L ’8 settembre 1943 fu il giorno in cui venne reso noto l’Armistizio di Cassibile, la frazione
siracusana, sede della firma, con cui il Regno d’Italia si arrese agli Alleati durante la seconda guerra mondiale. Alle ore 19.42 del Proclama Badoglio, il maresciallo Pietro Badoglio lesse un messaggio alla radio dell’EIAR che annunciava la fine delle ostilità contro le forze angloamericane. Fu lo sbando. L’esercito italiano si ritrovò senza ordini precisi e di fronte alla reazione dell’ex alleato tedesco. Il re Vittorio Emanuele III e il governo fuggirono da Roma per rifugiarsi a Brindisi. Iniziò l’occupazione tedesca del Paese e prese avvio la Resistenza italiana. Questa in sintesi la storia d’Italia di quel tempo.
In quello stesso giorno Frascati venne bombardata. L’ordine definitivo fu dato il 7 settembre 1943 dal Generale americano dell’aviazione James Harnold Jmmy Doolittle con un dispaccio segreto denominato Peggy Jane nel quale disponeva dettagliatamente l’attacco per distruggere la città. I bombardieri americani colpirono in quattro ondate successive con alcuni minuti di distanza una dall’altra, nella sequenza: 12.09 – 12.16 – 12.27 e l’ultima tra le 12.32 e le 12.38. E fu un catastrofe. Oltre 600 abitanti morti, di questi più di 200 erano minori ed oltre 200 militari colpiti.
Una città sventrata e devastata. I sopravvissuti, scampati al tragico bombardamento ebbero la forza, il coraggio, la fede, di rialzarsi, di ricominciare, di ricostruire. Ieri,8 settembre 2026, a distanza di 83 anni da quel terribile giorno, Frascati, la sua comunità, le Istituzioni hanno ricordato per non dimenticare, per tramandare ai posteri perché non sia solo un frammento di storia, ma costituisca l’eredità vitale per costruire un nuovo futuro, di pace, di fratellanza, di responsabilità.
Dalla mattina, Frascati ha ricordato le vittime con una serie di iniziative significative quanto emozionati. Nel pomeriggio, il lungo corteo istituzionale con la Sindaca Francesca Sbardella in testa insieme al sindaco della Città di Treviso, città sorella, Mario Conte, l’amministrazione comunale al completo, Pierluigi Sanna, vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale, le rappresentanze della Regione Lazio, il Presidente della IV Commissione Consiliare permanente, Marco Bertucci, i consiglieri regionali Daniele Leodori Emanuela Droghei e Michela Califano, oltre 40 sindaci, le rappresentanze con i Gonfaloni, delle Forze dell’Ordine, della Croce Rossa, Comitato Tusculum, della ASL Roma 6, delle Procure della Repubblica di Roma e di Velletri, delle Associazioni partigiane, dei Carabinieri in congedo, delle associazioni Tuscolane, della Banda musicale, dei cittadini, si è portato verso il Monumento ai Caduti, in Via Conti di Tuscolo, dove si è svolta la cerimonia commemorativa con la deposizione della corona d’alloro e gli interventi delle Autorità.
La Sindaca Sbardella nel suo discorso appassionato ed emozionato, ha ricordato quel terribile giorno: i bombardamenti ripetuti in sequenza, la sirena, i morti, la città devastata e trasfigurata, le macerie. La paura. La morte. Ma anche il coraggio, la forza di reagire e di rialzarsi. Di ricostruire. “Oggi la comunità di Frascati si raccoglie per rendere omaggio alle vittime, – ha detto – per ricordare la ferita profonda di cui è stata vittima” e citando l’aforisma di Oscar Wilde: La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé», ha esteso il ricordo individuale alla memoria collettiva. “Anche oggi, in giro per il mondo ci sono tante guerre, che non fanno quasi più notizia sulle pagine dei giornali – ha proseguito – penso all’Ucraina, alla Palestina, dove quotidianamente muoiono tante vittime innocenti. In tempi di guerra come quelli che stiamo vivendo, non dobbiamo perdere lo spirito di fratellanza che qui a Frascati, nonostante la tragedia non è mai venuto meno. E la cittadinanza sopravvissuta ha rialzato la testa con dignità ed impegno ed ha ricostruito la città, rinsaldato le coscienze e lo spirito di comunità che ancora oggi ci porta a ricordare, a fare memoria del passato perché responsabilmente si tragga insegnamento e si costruisca e si tramandi un futuro migliore alle giovani generazioni, Con questo spirito e con questo senso di responsabilità la politica deve testimoniare ed operare concretamente.
