Ll’incontro “Il modello Lazio – semplificazione, diversificazione e turismo nelle aree agricole”, è stato ospitato nella tardo pomeriggio di martedì 8 settembre, al Teatro del Fieno di Velletri, nell’ambito della 34ª Festa del Fungo Porcino e dell’Agricoltura
Semplificazione amministrativa, diversificazione delle attività agricole, turismo esperienziale, sostegno agli investimenti e valorizzazione delle aree interne. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Il modello Lazio – semplificazione, diversificazione e turismo nelle aree agricole”, ospitato nella tardo pomeriggio di martedì 8 settembre, al Teatro del Fieno di Velletri, nell’ambito della 34ª Festa del Fungo Porcino e dell’Agricoltura.
Un confronto che ha riunito rappresentanti delle organizzazioni agricole, dirigenti regionali e operatori del turismo, fino all’intervento conclusivo dell’assessore regionale al Bilancio, Agricoltura e Sovranità alimentare Giancarlo Righini, che ha illustrato le misure messe in campo dalla Regione Lazio e soprattutto il volume di risorse destinato nei prossimi mesi al comparto.
Pitoni apre il confronto, Genchi: «L’80-85% delle imprese vuole diversificare»
Ad aprire gli interventi è stato Pierpaolo Pitoni, direttore di Copagri Lazio, che ha portato nel dibattito il punto di vista del mondo agricolo.
A seguire ha preso la parola Fabio Genchi, dirigente della Direzione Agricoltura della Regione Lazio, partendo dalle difficoltà economiche che continuano a interessare molte aziende.
«Ci sono poche aziende che chiudono positivamente i propri bilanci. Le imprese faticano, tranne specifici comparti», ha evidenziato Genchi. Da qui la necessità, sempre più avvertita dalle imprese, di costruire nuove fonti di reddito affiancandole alla produzione agricola tradizionale. «Stimo che l’80-85 per cento delle imprese desideri diversificare. Il tema centrale è quindi proprio quello della diversificazione».
Genchi ha inoltre annunciato che proprio in questi giorni è in corso la costituzione delle Commissioni agrarie regionali, inserendo il tema della diversificazione all’interno di un percorso più ampio di riorganizzazione e supporto al settore.
Arsial, Magliano: olio, vino e ospitalità per valorizzare i territori
È quindi intervenuta Serena Magliano, dirigente dell’Area Promozione e Comunicazione di Arsial, illustrando il ruolo dell’Agenzia nella promozione delle produzioni e dei territori del Lazio.
Magliano ha richiamato in particolare la spinta impressa sulle filiere dell’olio e del vino, sottolineando la necessità di collegare sempre più la promozione dei prodotti alla dimensione dell’ospitalità.
Un modello nel quale l’azienda agricola non è soltanto luogo di produzione, ma può diventare anche spazio di esperienza, conoscenza del territorio, accoglienza ed enogastronomia.
Fusco: «L’open air è la seconda forma di turismo dopo l’alberghiero»
Il collegamento tra agricoltura e turismo è stato sviluppato ulteriormente da Ubaldo Fusco, presidente di Faita Federcamping Lazio e vicepresidente nazionale, che si è soffermato sulle potenzialità del turismo open air.
«Siamo la seconda forma di turismo dopo quello alberghiero», ha ricordato Fusco, sottolineando come Roma continui inevitabilmente a rappresentare il grande polo attrattivo della regione, ma come sia necessario costruire un’offerta capace di portare i visitatori anche nel resto del territorio.
«C’è tutto un Lazio intorno e attività come la nostra sono importanti. I campeggi del Lazio si sviluppano per l’80 per cento sulla costa. Perché non guardare anche altrove?».
Fusco ha richiamato anche la crescita del glamping e delle strutture mobili, formule di ospitalità che possono trovare spazio nelle aree rurali e rappresentare una concreta occasione di integrazione tra agricoltura e turismo.
Il concetto espresso è quello di una Capitale da trasformare sempre più in punto di partenza verso il resto della regione: «Roma è fagocitatrice di presenze, ma deve essere vista come una porta».
Righini: «Diversificazione decisiva per dare un secondo pilastro economico alle aziende»
A chiudere il confronto è stato Giancarlo Righini, che ha rivendicato il percorso intrapreso dalla Regione Lazio sulla multifunzionalità e multi-imprenditorialità delle aziende agricole, ricordando come uno dei primi interventi legislativi della Giunta Rocca sia stato proprio quello dedicato a enoturismo e oleoturismo.
Righini ha ricordato come la normativa sulla diversificazione risalga al 2006, ma come negli ultimi anni si sia cercato di arrivare a una piena attuazione delle possibilità previste, intervenendo in particolare sulla semplificazione del sistema autorizzativo regionale.
Secondo l’assessore, uno dei risultati più importanti è la possibilità per le imprese di avere oggi un’unica interlocuzione amministrativa e presentare una sola domanda, evitando il moltiplicarsi dei passaggi burocratici.
La diversificazione, ha sottolineato Righini, diventa ancora più importante in una fase segnata da cambiamenti climatici, crisi internazionali e aumento dei costi delle materie prime.
Per sostenere le aziende durante una stagione particolarmente calda e siccitosa, la Regione ha inoltre disposto – ha ricordato l’assessore – un incremento del 50% del gasolio agricolo agevolato.
