Redazione Viterbo,30.10.26 Tutti congolano, la “sinistra” con “destra” con un’incredibile ammucchiata di motivi che lasciano perplessi per la lo indeterminatezza e solo proclamati per interessi elettorali. E’ noto, la nostra amata Penisola a causa di uno sciagurato referendum di 40 anni disse no al nucleare e, da quella data è iniziato il declino della Nazione. […]
Redazione
Viterbo,30.10.26
Tutti congolano, la “sinistra” con “destra” con un’incredibile ammucchiata di motivi che lasciano perplessi per la lo indeterminatezza e solo proclamati per interessi elettorali.
E’ noto, la nostra amata Penisola a causa di uno sciagurato referendum di 40 anni disse no al nucleare e, da quella data è iniziato il declino della Nazione.
Interrompere i lavori della centrale di Montalto di Castro e spegnere le 4 centrali nucleari operative hanno reso possibile il successivo grave dissesto dei conti pubblici. Oggi, nelle nostre bollette elettriche ne paghiamo le conseguenze.
Un rimedio temporaneo c’è in attesa del ritorno al nucleare che non potrà essere attivo prima di una quindicina di anni.
Il rimedio è quello di produrre energia mediante impianti alternativi alle fonti fossili (di importazione) mediante installazione di pannelli solari e torri eoliche.
Questi impianti, a fine vita, o di sostuita necessità con altre fonti, sono rimuovibili, non come le centrali idroelettriche che hanno recato mutamenti irreversibili al territorio (laghi artificiali, deviazioni di fiumi, etc). Questi si veramente, guasti all’ambiente.
Ma nessuno se ne è mai reso conto.
Oggi che la tecnologia prevede impianti che possono essere temporanei, tutti gridano perchè dannosi all’ambiente, quindi da rigettare.
Costoro, forse non si rendono conto delle voci in bolletta del costo di un Kw di energia elettrica prodotto con fonti fossili di importazione.
Benedetta ignoranza,
Ma torniamo a noi. Il Consiglio dei ministri nella seduta del 28 ottobre ha bocciato sei progetti da realizzare nella Tuscia,motivazione: “protezione dell’ambiente” .
Troppo poco.
Onorevoli deputati, consiglieri regionali e sindaci della Tuscia con il governatore della Regione Lazio si erano spesi contro questi progetti, per cui, hanno convinto il Governo a bocciarli.
In definitiva, nessuna pala eolica sorgerà a Tuscania, nessun pannello sarà posto a Montalto cosi come a Civita Castellana, Vitorchiano,Valentano, Proceno.
La motivazione che unisce sia gli amministratori della sinistra e della destra, in un guazzabiglio di tesi è il salvataggio del paesaggio della Tuscia ed il fatto che Viterbo e la sua provincia sia satura di impianti energetici alternativi e che essa sia divenuta terra di conquista di società estere che in futuro potranno non esserci al momento dello smontaggio degli impianti a fine vita. Mentre quest’ultima osservazione può valere, ma ci possono essere rimedi, invece, quella della “distruzione” dell’ambiente proprio no.
La Tuscia è un territorio certamente bello da vedere e da vivere, ma assolutamente non eccezionale da richiedere attenzioni superflue. Certamente non potranno essere collocati impianti ad impatto visivo nella Valle dei Calanchi a Bagnoregio, come nelle immediate vicinanze dei monti Cimini dei bacini lacustri, ma nel resto, si tratta di ordinario paesaggio che è presente dovunque in Italia. Nessuna particolarità nella maremma, cosi come nella Valle del Tevere e le colline a sud e nord della Provincia e nemmeno alcun comune che possa concorrere per essere assimilabile, per es. ad un’Isola di Capri, all’arcipelago della Maddalena, etc.
La posa d impianti rimuovibili sarà temporanea per la natura di essi (i pannelli solari durano vent’anni), le pale eoliche probabilmente altrettanto, ma, nel frattempo sarà partito il nucleare che renderà ogni altro tipo di impianto energetico superfluo ed inutile. Si tratta oggi di accettare un piccolo sacrificio, essendo questo finalizzato a superare l’emergenza energetica.
In una società, chi ha la possibilità di dare, dia.
La provincia di Viterbo, per la sua natura pianeggiante (è tra le province italiane una delle poche con quota di territorio più bassa) ha la possibilità di aiutare e superare l’emergenza.
Da ultimo, i territori agricoli non vengono manomessi, perchè la posa di pannelli solari è effettuata per consentire al di sotto un’attività agricola e, poi, le pale eoliche occupano solo piccola parte di terreno agricolo
In definitiva, il paventato danno di consumo del suolo agricolo è molto marginale e, ripeto, solo temporaneo.
