Una risposta forte, corale, carica di emozione e determinazione. Centinaia di persone si sono ritrovate nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 20 ottobre, davanti alla Palestra Popolare del Dopolavoro Ferroviario di Velletri, la Demon Gym, per esprimere solidarietà dopo il grave incendio che, nella notte, ha devastato parte dei locali della struttura sportiva situata nelle vicinanze della stazione ferroviaria.
Giovani, adulti, anziani, famiglie, rappresentanti delle associazioni e semplici cittadini hanno preso parte al sit-in organizzato alle 18.30, dando vita a una partecipata manifestazione di vicinanza a una realtà che, negli anni, è diventata un importante punto di riferimento per la vita sociale, sportiva e culturale della città.
Un incendio ritenuto di natura dolosa, sul quale sono in corso gli accertamenti della Polizia di Stato del Commissariato di Velletri, i cui agenti hanno effettuato sopralluoghi e rilievi per l’intera mattinata, anche con l’ausilio della Polizia Scientifica. Le indagini dovranno chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare gli eventuali responsabili.
Anche Castelli Notizie ha preso parte all’incontro, portando la propria solidarietà e raccogliendo le testimonianze dei protagonisti, seguendo il presidio e documentato gli interventi dei responsabili delle associazioni.
Mattia Bongianni ricostruisce la notte dell’incendio: «Danni ingenti alla palestra, locali ancora sotto sequestro»
A ricostruire quanto accaduto nella notte è stato Mattia Bongianni, responsabile dell’associazione Dopolavoro Ferroviario, che nel corso del presidio ha fornito importanti dettagli sulla dinamica dell’episodio e sulle condizioni in cui si trova attualmente la Demon Gym Velletri, la palestra popolare colpita dalle fiamme.
«Questa notte, intorno a mezzanotte e mezza, c’è stato questo spiacevole episodio, ovvero un incendio di natura dolosa nei pressi degli spazi della palestra popolare», ha spiegato Bongianni davanti alle centinaia di persone intervenute.
Al momento dell’incendio la struttura era chiusa e non c’era nessuno all’interno, essendo il lunedì il giorno di chiusura delle attività.
«Le autorità, i Vigili del Fuoco e la Polizia sono intervenuti e ci hanno comunicato subito ciò che stava succedendo, anche perché, come ben sapete, il lunedì noi siamo chiusi e quindi non c’era nessuno a quell’ora».
Una volta raggiunto il Dopolavoro Ferroviario, i responsabili hanno potuto effettuare una prima valutazione dall’esterno, senza tuttavia avere accesso ai locali, sottoposti a sequestro nell’ambito degli accertamenti.
Il quadro dei danni, secondo quanto riferito da Bongianni, appare particolarmente pesante. A essere stata colpita soprattutto la sala pesi, dove numerosi macchinari sono stati danneggiati, insieme alla pavimentazione e all’impianto di illuminazione.
«Non siamo potuti entrare perché era già tutto sotto sequestro per l’indagine, però abbiamo notato che i danni sono notevoli, soprattutto nell’area della sala pesi, dove molti macchinari sono danneggiati, il pavimento è danneggiato».
Le conseguenze dell’incendio non si sarebbero limitate alla zona maggiormente interessata dalle fiamme. Nell’area destinata al pugilato sarebbe crollata anche una parte del controsoffitto, mentre ulteriori danni avrebbero riguardato pareti, finestre e specchi.
Una situazione che rende ancora più urgente comprendere quando sarà possibile intervenire per ripristinare gli ambienti e restituirli agli sportivi.
Bongianni ha spiegato che, nel corso della mattinata di martedì, gli agenti della Polizia Scientifica hanno effettuato i rilievi necessari, nell’ambito delle indagini coordinate dal Commissariato di Polizia di Velletri.
«Questa mattina è venuta la Scientifica per effettuare tutti i rilievi e ci hanno comunicato che, per adesso, la palestra non potrà essere utilizzata per l’indagine».
Resta ancora da chiarire chi abbia provocato l’incendio e quali possano essere state le motivazioni del gesto.
«Non si conosce la matrice di questo atto», ha precisato il responsabile del Dopolavoro Ferroviario, spiegando come la manifestazione fosse stata organizzata non soltanto per condannare l’accaduto, ma anche per riflettere sul valore degli spazi associativi e sulle difficoltà affrontate nel corso degli anni.
Il suo intervento ha quindi introdotto le testimonianze di Leonardo Caponera, responsabile della Palestra Popolare, e Martina Angelono, presidente dell’associazione R/Esistenza, che hanno ribadito la volontà di ricostruire quanto danneggiato e riprendere al più presto tutte le attività.
