L’attuale quadro geopolitico internazionale sembra sempre più ricalcare i processi storici del passato, in un conflitto tra leader mondiali bramosi di un potere che evoca l’antico Imperium Nel puzzle scomposto degli equilibri mondiali la scena appare dominata da figure di leader che ripercorrono quei sentieri della storia appartenenti al passato, ma probabilmente da sempre […]
L’attuale quadro geopolitico internazionale sembra sempre più ricalcare i processi storici del passato, in un conflitto tra leader mondiali bramosi di un potere che evoca l’antico Imperium
Nel puzzle scomposto degli equilibri mondiali la scena appare dominata da figure di leader che ripercorrono quei sentieri della storia appartenenti al passato, ma probabilmente da sempre latenti al di sotto di quella cenere che ha coperto per secoli le propagande manipolatorie ai danni delle masse.
E l’Imperium, quel potere assoluto che caratterizzò il dominio degli imperatori romani, sembra incombere sulla storia sofferta dei nostri giorni.
La storia e noi
Quando ci si confronta con la Storia , torna alla mente il ricordo di quella ciclicità vichiana di essa, forse appresa con la superficialità degli studenti, ma che oggi trova riscontro nella dura realtà che viviamo.
E le figure del passato affollano prepotentemente la mente di noi tutti. Figure che nel bene, ma più spesso nel male, hanno segnato il loro tempo, ma soprattutto il tempo della storia stessa. Da Roma, con i suoi imperatori investiti di quell’Imperium che annullava l’identità degli altri organi di governo e dei cittadini, al Nazifascismo, dalla Russia degli zar a quella di Stalin.
Da Trump a Xi Jinping ed allo zar Putin la scena internazionale dello scorrere del tempo sembra essere il palcoscenico di una contesa che non considera affatto le esigenze delle masse.
Libertà o potere?
Il concetto di libertà appare sempre più come miraggio o ricordo di un tempo felice e le manipolazioni perfidamente sottili di questi uomini di potere asserviscono, coinvolgono.
Le guerre, prepotentemente, tornano ad essere la strategia più usuale. Guerre legittimate, più o meno, da acquisizione di territorialità perse nel tempo. Almeno secondo le giustificazioni avanzate.
In realtà c’è un filo conduttore che muove queste strategie Quello dell’acquisizione dell’Imperium, ovvero di quel potere assoluto che può consegnarli all’eternità
Ma se Putin non fa mistero delle sue mire imperialistiche, autodefinendosi l’ultimo zar e portando avanti una linea politica basata sul regime che inficia ogni libertà e non consente scelte alternative, Xi Jinping riesce astutamente a mediare tra i vari giochi di potere, al fine di consolidare la propria economia
Decisamente cambia il discorso con Trump, sempre più vicino al ricordo dell’odiato imperatore Caligola, con i suoi roboanti discorsi e con i suoi comportamenti altalenanti e contradditori.
Tanti gli elementi che li avvicinano. Innanzitutto la costante autocelebrazione e l’ostentazione di presunti meriti che non trovano riscontro nella realtà.
Secondariamente il fallimento totale della politica estera che sta riportando l’America a condizioni del passato e ad una grave crisi economica.
Le conseguenze
Al di là dei risvolti fallimentari, storicamente accertati, di ogni regime totalitario, l’onda anomala di uno Stato forte e capace di dominare la scena sta avvolgendo nei suoi flutti il mondo intero.
Persino in Europa nuovi nuclei di potere sembrano farsi strada, infidamente pericolosi ed inneggianti a miti ed azioni di un passato che preferiremmo dimenticare, mentre le scene di un tempo si confondono con quelle del presente. La parola chiave è: potere, potere assoluto.
Potere troppo spesso ammantato di democrazia, inneggiante ad un presunto ed inesistente patriottismo, ma subdolamente cogente e manipolatorio. Potere spudoratamente coercitivo.
Potere di un’oligarchia su parlamenti svuotati del loro confronto ideologico, ma anche potere imperiale consegnato nelle mani di singoli uomini o donne.
Sostanzialmente l’antico Imperium che, con la forza delle armi, si esprimeva anche in quel colonialismo apparentemente volto alla civilizzazione dei popoli, ma in realtà prevaricatore ed asservitore.
Conclusioni
I fantasmi della storia tornano dunque tra noi e si sovrappongono o si identificano con i soggetti che muovono la realtà attuale in un carosello infernale che sta portando il mondo alla guerra ed alla crisi economica più totale.
Da osservatori, non ci resta che sperare che tutto sia un incubo e che, al risveglio, si possa ritornare a quel mondo che sapeva concretizzare i valori della libertà e della pace.
Un mondo in cui i bimbi possano ancora giocare e correre tra i prati e non tra le macerie.
Articolo non redatto con il sussidio dell’AI
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