Riaprirà a breve del Roma Outlet Village del Soratte: un’occasione anche per Tuscia di nuovi posti di lavoro

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Redazione Viterbo,7.7.26 Ottocento nuovi posti di lavoro, tra impiegati diretti e indotto, a pieno regime, una volta completato lo sviluppo del nuovo Roma Outlet Village. Posti per candidarsi ai quali proprio in queste ore verrà attivata una piattaforma dedicata. Il prossimo autunno, terminerà la prima fase della riqualificazione dell’ex Soratte Outlet, circa 90 negozi apriranno al pubblico, […]

Redazione

Viterbo,7.7.26

Ottocento nuovi posti di lavoro, tra impiegati diretti e indotto, a pieno regime, una volta completato lo sviluppo del nuovo Roma Outlet Village. Posti per candidarsi ai quali proprio in queste ore verrà attivata una piattaforma dedicata. Il prossimo autunno, terminerà la prima fase della riqualificazione dell’ex Soratte Outlet, circa 90 negozi apriranno al pubblico, tra cui un nuovo McDonald’s, il primo Starbucks Coffe della zona, e tanti brand di moda, beauty, lifestyle e sportswear, che ovviamente avranno come primo bacino occupazionale da cui attingere quello della cintura dei Comuni a ridosso del Tevere, sia sulla sponda reatina (da Magliano Sabina a Passo Corese), sia su quella romana (Sant’Oreste e Ponzano Romano su tutti, ma anche Filacciano, Nazzano, Torrita Tiberina e Fiano Romano). 
Ecco perché la riapertura dell’Outlet, sotto il vessillo del gruppo Percassi, è senza dubbio l’evento più atteso del 2026. A fornire i dettagli dell’operazione è Luca Nasi, general manager di Arcus Real Estate, società del gruppo specializzata nella gestione e valorizzazione di progetti outlet, che Il Messaggero ha incontrato negli uffici di Milano San Babila.
«Sappiamo bene quanta aspettativa ci sia attorno al nuovo Roma Outlet Village. Pur rivolgendoci a un bacino di utenza ampio, che comprende Roma e la sua area metropolitana, fin dall’inizio abbiamo voluto costruire un progetto strettamente legato al territorio che ci accoglierà. Vogliamo fare in modo che il nuovo Village diventi un volano per la promozione turistica e culturale dell’intera area, dei suoi bellissimi borghi, delle sue tradizioni e della sua enogastronomia. Penso, tra le altre cose, al bunker del Monte Soratte e a tutte le attrazioni che la Sabina ha da offrire. Vogliamo creare una sinergia tra la vocazione commerciale del progetto e la valorizzazione del territorio che lo ospita». 
E poi ovviamente non si può non parlare dell’aspetto occupazionale. «Non ci occuperemo direttamente del reclutamento del personale, dal momento che i brand che apriranno avranno totale autonomia su questo. Il nostro ruolo sarà quello di agevolare il dialogo con il territorio e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per questo, in collaborazione con Cving, abbiamo attivato una piattaforma dedicata alla raccolta delle candidature, attraverso la quale sarà possibile proporsi per le diverse opportunità professionali che accompagneranno lo sviluppo del progetto. Abbiamo già conferme che questa apertura rappresenterà anche la possibilità per qualche talento del territorio che si è allontanato per lavoro di riavvicinarsi a casa». 
L’investimento complessivo ammomta a 100 milioni di euro. «Il centro è stato nei nostri radar per anni, e nel 2016 il Gruppo se lo è aggiudicato. La riqualificazione fu poi rallentata per una serie di motivi, tra i quali il Covid, per riprendere slancio non appena le condizioni lo hanno consentito. Ora possiamo dire che riapriremo una struttura, in piena armonia con il contesto che lo circonda. Non ci sarà nessuna megastruttura, ma un’evoluzione naturale di ciò che già esisteva». Tempi di apertura? «Apriremo la prima area tra fine ottobre e inizio novembre, comunque prima del Black Friday, e saremo operativi per Natale. Questa prima apertura comprenderà circa 90 negozi; successivamente il progetto proseguirà con una seconda fase che completerà il Roma Outlet Village con ulteriori 60 punti vendita». 
Alcuni amministratori dei Comuni dell’area hanno avviato iniziative autonome per “formare” i giovani del territorio che intendono candidarsi per le posizioni aperte. «Insieme all’amministrazione comunale di Sant’Oreste abbiamo definito specifici percorsi di formazione rivolti ai candidati e a chi desidera rafforzare il proprio profilo professionale. Il programma prevede corsi di inglese e marketing, pensati per sviluppare competenze sempre più richieste nel settore. I brand che apriranno nel Village manterranno piena autonomia nella selezione del personale, ma crediamo sia importante creare, insieme al territorio, le condizioni migliori affinché le opportunità occupazionali generate dal progetto possano tradursi in benefici concreti per la comunità locale». 

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Fonte: www.viterbopost.itViterbo

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