Leonardo Caponera: «Undici anni di sacrifici. Colpire la palestra significa colpire una comunità»
Tra gli interventi più significativi quello di Leonardo Caponera, responsabile della Palestra Popolare, Demon Gym, che ha ricordato il lungo percorso compiuto per realizzare e far crescere uno spazio costruito attraverso l’impegno diretto dei volontari e il sostegno della cittadinanza.
«Noi siamo qui da 11 anni e chi ci è stato vicino all’inizio lo sa: abbiamo costruito tutto un po’ per volta, con voi, con le nostre mani, con quello che ci avete potuto dare, con l’aiuto di tutti», ha ricordato davanti ai numerosi presenti.
Caponera ha ripercorso le attività sviluppate negli anni, dalle iniziative culturali e aggregative ai progetti sportivi, con particolare attenzione al pugilato e alla recente realizzazione di una sala pesi accessibile a tutti.
«Abbiamo fatto tanti progetti. La palestra era uno dei punti di forza, con uno sport a prezzi accessibili e di qualità, che abbiamo garantito negli anni. Abbiamo portato risultati con il pugilato e ci eravamo estesi con una sala pesi, mantenendo sempre prezzi bassi».
Ma il valore della struttura, ha sottolineato, va ben oltre l’attività fisica. «Abbiamo fatto progetti con l’Alfad, con il Centro di Salute Mentale, con le scuole e il doposcuola. Davanti a questo, dare fuoco a tutto significa interrompere una catena di attività, colpire una comunità».
Parole accolte con partecipazione dai presenti, consapevoli del lavoro svolto negli anni dai volontari.
«Fateci rientrare, al resto penseremo noi»
Il messaggio più forte lanciato da Leonardo Caponera riguarda la volontà di ricostruire immediatamente quanto è andato distrutto. «Noi, come abbiamo sempre fatto con le nostre mani, ce la possiamo fare. Se ci aiutate, come ci avete sempre aiutato, noi ce la possiamo fare».
La richiesta principale è quella di poter tornare quanto prima nei locali, non appena gli accertamenti e le condizioni di sicurezza lo consentiranno, per avviare gli interventi di ripristino. «Dobbiamo poter entrare, dobbiamo poter riparare, perché altrimenti non si riparte. Quello che vi chiediamo, oltre a esserci vicini, è di fare pressione con noi perché ci sia permesso di ricominciare presto».
Anche parlando ai microfoni di Castelli Notizie, Caponera ha ribadito la determinazione dei responsabili della struttura. «Non possiamo aggiungere nulla perché ci sono indagini in corso. Quello che ribadiamo è che abbiamo tutte le intenzioni di continuare con le nostre attività e di ricostruire quanto abbiamo già costruito. Non abbiamo mai chiesto aiuto a nessuno, se non alla comunità che ci ha sempre supportato».
Particolare attenzione è stata riservata ai più giovani. «Non si può interrompere l’attività dei bambini per un mese, due mesi. Ci serve ricominciare, il resto lo facciamo noi».
Martina Angeloni: «L’aggregazione fa paura, ma noi non ci spaventiamo»
Particolarmente sentito anche l’intervento di Martina Angeloni, presidente dell’associazione R/Esistenza, che ha rivendicato il valore sociale e aggregativo degli spazi del Dopolavoro Ferroviario. «L’aggregazione fa paura, uno spazio libero fa paura, uno spazio sociale e politico fa paura. Negli anni abbiamo costruito tanto in questo luogo: lotte, legami, una piccola fortezza in cui ritrovarsi, ragionare insieme e organizzarsi».
Secondo Martina, il danno più grave è quello subito dalle persone che quotidianamente frequentano la struttura. «Siamo amareggiati per questo attacco perché a rimetterci sono i ragazzi e le ragazze che vivono la palestra tutti i giorni. Sono i bambini e i giovani che si allenano al suo interno».
Poi il messaggio di determinazione: «Ma noi non ci spaventiamo. Ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo, forti di una rete solida costruita negli anni. Non daremo mai la soddisfazione a nessuno di stare chiusi anche un solo giorno in più del dovuto».
Martina ha inoltre confermato che, nonostante i danni provocati dall’incendio, numerose attività proseguiranno regolarmente.
«Mentre attendiamo che si sblocchi tutto e che riusciamo a entrare e sistemare, il resto delle nostre attività continua: i progetti con il Centro di Salute Mentale, con l’Alfad, il doposcuola, le attività artistiche e musicali».
