La politica, il confronto democratico e il valore del dialogo tra avversari. Ma anche un messaggio che, inevitabilmente, assume un significato particolare alla luce degli attuali equilibri politici veliterni.
La partecipazione del presidente del Consiglio comunale Salvatore Ladaga alla Festa de l’Unità di Velletri non è passata inosservata. Invitato dagli organizzatori a intervenire al convegno “80 anni di Repubblica, democrazia e libertà”, Ladaga ha preso parte al dibattito insieme al capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo Nicola Zingaretti, alla senatrice Cecilia D’Elia, al segretario cittadino del Pd Edoardo Menicocci, allo storico Gregorio Staglianò, con la moderazione di Giada O’Kelly.
Un confronto istituzionale e politico che, di per sé, rappresenta un segnale di apertura al dialogo tra culture politiche diverse, ma che arriva anche in una fase delicata per gli equilibri della maggioranza che sostiene il sindaco Ascanio Cascella.
“La politica deve tornare a parlarsi”
Ladaga ha ringraziato gli organizzatori per l’invito, definendolo un’importante occasione di confronto con una forza politica diversa dalla propria. Nel corso del suo intervento ha rivendicato il valore della democrazia e della libertà di confronto, richiamando anche il Manifesto di Ventotene.
“Il Manifesto di Ventotene spiega che la politica deve generare una speranza. Io lo dico da sempre”.
Ha poi affrontato il tema della memoria democratica, affermando: “Non so chi si deve arrabbiare per il 25 aprile, io no”.
Un passaggio che conferma la volontà di mantenere un approccio istituzionale su temi che negli ultimi mesi hanno spesso alimentato il dibattito politico nazionale.
“Non siamo nemici, siamo avversari”
Tra i passaggi più significativi del suo intervento quello dedicato al modo di intendere il confronto politico.
“Non siamo nemici quando non siamo insieme, siamo avversari”.
Secondo Ladaga la politica deve recuperare la propria funzione naturale di luogo del confronto, superando la logica della contrapposizione permanente. “La verità in tasca non ce l’ha nessuno”.
Da qui anche la riflessione sulla crisi dei partiti tradizionali, sulla scomparsa delle sezioni politiche e sulla necessità di ricostruire una nuova classe dirigente.
“Ascolto tutti”
Nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale ha ricordato come, nella propria esperienza politica, abbia sempre privilegiato il dialogo anche con chi appartiene a schieramenti diversi.
“Ascolto tutti, parlo con tutti e decido quello che è meglio per il mio territorio. Non lo faccio mai da solo”.
Un concetto rafforzato da un’altra affermazione.
“Spesso e volentieri lo faccio anche e soprattutto con quelli che non ci votano”.
Parole che richiamano anche alcune delle scelte compiute negli ultimi anni, quando Forza Italia, guidata proprio da Ladaga, sostenne il sindaco di centrosinistra Orlando Pocci, contribuendo alla stabilità dell’amministrazione tra il 2018 e il 2023.
Il riferimento a Velletri
Nel corso dell’incontro Ladaga ha anche rivendicato il proprio ruolo istituzionale.
“Rivendico con forza che sto fuori dalla gestione. Non voglio avere responsabilità che non mi appartengono ma resterò vigile sul ruolo della politica tutta”.
Un’affermazione che assume un significato particolare alla luce della situazione amministrativa veliterna. Da oltre un anno, infatti, Forza Italia continua a chiedere verifiche di maggioranza e una propria rappresentanza in Giunta, rimasta vacante dopo le dimissioni dell’assessore Fausto Servadio. Una richiesta che, almeno fino a oggi, non ha trovato risposta, lasciando l’esecutivo con un assessore in meno rispetto alla composizione originaria.
Un segnale politico?
La presenza di Ladaga alla Festa de l’Unità non può essere letta come un semplice cambio di schieramento, né tantomeno come l’anticipazione di future alleanze. Lo stesso Presidente del Consiglio comunale ha più volte ribadito il valore del dialogo con tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica.
È però difficile ignorare il peso politico di un’immagine che lo ritrae sul palco della manifestazione organizzata dal Partito Democratico, accanto a esponenti di primo piano del centrosinistra, proprio mentre nella maggioranza di centrodestra restano aperte alcune questioni politiche e amministrative.
Del resto, ormai da decenni Ladaga ha dimostrato di essere uno degli interpreti più influenti della politica veliterna, risultando determinante prima nella tenuta dell’amministrazione Pocci e successivamente nel percorso che ha portato all’elezione del sindaco Cascella. Aspetti che si riscontrano anche andando a ritroso nel tempo.
Per questo motivo, più che il contenuto del convegno, è il contesto in cui si inserisce la sua partecipazione a non passare inosservato. Perché se è vero che il Presidente del Consiglio comunale continua a rivendicare il dialogo come metodo della politica, è altrettanto vero che la sua centralità negli equilibri cittadini resta un elemento con cui tutti gli schieramenti sono chiamati a confrontarsi, anche in vista delle future scadenze elettorali.
