Il Comitato Cittadino “Nazareno Strampelli” e l’Associazione Dottori in Agraria e Forestali della Provincia di Rieti hanno avanzato formale richiesta al Sindaco di Rieti, Dr. Daniele Sinibaldi, all’Assessore all’Agricoltura Giuliano Sanesi e all’Assessore alla Valorizzazione dell’Identità Locale Giovanni Rositani (e per conoscenza al Prefetto dott.ssa Pinuccia Niglio e alla Presidente della Provincia dott.ssa Roberta Cuneo) […]
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Il Comitato Cittadino “Nazareno Strampelli” e l’Associazione Dottori in Agraria e Forestali della Provincia di Rieti hanno avanzato formale richiesta al Sindaco di Rieti, Dr. Daniele Sinibaldi, all’Assessore all’Agricoltura Giuliano Sanesi e all’Assessore alla Valorizzazione dell’Identità Locale Giovanni Rositani (e per conoscenza al Prefetto dott.ssa Pinuccia Niglio e alla Presidente della Provincia dott.ssa Roberta Cuneo) affinché Rieti venga dichiarata e riconosciuta come “Casa Madre della Rivoluzione Verde”.
L’eredità scientifica dell’«Uomo del Grano»
La motivazione affonda le sue radici nella storia della genetica agraria mondiale. Proprio a Rieti, a partire dal 1903 nei locali dell’ex Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Via Borgorose (nel quartiere Campomoro), lo scienziato Nazareno Strampelli — nato a Crispiero di Castelraimondo nel 1866 e scomparso a Roma nel 1942 — condusse gli studi e le ricerche sul miglioramento genetico del frumento.
Attraverso la creazione di numerose varietà ad elevata produttività e resistenza alle malattie (tra cui spiccano Ardito, Mentana, