‘Da Ato Toscana Centro gravi ombre su numeri’ Prato – “Plures, pochi anni fa, era nata per un motivo semplice: servizi migliori, più impianti e meno …
‘Da Ato Toscana Centro gravi ombre su numeri’
Prato – “Plures, pochi anni fa, era nata per un motivo semplice: servizi migliori, più impianti e meno costi, allineando così la Toscana al Centro-Nord Italia. Obiettivi che condividevo, falliti per una responsabilità politica chiara, come testimonia il caos che sta venendo fuori ultimamente. Ed è grave che si parli della multiutility come parte di un risiko di poltrone tutto interno al PD e in cui Prato è drammaticamente marginale rispetto a Firenze. Bisogna invece, proprio ora, entrare nel merito: costi, piano industriale, controllo, tariffe. A maggior ragione nell’area a vocazione produttiva della Toscana, quella pratese. In più, il debito cresce a un ritmo preoccupante e, intanto, i cittadini pagano tariffe più alte. E c’è un problema di governance, di trasparenza, di effettivo controllo sulle decisioni prese ma anche di obiettivi, perché non si può iniziare un percorso puntando sulla Borsa e poi fare marcia indietro”.
Interviene così l’On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia.
“I numeri confermano tutte le nostre preoccupazioni – prosegue Mazzetti –. Negli ultimi 2 anni ATO Toscana Centro ha bocciato o rettificato oltre 20 milioni di costi proposti da Plures e ha giudicato ‘non validabile’ il piano degli investimenti 2025-2029. Il controllore tecnico ha fatto ciò che Comuni come Prato hanno evitato di fare pur potendo farlo: esercitare il controllo e l’indirizzo, non a parole ma con i fatti”.
“E su Prato – attacca Mazzetti – la responsabilità è diretta. Il sindaco Biffoni non è un osservatore esterno: è stato tra i promotori della multiutility e Prato è il secondo socio e il Comune siede, appunto, in ATO. Biffoni deve chiarire da che parte sta. Quando ATO dice no ai costi, il Comune tutela prima gli utenti o Plures?”
“Oggi la governance è sempre più in bilico – riflette –. Ma se si decide di cambiarne i vertici, lo si faccia per competenza e per obiettivi dichiarati. Non per sistemare equilibri. E, soprattutto, non per dare contentini a discapito di un’intera città. Servono persone che sappiano far funzionare una società, non che rispondano al partito o a correnti di esso, pertanto più libere possibile. Il risultato di una gestione di partito dei servizi pubblici è sotto gli occhi di tutti,adesso dobbiamo fare il contrario e gestirla come una vera azienda. È tempo di aprire un confronto vero, con tutti i dati sul tavolo e i nuovi obiettivi da raggiungere, con logica di sviluppo, razionalizzazione e servizio vero. Per capire cosa non ha funzionato e per rimettere al centro l’interesse di chi paga: cittadini e imprese”, conclude Mazzetti.
—
Fonte: www.corrierenazionale.net — Roma