Nazareno Ferrazza richiama l’attenzione sulla carenza di medici nei Pronto Soccorso della ASL Roma 6: criticità ad Ariccia, Frascati, Velletri e Anzio
La carenza di medici nei Pronto Soccorso della ASL Roma 6 continua a rappresentare una delle principali criticità per la sanità del territorio, con ripercussioni che interessano direttamente strutture strategiche come quelle di Ariccia, Frascati, Velletri e Anzio.
A richiamare l’attenzione sul tema è Nazareno Ferrazza, presidente dell’associazione culturale “Il Mondo delle Idee”, che in un contributo inviato alla nostra redazione ha ricostruito i tentativi messi in campo negli ultimi anni dalla ASL Roma 6 per reperire Dirigenti Medici nella disciplina di Medicina d’Emergenza-Urgenza.
Un quadro che, leggendo le delibere aziendali citate da Ferrazza, restituisce tutte le difficoltà incontrate nel coprire i turni dei Pronto Soccorso.
In una recente deliberazione del Direttore Generale della ASL Roma 6, relativa al conferimento di un incarico libero professionale per un medico da assegnare al Pronto Soccorso dell’Ospedale dei Castelli, viene infatti richiamata la «persistente carenza di personale medico presso i Pronto Soccorso aziendali», situazione che continuerebbe a determinare «rilevanti criticità nella copertura dei turni di servizio».
Concorsi con pochissimi candidati
Ferrazza ripercorre quindi alcuni passaggi significativi delle procedure di reclutamento avviate negli ultimi anni.
Nell’aprile 2024 la ASL Roma 6 aveva indetto un avviso pubblico a tempo determinato per il reclutamento di Dirigenti Medici in diverse discipline, compresa quella di Emergenza-Urgenza, con 21 posti messi a bando.
Alla procedura, espletata nel giugno dello stesso anno, partecipò però un solo candidato, senza che fosse possibile procedere ad alcuna assunzione.
Nel dicembre 2024 venne poi indetto un nuovo concorso pubblico a tempo indeterminato, comprendente 26 posti nella disciplina di Emergenza-Urgenza.
Anche in questo caso, però, l’esito fu particolarmente critico: la graduatoria approvata nel novembre 2025 risultò composta da un solo vincitore, che successivamente rifiutò la proposta di assunzione.
Una situazione che ha costretto l’Azienda sanitaria a ricorrere anche a forme di lavoro autonomo per garantire la continuità del servizio, come nel caso dell’incarico libero professionale destinato all’Ospedale dei Castelli.
Nel 2026 messi a disposizione 63 posti
Nel corso del 2026 la ASL Roma 6 ha nuovamente provato ad ampliare la platea dei medici da reclutare.
Con una deliberazione del maggio scorso è stato infatti indetto un concorso pubblico per 40 posti a tempo pieno e indeterminato di Dirigente Medico nella disciplina di Medicina d’Emergenza-Urgenza, da destinare alle strutture dell’Azienda.
A questo si è aggiunto un ulteriore avviso pubblico per 23 unità, con contratto a tempo determinato della durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, per rispondere alle esigenze dei Pronto Soccorso aziendali.
In totale, dunque, 63 posti previsti nel 2026.
Ma anche su questo fronte i numeri, almeno finora, non sembrano rassicuranti.
Come evidenziato da Ferrazza, all’avviso pubblico per 23 posti sarebbero stati ammessi al colloquio soltanto sei candidati, un dato che fotografa ancora una volta quanto sia complicato reperire specialisti disponibili a lavorare nell’area dell’emergenza-urgenza.
Un problema che viene da lontano
La difficoltà nel reclutamento dei medici di Pronto Soccorso non è un fenomeno recente.
Ferrazza ricorda come già nell’agosto del 2022 l’allora assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato avesse lanciato l’allarme sulla carenza di medici nel Lazio, quantificandola in circa 1.200 unità, con criticità particolarmente evidenti proprio nei reparti di emergenza-urgenza.
D’Amato aveva anche chiesto una revisione del sistema di accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, ritenendo necessario intervenire sulle modalità di formazione e reclutamento del personale medico.
A distanza di quattro anni, il problema continua dunque a presentarsi con particolare evidenza anche nella ASL Roma 6, dove la difficoltà nel trovare specialisti rischia di incidere direttamente sulla capacità di garantire la piena copertura dei turni nei Pronto Soccorso.
Frascati, Velletri e Ospedale dei Castelli in prima linea
Per il territorio dei Castelli Romani la questione assume un peso ancora maggiore, considerato il ruolo dei presidi di Frascati, Velletri e dell’Ospedale dei Castelli di Ariccia, punti di riferimento per un bacino di utenza molto ampio.
La carenza di personale nell’emergenza-urgenza non riguarda quindi soltanto l’organizzazione interna della ASL, ma tocca direttamente la qualità e la tempestività dell’assistenza assicurata ai cittadini, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso.
«All’avviso pubblico per 23 posti sono stati ammessi solo sei candidati al colloquio: speriamo bene», conclude Ferrazza, richiamando l’attenzione sulla necessità di trovare soluzioni capaci di rendere più attrattivo il lavoro nei Pronto Soccorso e di garantire stabilità agli organici.
Un tema che resta aperto e che, alla luce dei numeri riportati nelle delibere, continuerà inevitabilmente a essere al centro del dibattito sulla sanità dei Castelli Romani e dell’intero territorio della ASL Roma 6.