Palazzo Comunale, Rosati: “Un bene culturale parlante nel cuore della città

Con la riapertura degli spazi restaurati del Palazzo Comunale prende forma un nuovo percorso di valorizzazione culturale che restituisce all’edificio non soltanto la sua funzione istituzionale, ma anche il ruolo di luogo della memoria, dell’arte e della conoscenza della città. A illustrare il significato storico e culturale dell’intervento è l’Assessore alla Cultura del Comune di […]
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Con la riapertura degli spazi restaurati del Palazzo Comunale prende forma un nuovo percorso di valorizzazione culturale che restituisce all’edificio non soltanto la sua funzione istituzionale, ma anche il ruolo di luogo della memoria, dell’arte e della conoscenza della città.

A illustrare il significato storico e culturale dell’intervento è l’Assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Letizia Rosati, che sottolinea come il recupero del Palazzo Comunale si inserisca in una lunga storia di attenzione verso quello che rappresenta il cuore della civicità reatina.

“Il Palazzo Comunale è il cuore della vita civica della nostra città e porta con sé una storia straordinaria – spiega l’Assessore Rosati –. Si tratta di un edificio medievale che alla fine del Cinquecento fu ampliato sotto la direzione dell’architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola e che, dopo il terremoto del 1898, fu interessato dagli importanti interventi progettati da Cesare Bazzani. Proprio in quella fase vennero realizzati il portico attuale, l’androne, l’atrio, lo scalone monumentale e la Sala Consiliare, confermando come, anche allora, la città avesse scelto di intervenire sul Palazzo quale simbolo della propria identità amministrativa e istituzionale”.

“Anche oggi, a distanza di anni dal sisma del 2016 – prosegue Rosati – torniamo su questo edificio con un intervento che non riguarda soltanto il restauro, ma una vera e propria rifunzionalizzazione culturale. L’obiettivo è fare del Palazzo Comunale un bene culturale parlante, capace di raccontare la storia di Rieti attraverso le sue architetture e le opere dei suoi grandi protagonisti del Novecento”.

Il progetto si fonda anche sul valore delle due importanti donazioni ricevute dagli eredi degli artisti Bernardino Morsani e Arduino Angelucci, che hanno consentito di arricchire il percorso culturale del Palazzo e di valorizzare tre figure centrali dell’arte reatina del Novecento.

“Con questo intervento – sottolinea l’Assessore Rosati – mettiamo in dialogo tre grandi protagonisti della storia artistica della nostra città: Antonino Calcagnadoro, del quale è stata restaurata la decorazione della Sala Consiliare; Arduino Angelucci, suo massimo allievo, autore dei due tondi collocati sul soffitto dell’aula consiliare; e Bernardino Morsani, scultore di straordinario valore, al quale Rieti ha riconosciuto anche la cittadinanza onoraria per i suoi meriti artistici”.

Al piano terra il Palazzo Comunale diventa il punto di accesso del nuovo percorso museale, con l’atrio trasformato in spazio di accoglienza del museo diffuso cittadino, attraverso la presenza della biglietteria, del bookshop e di un punto informativo. Gli ambienti ospiteranno inoltre una selezione di opere in gesso di Bernardino Morsani, a partire dal celebre “Guerriero A”, insieme a studi, busti e particolari anatomici legati alla lunga ricerca dell’artista sui Bronzi di Riace.

“Le opere di Morsani permettono di raccontare un percorso artistico e umano di grandissimo valore – afferma Rosati –. Gli studi preparatori realizzati per la ricostruzione dei Bronzi di Riace testimoniano una ricerca tecnica e scientifica straordinaria, durata anni, e rappresentano un patrimonio che oggi viene restituito alla comunità”.

Anche lo scalone monumentale diventerà parte integrante del percorso espositivo, con l’allestimento nelle sei nicchie di altrettanti bozzetti in gesso realizzati da Morsani per alcune delle sue opere in bronzo più significative. Tra questi, il bozzetto del San Francesco destinato a Poggio Bustone e quello del San Felice da Cantalice, oltre al Bersagliere di Belmonte e al bozzetto dedicato ai caduti del bombardamento di Rieti del 6 giugno 1944.

Particolare rilievo assume inoltre il completamento del programma iconografico della Sala Consiliare, progettato da Cesare Bazzani e realizzato da Antonino Calcagnadoro nel 1909.

“Il restauro della Sala Consiliare ha permesso di restituire luminosità e valore alla decorazione di Calcagnadoro – spiega Rosati – attraverso il consolidamento e la pulitura degli apparati pittorici e il recupero degli stucchi. Ma la grande novità è rappresentata dalla collocazione dei due tondi di Arduino Angelucci, Ver Sacrum e Rieti Semper Fidelis, che completano finalmente il progetto originario del soffitto”.

“Queste opere – aggiunge – erano state concepite per dialogare con il ciclo decorativo di Calcagnadoro e oggi consentono di leggere nella sua completezza il racconto della storia della Sabina: il mondo antico rappresentato dal Ver Sacrum, il Medioevo attraverso Rieti Semper Fidelis e, nel progetto originario mai completato, l’età contemporanea legata al primo conflitto mondiale”.

“È un elemento di grande valore anche dal punto di vista storico-artistico – conclude l’Assessore Rosati – perché nella Sala Consiliare convivono due importanti linguaggi figurativi della prima metà del Novecento: l’Art Nouveau di Calcagnadoro e il linguaggio del Novecento italiano fatto proprio da Angelucci. Un dialogo raro negli spazi pubblici e che potrà aprire anche nuove prospettive di studio e approfondimento”.

“Desidero rivolgere un ringraziamento particolare alle famiglie degli artisti Morsani e Angelucci – conclude Rosati – per la straordinaria generosità con cui hanno scelto di donare queste opere alla città. Grazie a loro il Palazzo Comunale diventa uno dei luoghi centrali del Museo Diffuso di Rieti, un percorso destinato a valorizzare il patrimonio culturale cittadino e a raccontare, attraverso l’arte, la storia e l’identità della nostra comunità”.

“Un ringraziamento particolare – aggiunge l’Assessore Rosati – va inoltre all’ingegner Stefano Berton, dirigente e Responsabile Unico del Procedimento del progetto, e a tutto il gruppo di lavoro che ha accompagnato ogni fase dell’intervento, contribuendo con professionalità e impegno alla realizzazione di un progetto di grande valore per la città. La qualità del risultato raggiunto è il frutto di un lavoro condiviso tra competenze tecniche, istituzioni e professionalità che hanno saputo restituire alla comunità un luogo simbolo della storia e dell’identità di Rieti”.

 

24_07_2026

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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