Il 13 settembre l’escursione di Castelli Notizie Outdoor dalle Piagge di Genzano a Fontan Tempesta, tra briganti, streghe e antichi misteri

L’iniziativa rappresenta inoltre uno dei primi appuntamenti con cui Castelli Notizie intende celebrare il proprio 15° anniversario, un traguardo importante che sarà accompagnato, nel corso dell’autunno, da altre iniziative e novità che verranno progressivamente presentate ai lettori.

In cammino tra i misteri di uno degli antichi sentieri dei Colli Albani, tra storia e leggenda

Camminare tra i sentieri dei Colli Albani significa attraversare un paesaggio che, a ogni passo, può raccontare una storia diversa. Il tratto iniziale del sentiero CAI 512 dalle Piagge di Genzano a Fontan Tempesta, nel territorio di Rocca di Papa, è un’occasione per entrare in questo racconto, seguendo un itinerario immerso nei boschi e nelle sorgenti, ma anche per conoscere la storia più ampia di un territorio modellato e vissuto dall’uomo per migliaia di anni.

È proprio lungo questo percorso che domenica 13 settembre 2026 prende il via una nuova esperienza firmata Castelli Notizie Outdoor, una delle prime iniziative nate dalla collaborazione tra il nostro giornale e il mondo dell’escursionismo e della valorizzazione del territorio. “Alla scoperta di Fontan Tempesta, tra Antichi Romani, Briganti e Streghe” è un’escursione narrata alla scoperta della natura, della storia e delle leggende che si intrecciano tra i boschi dei Colli Albani.

L’appuntamento è alle ore 9:30 a Genzano di Roma, presso il Bar Giotto. A guidare i partecipanti sarà Tiziana Ilari, Guida Ambientale Escursionistica Esperienziale FIPTES. L’iniziativa è pensata soprattutto per le famiglie e per i bambini, perché la storia possa diventare un’avventura e un semplice sentiero trasformarsi in un viaggio nel passato.

Prima ancora della nascita di Roma, infatti, queste terre erano già abitate da comunità preistoriche, che qui trovarono acqua, boschi, selvaggina e un’ampia varietà di risorse naturali. Attorno all’acqua, alle sorgenti e ai laghi si svilupparono pratiche, riti e usanze che raccontano il profondo legame tra queste comunità e il mondo naturale che le circondava.

Poi arrivarono le popolazioni latine, i grandi santuari, la potenza di Roma e le ville dell’aristocrazia. Secoli dopo, furono i viaggiatori, attratti dalla bellezza e dal paesaggio di queste colline, a raccontare un territorio ormai avvolto in un’atmosfera quasi leggendaria. E, insieme a loro, arrivarono anche i briganti, alimentando nuove storie e nuovi racconti.

Una terra abitata da millenni

Il territorio dei Colli Albani era già frequentato migliaia di anni prima della nascita di Roma. Le testimonianze archeologiche raccontano di insediamenti preistorici, abitati dell’età del Bronzo e necropoli dell’età del Ferro, con una presenza particolarmente antica nelle aree intorno ai laghi di Nemi e Albano.

Oggi, guardando questi laghi, ne cogliamo soprattutto la bellezza. Per le comunità che abitavano queste terre, invece, l’acqua era una risorsa essenziale, insieme ai boschi, alla selvaggina e alle altre risorse naturali che rendevano il territorio favorevole alla vita.

L’acqua aveva anche un possibile significato rituale. Lo suggerisce il ritrovamento, sul Monte delle Faete, nel territorio di Rocca di Papa, di un grande lastrone di peperino inciso, interpretato come possibile Altare Litico. La pietra presenta una depressione nella quale l’acqua poteva raccogliersi e alcuni solchi che ne guidavano il deflusso. Questa particolare conformazione ha fatto ipotizzare un utilizzo legato a pratiche rituali, nelle quali l’acqua poteva avere un ruolo simbolico. Sono tracce frammentarie, ma raccontano di un paesaggio carico di significati che oggi possiamo solo in parte ricostruire.

La terra dei Latini

Prima di diventare una delle zone più importanti del mondo romano, i Colli Albani furono il cuore del mondo latino. Qui si concentravano comunità legate tra loro da rapporti politici, religiosi e culturali. Erano infatti uno dei centri della Lega Latina, dove la dimensione religiosa diventava anche uno strumento per rafforzare i legami tra i diversi popoli.

Due luoghi, più di altri, raccontano questa dimensione: il santuario di Giove sul Monte Cavo, l’antico Mons Albanus, e quello di Diana sulle rive del lago di Nemi. Sul Monte Cavo si trovava uno dei più importanti santuari del Lazio antico, dedicato a Giove Laziale. Alla sua sommità arrivavano le comunità latine per partecipare alle celebrazioni comuni. La salita al monte aveva un valore rituale: i cortei percorrevano la Via Sacra, attraversando il bosco e risalendo le pendici fino al santuario, in un percorso che conduceva dalla dimensione quotidiana a quella sacra.

Intorno a Nemi, il paesaggio assume un carattere ancora più misterioso. Il lago era circondato dal bosco sacro a Diana, uno dei luoghi di culto più importanti dell’antico Lazio. Qui il paesaggio stesso faceva parte dello spazio sacro, attraversato da riti, devozioni e storie destinate a sopravvivere nella memoria di chi ha abitato queste terre per secoli.