«Quando accadono eventi straordinari, che purtroppo accadono sempre più frequentemente, avere un altro pilastro diventa decisivo», è stato il senso dell’intervento dell’assessore, che ha invitato gli imprenditori agricoli a cogliere le opportunità legate alla multifunzionalità e a costruire sinergie con operatori provenienti dal turismo.
Aree interne, turismo e contrasto allo spopolamento
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Righini ha riguardato proprio le aree interne del Lazio, spesso penalizzate dalle difficoltà di collegamento ma caratterizzate, secondo l’assessore, da enormi potenzialità ambientali, paesaggistiche, agricole e culturali.
La promozione di questi territori, collegata alla crescita del turismo esperienziale, può diventare anche uno strumento di contrasto allo spopolamento, consentendo alle aziende di restare sul territorio e contribuendo, allo stesso tempo, alla conservazione di conoscenze, ricette, tradizioni e produzioni locali.
«Il turismo esperienziale è in crescita», ha evidenziato Righini, richiamando l’open air e le esperienze nelle aree interne come una delle direttrici sulle quali costruire la futura offerta turistica regionale.
“Lazio Experience”, il portale per scegliere agriturismi e attività
Righini ha poi ricordato l’attivazione del portale regionale “Lazio Experience”, uno strumento interattivo pensato per consentire ai visitatori di ricercare le strutture in base al Comune, alla provincia e ai servizi desiderati.
Dalla presenza di biciclette e piscina, fino ai cavalli e all’ippoturismo, il portale punta a raccogliere e rendere facilmente accessibile l’offerta legata alla diversificazione e agli agriturismi regionali.
Ma l’assessore ha insistito anche sulla qualità dei servizi: la Regione, ha spiegato, effettua verifiche periodiche per accertare che quanto presentato sul portale istituzionale corrisponda effettivamente all’offerta trovata dai visitatori una volta arrivati sul posto.
Un lavoro accompagnato anche dalla formazione degli operatori attraverso Arsial, con l’obiettivo di innalzare ulteriormente gli standard dell’accoglienza rurale.
Righini: «107 milioni anticipati a luglio, 185 milioni di risorse regionali per gli investimenti»
Il passaggio più rilevante sul piano economico è arrivato quando Righini ha fatto il punto sulle risorse.
L’assessore ha riferito che la Regione ha già messo a disposizione 107 milioni di euro, grazie alle anticipazioni rese possibili da AGEA sulle misure a superficie, portando a luglio pagamenti che tradizionalmente arrivavano tra novembre e dicembre.
A questi si aggiungono 185 milioni di euro di risorse regionali destinate alle misure di investimento entro la fine dell’anno.
Considerando che molti interventi prevedono contributi a fondo perduto compresi indicativamente tra il 40 e il 50% dell’investimento, Righini ha stimato che queste risorse possano generare, sommando la quota degli imprenditori, circa 350-400 milioni di euro di investimenti complessivi sul territorio.
Investimenti destinati a tradursi in nuove strutture, edifici produttivi, capannoni e interventi capaci di rafforzare la competitività delle imprese agricole.
In arrivo il bando agriturismi: 13 milioni, con l’obiettivo di arrivare a 35
Righini ha inoltre annunciato come ormai imminente la pubblicazione del bando dedicato agli agriturismi. La dotazione iniziale sarà di 13 milioni di euro, con l’obiettivo dichiarato dalla Regione di portarla fino a 35 milioni.
Sommando le diverse misure avviate tra aprile e la fine dell’anno, l’assessore ha parlato di oltre mezzo miliardo di euro destinato a ricadere sul territorio, generando investimenti, occupazione e indotto.
Viabilità rurale, altri 12 milioni e un nuovo bando
Nel quadro degli interventi è entrata anche la viabilità rurale, tema particolarmente sentito dalle aziende agricole situate nelle aree più periferiche.
Righini ha ricordato lo stanziamento di 12 milioni di euro di risorse regionali e ha annunciato un secondo bando rivolto ai Comuni, con l’obiettivo di garantire una migliore accessibilità alle aziende, naturalmente nel rispetto dei vincoli paesaggistici e della zonizzazione delle aree interessate.
«L’agricoltore è il primo custode della terra»
Nelle conclusioni l’assessore ha allargato lo sguardo anche alla futura programmazione europea, auspicando che dal 2028 vi sia una maggiore attenzione alle esigenze concrete delle aziende agricole.
Righini ha contestato una visione dell’agricoltura che considera l’agricoltore esclusivamente come soggetto che sfrutta o inquina il territorio, rivendicando invece un principio opposto:
l’agricoltore come primo custode della terra, soggetto che ha interesse diretto a mantenerla fertile, produttiva e coltivabile.
Da qui anche il richiamo alla sicurezza alimentare e alla necessità di riconoscere agli agricoltori una giusta remunerazione per prodotti di qualità.
Righini ha citato come esempio l’olio extravergine di oliva italiano, osservando che produzioni realmente conformi a determinati standard qualitativi hanno inevitabilmente costi superiori rispetto ai prodotti venduti a prezzi estremamente bassi.
Il filo conduttore dell’incontro di Velletri è stato dunque quello di un’agricoltura che non rinuncia alla propria funzione produttiva, ma che può affiancarle turismo, accoglienza, attività esperienziali e valorizzazione territoriale, trasformando la diversificazione in una leva economica capace di sostenere le aziende e, allo stesso tempo, raccontare un Lazio che va ben oltre Roma.