Frascati è risorta dalle ceneri come la Fenice, la scultura monumentale, opera dell’artista Fulvio Merolli da poco inaugurata di fronte alle Scuderie Aldobrandini e prosegue nel suo cammino di crescita e di miglioramento. Tante le opere messe a terra. L’ultima, la palestra di Cisternole, inaugurata questa mattina. Perché la storia ci insegni e ci fortifichi per andare avanti”. In rapidi passaggi, ha poi ricordato le tappe più importanti della nostra storia: la Resistenza, la nascita della Repubblica di cui si festeggiano gli 80 anni, il voto alle donne, la Costituzione. La libertà ritrovata e faticosamente costruita dai nostri padri e dalle nostre madri che abbiamo il dovere di conservare, osservare e tramandare. E poi ha ricordato ancora la condivisione di questo 83° giorno della memoria di Frascati con un altro comune, quello di Treviso che ha una storia simile e che ha guadagnato la Medaglia d’Oro al valor militare: segno che dalle macerie si può riemergere e ricostruire. “Ricostruire non solo case, palazzi, strutture ma la pace di cui anche oggi abbiamo così bisogno. Pace ed armonia, ha sottolineato – a partire dalle relazioni umane ed interpersonali, con un linguaggio giusto, pacato, e non offensivo”. Il richiamo è qui andato al poverello di Assisi, San Francesco del quale si festeggiano gli 800 anni dalla morte che con il suo stile di vita ha invitato alla pace, alla fraternità universale e alla sobrietà vissuta attraverso la sequela del Vangelo.
“E’ importante – ha concluso – ricordare da dove veniamo e sapere dove insieme vogliamo
andare”. Pierluigi Sanna in rappresentanza del Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, ha ripercorso alcuni passaggi del bel discorso della Sbardella richiamando Calamandrei sui concetti di libertà e pace, ma anche Bassani che nel celeberrimo romanzo “Il giardino dei Finzi Contini scrive dei morti della necropoli etrusca di Cerveteri. “Ebbene come i morti di Cerveteri, le vittime innocenti di Frascati non siano importanti e ricordati solo nei libri di storia, ma vengano ricordate con rispetto e si renda loro omaggio e l’onore che meritano.”
In rappresentanza del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il consigliere Marco Bertucci è ritornato sul dramma dell’8 settembre, sul clima di paura che si respirava, ma anche sulla forza ed energia degli italiani sopravvissuti, che hanno scritto il resto della storia. Coraggio, pace, senso di responsabilità, memoria collettiva ed impegno per costruire una cultura della pace che le Istituzioni hanno la missione di conservare, le scuole di tramandare e la società civile, di non dimenticare. L’8 settembre del ‘43 per Frascati ed il 7 aprile del ‘44 per la città di Treviso sono state due date di distruzione e di rinascita allo stesso tempo. 11 minuti di bombardamenti, 200 bombe sganciate, 1600 morti di cui 128 bambini, il centro storico distrutto: questi i numeri di Treviso. Li ha ricordati il suo primo cittadino, Mario Conte che ha ringraziato per l’onore ricevuto ed invitato l’amministrazione comunale a Treviso. Due pagine buie della nostra storia, accomunate dal senso di rinascita, dall’impegno dei superstiti, dalla volontà di andare avanti. “Ma ci sono altri due elementi che ci accomunano – ha proseguito – il buon vino e la passione per il rugby”. Ha poi ricevuto la targa commemorativa per mano della Sindaca Sbardella e del presidente del Consiglio comunale Corrado Spagnoli che, con il saluto finale rivolto alle Istituzioni, alle Autorità ed Enti presenti, ai cittadini ha concluso le celebrazioni dell’83° Anniversario della Città di Frascati che si sono chiuse con le note dell’Inno di Mameli.
