Frascati – All’Estate Tuscolana in tanti per Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026

C’è chi sogna di fare il giornalista, chi di diventare un famoso scrittore e chi, con entusiasmo e determinazione, decide di iniziare subito a mettersi alla prova. È il caso della giovanissima Asia Luchetti, ex studentessa del Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” di Frascati, che ha scelto di intraprendere con Castelli Notizie il percorso per diventare giornalista pubblicista e avvicinarsi sempre di più al mondo della scrittura e dell’informazione.

In occasione dell’Estate Tuscolana di Frascati, Asia ha partecipato come inviata all’incontro con il vincitore del Premio Strega 2026, ospite speciale della manifestazione. Un’esperienza significativa, che le ha permesso di confrontarsi da vicino con uno dei protagonisti della letteratura italiana contemporanea e di raccontare l’evento con lo sguardo curioso e attento di chi muove i primi passi nel giornalismo. Di seguito pubblichiamo il bell’articolo che Asia ha scritto dopo aver seguito l’incontro con l’autore, testimonianza del suo impegno e della sua crescente passione per il racconto dei fatti e della cultura.

 

Venerdì 24 luglio, nel meraviglioso teatro delle Acque del Parco di Villa Torlonia a Frascati, si è svolto uno degli ultimi appuntamenti dell’Estate Tuscolana 2026:  l’incontro con Michele Mari, vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega con il suo libro “I Convitati di pietra”. La serata ha richiamato un pubblico attento, con una maggiore presenza di persone adulte, salutate anche dalla presenza della sindaca Francesca Sbardella. L’area, ben organizzata, offriva molti posti disponibili, uno staff preparato e cordiale, misure di sicurezza e un piccolo chiosco dove trovare ristoro.

Non possiamo poi non accennare all’incredibile luogo che ci ha ospitati: il suggestivo Teatro delle Acque, che ieri si è trasformato in un vero e proprio palcoscenico, con le sue luci calde sulle nicchie della fontana a rendere l’atmosfera ancora più accogliente. Ad un tratto, nel corso della serata, lo sguardo dei più attenti è stato catturato da un piccolo ospite: una volpe spuntata tra le ombre. Un dettaglio suggestivo, a ricordarci che questo meraviglioso parco non è soltanto la cornice di una serata culturale, ma un ecosistema vivo, popolato ogni giorno dalla fauna del nostro territorio.

Ed è stato proprio in questa atmosfera quasi sospesa che la parola è passata a Michele Mari. L’autore ha accompagnato la platea tra le pagine della sua opera, regalando al pubblico un intervento denso di spunti. Tra i passaggi più significativi, resta impressa una frase che ha sintetizzato il senso del suo percorso: “L’emozione di essere lettori di se stessi”. Parole che hanno saputo toccare le corde del pubblico e confermare la profondità di un’opera premiata con un premio tanto ambito e prestigioso.

Un incontro indubbiamente riuscito, con un’accoglienza impeccabile e un bilancio dell’appuntamento ampiamente positivo a conferma dell’eccellente andamento dell’intera rassegna tuscolana che ormai ogni anno anima l’estate a Frascati. La grande partecipazione di ieri ha dimostrato ancora una volta quanto il territorio risponda con entusiasmo di fronte a proposte culturali di qualità. Ma il valore più grande di queste serate resta forse l’impatto sociale: la capacità di creare un momento di unione collettiva, dove generazioni diverse si incontrano e condividono la bellezza dell’arte e della cultura nello stesso spazio.

 

Il libro

22 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna. Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe, e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi… Ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola s’infiammano un anno dopo l’altro. E quando ogni 22 luglio si rivedranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere il prossimo di loro che passerà a miglior vita. Fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette, «per i quali indovinare un numero significa desiderarlo, se non altro per poter continuare a giocare». E si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il Caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato.

Michele Mari, mai cosí divertito e divertente, segue i suoi personaggi fino al 2050 e oltre, grazie a un ingranaggio affabulatorio che inchioda il lettore alla pagina. Del resto tutti noi abbiamo vissuto la singolare ambiguità delle cene di classe, fatte di momenti prodigiosi in cui il tempo sembra essersi arrestato, anche se appena si scrosta la nostalgia quello che rimane è il disincanto di individui che poco hanno da spartire fra di loro. Senza rinunciare alle ossessioni che lo hanno fatto amare dal suo pubblico (i fumetti, il cinema, la mania tassonomica), questa volta Mari racconta la giovinezza, l’epoca in cui ci si crede immortali, e prendendo la rincorsa si sofferma a indagare le inquietudini della vecchiaia. Tra Compagni di scuola e Final Destination, un romanzo a orologeria, il cui ticchettare incessante riflette sul tempo a nostra disposizione. «Non si sfugge al passato, perché non è dietro di noi ma dentro».

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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