Quando i Romani scelsero i Colli Albani

Con l’espansione di Roma, i Colli Albani cambiarono volto. A partire dall’età repubblicana, questa zona divenne una delle mete preferite dalle famiglie più ricche di Roma. La distanza dalla città era sufficiente per trovare tranquillità e un clima più piacevole, ma Roma restava abbastanza vicina da poter essere raggiunta facilmente.

Attorno ai laghi sorsero ville, giardini, impianti termali, ninfei e grandi strutture legate alla gestione dell’acqua. L’ingegneria romana seppe sfruttare con straordinaria abilità le risorse idriche del territorio: emissari, cunicoli, cisterne, acquedotti e sistemi di captazione permettevano di raccogliere, convogliare e controllare l’acqua, trasformandola in una risorsa al servizio della vita quotidiana e delle grandi residenze.

Tra le numerose strutture che sorsero sui Colli Albani, spicca il vasto complesso dell’imperatore Domiziano, i cui resti sono ancora visibili all’interno delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. A Nemi, invece, un altro grande nome, quello di Caligola, è legato soprattutto alle due gigantesche navi che fece costruire sul lago, oggi ricordate nel Museo delle Navi Romane di Nemi attraverso ricostruzioni in scala, dopo la distruzione degli originali nell’incendio del 1944.

È affascinante pensare che questi boschi, che oggi associamo alla tranquillità e alle passeggiate, fossero un tempo il luogo nel quale l’élite romana cercava lusso e riposo dalla vita frenetica della città.

Fontan Tempesta, la sorgente che non ha mai smesso di raccontare

Lasciando idealmente i laghi e seguendo il sentiero che si inoltra nel bosco, si arriva a Fontan Tempesta, una sorgente che, dietro l’apparenza di un luogo immerso nel verde, conserva una storia antica. Nelle sue vicinanze, infatti, si trovano strutture e cunicoli per la captazione dell’acqua, utilizzati e modificati nel corso dei secoli.

Attorno a queste acque, così preziose per generazioni, sono nate storie e leggende. In un mondo in cui sorgenti e laghi erano associati a divinità, ninfe e presenze misteriose, il bosco, le cavità e le acque dei Colli Albani erano luoghi dove il confine tra realtà e immaginazione si faceva sottile. È il caso di Egeria, ninfa delle acque venerata nell’area del lago di Nemi e, secondo la tradizione, consigliera di Numa Pompilio. Si racconta che gli insegnasse come celebrare gli dèi e organizzare le cerimonie religiose.

Una delle tradizioni popolari più singolari legate a Fontan Tempesta racconta che le sue acque potessero liberare dalla licantropia. Una leggenda, naturalmente, ma significativa di quel rapporto antico con l’acqua, capace di trasformare una semplice sorgente in un luogo di paura, speranza e mistero. La tradizione parla anche di streghe che si sarebbero ritrovate nei dintorni della sorgente, alimentando l’immagine di un luogo appartato e misterioso, dove di notte il bosco poteva diventare lo scenario ideale per storie di magia e presenze inquietanti.

Quando nei boschi arrivarono i briganti

Ci fu un tempo in cui il pericolo dei boschi non apparteneva soltanto alle leggende. Il brigantaggio interessò a lungo le campagne e le aree boscose intorno a Roma, e anche i Colli Albani non ne furono estranei. Per i briganti, i boschi offrivano riparo, acqua e sentieri nascosti; per gli abitanti erano vie di passaggio, mentre per i viaggiatori potevano diventare luoghi di pericolo.

Fontan Tempesta, punto di ristoro lungo gli antichi percorsi, è entrata così anche nella memoria del brigantaggio locale e nella leggenda del tesoro del celebre Gasperone, nome con cui era conosciuto Antonio Gasbarrone, brigante originario di Sonnino e attivo nell’Ottocento. Non sappiamo se quel tesoro sia mai esistito, ma è facile capire perché proprio un bosco fitto e ricco di anfratti potesse alimentare una storia simile.

Forse il fascino dei Colli Albani sta proprio nella sovrapposizione di tante storie: dal vulcano alle comunità preistoriche, dall’antica Roma ai briganti, fino alle leggende popolari. Ed è proprio questo intreccio a rendere il cammino lungo i suoi sentieri un vero e proprio viaggio attraverso il tempo.

Anche tu puoi scoprire ciò che il tempo ha lasciato tra i boschi. Con Castelli Notizie Outdoor, puoi vivere l’esperienza di escursioni narrate per conoscere questi luoghi e le storie che li hanno attraversati.

L’iniziativa rappresenta inoltre uno dei primi appuntamenti con cui Castelli Notizie intende celebrare il proprio 15° anniversario, un traguardo importante che sarà accompagnato, nel corso dell’autunno, da altre iniziative e novità che verranno progressivamente presentate ai lettori.

Quindici anni di informazione sul territorio che Castelli Notizie vuole festeggiare anche uscendo dalla redazione e incontrando direttamente le comunità, attraverso esperienze capaci di valorizzare ambiente, storia e identità dei Castelli Romani. Lo faremo grazie alla competenza e preparazione della nostra apprezzata collaboratrice, Tiziana Ilari, Guida Ambientale Escursionistica Esperienziale FIPTES, che saprà guidare al meglio, grandi e piccini, nell’evento da lei organizzato.

Per partecipare all’escursione del 13 settembre è necessario prenotarsi entro venerdì 11 settembre. Il contributo è di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini, assicurazione compresa.

Informazioni e prenotazioni: 351 591 9957I posti sono limitati.

 

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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