Un pasticcio giudiziario. La “Torre di Chia”, fu, o non fu proprietà di P.P Pasolini e dei suoi eredi ?

Redazione Viterbo19.9.26 Le ultime notizie riferiscono che l’attuale “proprietario” della Torre di chia, precisamente l’attore Gabriele Gallinari assistito dall’avv.Elena Provenzani, quella che fu il buen retiro del poeta Pasolini, ha ricevuto un’intimazione di rilascio dell’immobile in favore della Regione Lazio. Il provvedimento amministrativo segue un provedimento giudiziario che ha riconosciuto alla Università agraria di Soriano […]

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Viterbo19.9.26

Le ultime notizie riferiscono che l’attuale “proprietario” della Torre di chia, precisamente l’attore Gabriele Gallinari assistito dall’avv.Elena Provenzani, quella che fu il buen retiro del poeta Pasolini, ha ricevuto un’intimazione di rilascio dell’immobile in favore della Regione Lazio.

Il provvedimento amministrativo segue un provedimento giudiziario che ha riconosciuto alla Università agraria di Soriano nel Cimino il carattere demaniale del complesso. Ma sono passati 50 anni dalla morte di P.P.Pasolini che a suo tempo (anni 60) acquistò per regolare rogito notarile la Torre e le aree circostanti dal Comune di Soriano che ebbe, con documento scritto, escludere il carattere demaniale del complesso, quindi darne possibilità di vendita.

Acquisto pertanto regolare, mai contestato in oltre mezzo secolo.

Alla morte di Pasolini nel novembre 1975 sua cugina Graziella Carcossi mantenne il possesso dell’immobile per poi tentarne la vendita allo Stato che dal 2001 lo aveva sottoposto a vincolo del Ministero per i Beni ed attività culturali.

Il Ministero non esercitò la facoltà della prelazione e, sempre, con regolare atto notarile, sempre con la dichiarazione del Comune di Soriano che su di esso non gravavano usi civici il predetto Gabriele Gallinari ne divenne proprietario.

L’Università agraria di Soriano, che negli anni mai si era fatta sentire, ebbe rivendicare, solo nel 2022, che nella sua disponibilità vi era anche la Torre di Chia. Appunto sorto il contenzioso giudiziario tutt’ora in corso.

Il Commissario non demorde ed ha chiesto alla Regione Lazio di procedere allo “sfratto” in forza di una provvisoria pronuncia della Corte di Appello di Roma, che solo nel 2028 ha in calendario la decisione finale finale.

A questo punto la vicenda diventa paradossale.

Pasolini acquista. con regolari atti notariali la, Torre di chia, ne effettua un restauro che appunto consente oggi una frubilibità che altrimenti sarebbe stata compromessa per disinteresse dell’ente pubblico proprietario, poi, gli eredi Pasolini offrono allo Stato l’acquisto, ma proprio il Ministero che sul bene aveva posto un vincolo, non risponde e dunque si procede per le vie ordinarie ad una vendita sempre con la certificazione di assenza di usi civici a favore di chicchesia.

Dopo, nel 2022, spunta il Commissario della Università agraria che, rivendicando la demanialità dell’area, pertanto l’impossibile cessione a chiunque di un bene demaniale, ebbe adire il Tribunale di Roma per ottenerne la restituzione.

La Corte di Appello di Roma, con provvedimento interno del procedimento ha accolto la tesi della Università Agraria e disposto nelle more del giudizio l’esecuzione del rilascio.

Queste le “vicende” della torre di Chia che evidenziano un profondo disordine amministrativo e sopratutto di incertezza del diritto in Italia.

Dopo ben due atti di vendita notarili si scopre che non era possibile qualsiasi cessione di un bene demaniale, quando chi ne aveva proprietà, cioè il Comune di Soriano nel Cimino, aveva dichiarato l’assenza di usi civici, quindi la possibile cessione.

L’attuale commissario dell’Università Agraria, le cui facoltà in materia sono in discussione, procede per la reintegra di un bene che in passato mai aveva ritenuto possederlo.

Veramente paradossale ritenere che Pasolini ed i suoi aventi causa siano stati “abusivi” per oltre 60anni e che abbiano compiuto atti conservativi dell’immobile a loro spese ed onere senza che alcuno degli enti pubblici glielo abbia impedito, in particolare il Ministero Beni culturali, titolare di un vincolo.

Conclusione.

Se dovesse alla fine la Università agraria di Soriano vincere la causa, chi pagherà agli eredi Pasolini ed al sig. Gallinari le opere conservative e migliorative effettuate sulla Torre che invece, nel disinteresse proprio di chi oggi pretende la proprietà, in mancanza dei restauri effettuati la Torre di Chia ,forse, non esisterebbe più.

Chi pagherà l’indennizzo per i miglioramenti ? Il solito cittadino.

Fonte: www.viterbopost.itViterbo

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