Confermata anche la prosecuzione dei corsi di pugilato negli spazi dell’ex Casermaccia, recentemente ottenuti in concessione.
«Fortunatamente lì continueranno i corsi. Speriamo però di ripartire al più presto con tutto, perché la palestra è una parte fondamentale di questo spazio».
Ermanno Passina ricorda le battaglie per salvare il Dopolavoro Ferroviario
Tra gli interventi anche quello di Ermanno Passina, storico presidente del Dopolavoro Ferroviario, che ha ripercorso alcune delle vicende più significative della lunga storia della struttura, ricordando le battaglie sostenute per mantenerla aperta e preservarne la destinazione sociale e sportiva.
Passina ha ricordato un primo momento di difficoltà risalente al 1986, legato alla realizzazione del bocciodromo, e soprattutto il successivo progetto delle Ferrovie dello Stato che prevedeva la trasformazione dell’area in un centro commerciale.
Una prospettiva alla quale il Dopolavoro si oppose con decisione. Nel suo intervento ha ricordato anche il ruolo dell’allora sindaco Bruno Cesaroni, al quale ha attribuito il merito di aver impedito la realizzazione del progetto commerciale. «Dobbiamo ringraziare Cesaroni se noi ancora stiamo qua, perché, sul mio impulso, bocciò il progetto delle Ferrovie dello Stato».
Passina ha ricordato come, pur appartenendo a sensibilità politiche differenti, il confronto con l’allora primo cittadino fosse stato determinante per salvaguardare gli spazi. «Nonostante siate una roccaforte di sinistra, siete gli unici che fate qualcosa per Velletri», avrebbe detto Cesaroni, secondo il racconto dello storico presidente.
Un passaggio con il quale Passina ha voluto ribadire il carattere aperto e inclusivo del Dopolavoro Ferroviario. «Noi abbiamo accolto tutti, di qualsiasi orientamento e religione, perché il Dopolavoro, secondo me, è aperto a tutti».
Infine, il ricordo dell’incontro con i giovani che, a partire dal 2015, hanno contribuito a rilanciare gli spazi attraverso nuovi progetti sportivi, culturali e sociali.
Al termine degli interventi pubblici, gli organizzatori hanno invitato i presenti a fermarsi per confrontarsi e condividere idee e proposte. «Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, qualsiasi chiacchiera, qualsiasi confronto. Rimaniamo qui per creare questo presidio, che secondo noi è una risposta importante che diamo a tutta la città, a tutta la comunità di Velletri».
Una città che si stringe attorno alla sua Palestra Popolare
La presenza di circa 300 persone ha rappresentato la testimonianza più evidente del legame tra il Dopolavoro Ferroviario e una parte significativa della comunità veliterna. Un legame costruito nel tempo grazie ad attività sportive a costi accessibili, iniziative culturali, percorsi di inclusione, collaborazioni con il mondo della scuola e progetti rivolti anche alle persone più fragili.
La Demon Gym Velletri è una realtà che ha saputo distinguersi per la propria filosofia: rendere lo sport accessibile a tutti, attraverso abbonamenti e soluzioni a prezzi popolari, senza rinunciare alla qualità delle attrezzature e alla professionalità del personale. La Demon Gym dispone infatti di macchinari di livello e può contare sull’impegno quotidiano di istruttori e collaboratori che si prodigano per seguire gli iscritti, accompagnandoli nei loro percorsi di allenamento e crescita sportiva.
Un progetto che unisce l’attenzione alla preparazione atletica ai valori dell’inclusione, della socialità e della solidarietà, offrendo opportunità anche a chi, per ragioni economiche, potrebbe incontrare difficoltà nell’accedere ad altre strutture sportive.
Negli anni la palestra ha ampliato le proprie attività, ottenendo risultati importanti anche nel pugilato e sviluppando una sala pesi attrezzata, mantenendo sempre fede alla propria vocazione popolare.
La partecipazione al sit-in ha dimostrato come la Palestra Popolare venga percepita da molti non soltanto come un luogo in cui allenarsi, ma come uno spazio di aggregazione e crescita collettiva. Resta ora l’attesa per gli sviluppi delle indagini condotte dal Commissariato di Polizia di Velletri e per la possibilità di avviare gli interventi necessari alla riapertura dei locali danneggiati.
Il messaggio emerso dalla serata è stato unanime: la volontà di non arrendersi, di ricostruire e di continuare a mantenere vivi gli spazi del Dopolavoro Ferroviario.
Perché, come hanno ripetuto più volte i protagonisti della mobilitazione, l’incendio ha colpito una palestra, ma non è riuscito a spegnere la comunità che negli anni le ha dato vita.
