Presentata a Velletri “La voce del silenzio – APS Alberto Barsi”, associazione dedicata alla LIS, all’inclusione e al sostegno delle persone sorde
“Ci sono voci che non hanno bisogno di suoni per volare. Unisciti a noi per dare spazio al silenzio, spiegare le ali e fare un pezzo di strada insieme”.
È racchiuso in queste parole il senso più profondo de “La voce del silenzio – APS Alberto Barsi”, la nuova associazione di promozione sociale presentata a Velletri nella giornata di domenica 13 settembre. Un progetto nato per promuovere la conoscenza della Lingua dei Segni Italiana, favorire l’inclusione delle persone sorde e costruire un luogo di incontro aperto alle famiglie e all’intera comunità.
A ideare, progettare e volere con determinazione l’associazione è stata Simona Barsi. che ha scelto di dedicarla al padre Alberto, scomparso nell’agosto dello scorso anno all’età di 74 anni. Da un dolore personale è così nato un impegno collettivo, capace di trasformare la memoria in un servizio rivolto agli altri.
La presentazione si è svolta negli spazi di Morice 17, ambiente suggestivo e complementare dello storico ristorante Ezio al Ponte.
Numerosa la partecipazione di persone sorde e delle loro famiglie, insieme a cittadini interessati a conoscere più da vicino la Lingua dei Segni Italiana.
Il ricordo di Alberto Barsi diventa un progetto di inclusione
Alberto Barsi è stato una figura conosciuta e stimata nel commercio veliterno. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la serenità, l’educazione, la discrezione e quel sorriso attraverso il quale riusciva a comunicare più di molte parole. La sua scomparsa, avvenuta il 13 agosto 2025, aveva profondamente colpito i familiari, gli amici e quanti avevano avuto modo di incontrarlo.
A custodirne oggi il ricordo è anche questa associazione, nata dal desiderio della figlia Simona di offrire a Velletri ciò che spesso manca alle persone sorde e alle loro famiglie: uno spazio nel quale incontrarsi, comunicare, imparare e sentirsi parte di una comunità.
Nel corso della serata, Simona Barsi – affiancata dal fratello Valentino – ha raccontato con emozione le radici di un progetto che affonda nella propria storia familiare.
«Porto con me un sogno fin da bambina. Sono figlia di genitori sordi: nella nostra famiglia le parole si leggevano soprattutto negli sguardi e nei movimenti delle mani. Lo scorso anno ho perso mio padre e da quel dolore è nata un’associazione di promozione sociale fondata sul volontariato, sull’inclusione e sull’impegno», ha spiegato.
Una “casa” per le persone sorde e le loro famiglie
L’obiettivo è creare a Velletri un punto di riferimento stabile, capace di accogliere le persone sorde, i loro familiari e chiunque desideri avvicinarsi alla Lingua dei Segni Italiana.
«Vorrei che “La voce del silenzio” diventasse una vera casa per le persone sorde, quel punto d’incontro che oggi non c’è: una comunità aperta e accogliente. In questo progetto sto mettendo la mia anima, il mio studio e tutte le mie energie, affinché l’accoglienza possa essere piena», ha aggiunto Simona.
Tra le prime attività previste ci sono i corsi di LIS, che saranno tenuti da docenti specializzati e saranno aperti a tutta la popolazione, senza esclusioni. Non soltanto, dunque, alle persone sorde e ai loro familiari, ma anche a cittadini udenti interessati ad acquisire uno strumento di comunicazione e inclusione.
Una scelta importante, perché imparare la lingua dei segni non significa soltanto apprendere nuovi gesti. Significa conoscere una cultura, ridurre le distanze e permettere a un numero sempre maggiore di persone di comunicare senza incontrare barriere.
L’associazione non dispone ancora di una propria sede, ma i primi corsi saranno ospitati negli spazi di Kaizen, grazie alla disponibilità di Veronica De Marchis.
«Ringrazio Veronica per aver creduto in me e in questo progetto fin dall’inizio – ha sottolineato Simona Barsi –. Vogliamo anche accompagnare le persone sorde alla scoperta del mondo olistico, creando un ponte tra benessere interiore e corpo. Il nostro sogno sta iniziando a mettere radici grazie a tutte le persone che mi sono state vicine e continuano a darmi la forza per andare avanti».
Le porte dell’associazione, ha ribadito la promotrice, saranno aperte a chiunque desideri partecipare: «Siamo qui per presentarci, ma soprattutto per invitare tutti a compiere questo viaggio insieme a noi».
Chiara Ercoli: «Un progetto meraviglioso nato dal cuore»
Alla presentazione ha preso parte anche la vicesindaca di Velletri Chiara Ercoli, che nel suo intervento ha sottolineato il valore umano e sociale dell’iniziativa.
«Posso comprendere ciò che si prova quando si desidera realizzare qualcosa nel nome di un papà che non c’è più. È un dolore che conosco e che può generare qualcosa di importante», ha dichiarato rivolgendosi a Simona Barsi.
«Riuscirai a realizzare ciò che hai in mente perché possiedi una forza che va oltre gli ostacoli. Tutto ciò che viene fatto con il cuore riesce a superarli. Mi piace molto il nome “La voce del silenzio”, perché il progetto non riguarda soltanto la lingua dei segni».
La vicesindaca ha poi richiamato il valore della comunicazione attraverso gli occhi, le mani e l’espressione del volto in una società nella quale i rapporti passano sempre più spesso attraverso uno schermo.
«Concentrarsi sul linguaggio dei gesti e riportare l’attenzione sugli occhi può fare davvero la differenza. Mi colpisce anche l’amore che Simona dimostra per questa città, un sentimento dal quale tutti dovremmo prendere esempio. Voler condividere con Velletri questo progetto è qualcosa di meraviglioso».
La voce del verbo “sentire”
Quella vissuta a Morice 17 non è stata soltanto l’inaugurazione di una nuova associazione. È stato l’incontro tra persone che hanno scelto di “sentire”, attribuendo a questo verbo un significato più ampio della semplice percezione di un suono.
Sentire significa anche comprendere, accogliere, intuire un’emozione e riconoscere le necessità dell’altro. È un linguaggio che attraversa gli sguardi, le mani e il cuore, superando i limiti della parola pronunciata.
Durante la serata, l’accoglienza di Franco Salvatori e della figlia Daniela, del ristorante Ezio al Ponte, ha accompagnato i diversi momenti dell’incontro. Ai racconti e alle testimonianze si sono uniti i profumi della cucina tradizionale e le eccellenze vinicole del territorio, in un clima di autentica condivisione.
Il nome scelto per l’associazione richiama inevitabilmente anche “La voce del silenzio”, la celebre canzone portata al successo da Mina e firmata, tra gli altri, da Paolo Limiti. Un breve verso sembra restituire il senso della serata: “Ci sono cose nel silenzio che non mi aspettavo mai”.
A Velletri, quel silenzio ha trovato una voce nelle mani, negli occhi e nell’impegno di chi ha deciso di trasformare un ricordo familiare in una nuova opportunità per tutta la comunità.