide che ne ha abbastanza. Si siede al pianoforte e suona un paio di canzoni gospel, seguite da Blue Eyes Crying in the Rain, un brano che lo rilassa.

Alle 21:30 Elvis viene visto vivo per l’ultima volta: va in bagno con un libro.

Verrà trovato a faccia in giù, con il viso violaceo. Soccorso dal suo entourage, gli viene praticato un massaggio cardiaco e viene trasportato al Baptist Memorial Hospital.

Alle 3:20 circa del 16 agosto 1977, Elvis Presley, il re del rock and roll, muore a soli 42 anni.

 

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