Il territorio di Rieti registra il secondo incremento percentuale più elevato di denunce di malattie professionali tra le province del Lazio, dopo Viterbo (+22,9%). Da gennaio ad agosto 2026 i casi protocollati all’Inail sono stati 454, contro i 379 dello stesso periodo del 2025: 75 in più, pari a un aumento del 19,8%. Una crescita […]
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Il territorio di Rieti registra il secondo incremento percentuale più elevato di denunce di malattie professionali tra le province del Lazio, dopo Viterbo (+22,9%). Da gennaio ad agosto 2026 i casi protocollati all’Inail sono stati 454, contro i 379 dello stesso periodo del 2025: 75 in più, pari a un aumento del 19,8%. Una crescita superiore a quella regionale, che si attesta al 12,4%, con il passaggio da 3.819 a 4.294 denunce. In valori assoluti, l’incremento maggiore si registra a Roma, con 167 denunce in più. I dati, rilevati dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro al 31 agosto 2026, sono stati elaborati dalla Uil di Rieti per fotografare l’andamento del fenomeno nei primi otto mesi dell’anno. Dall’approfondimento del sindacato di viale Matteucci emerge che, in questo arco di tempo, nel territorio si sono registrate in media circa 57 denunce al mese, contro le circa 47 dello stesso periodo del 2025.
Le malattie professionali sono patologie che possono svilupparsi nel tempo a causa dell’esposizione a rischi connessi all’attività lavorativa. A differenza degli infortuni sul lavoro – generalmente riconducibili a un evento lesivo – possono manifestarsi gradualmente, anche dopo anni di esposizione a determinati fattori di rischio. “L’aumento di queste denunce è un dato che va interpretato con prudenza – spiega Alberto Paolucci, segretario generale della Uil di Rieti – perché il conteggio avviene in base alla data di protocollo e l’andamento può risentire anche dei tempi di presentazione e dell’iter istruttorio. E’ tuttavia un elemento che merita attenzione e che richiama l’importanza di continuare a investire nella prevenzione, nel monitoraggio dei rischi professionali e nella tutela della salute dei lavoratori”.
“Per la Uil – conclude il sindacalista – la salute e la sicurezza sul lavoro sono pilastri imprescindibili di un impegno concreto e quotidiano, da portare avanti attraverso la prevenzione, controlli efficaci e la collaborazione tra istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori. La tutela della salute non può fermarsi alla gestione delle conseguenze, ma deve partire dalla capacità di prevenirle”.
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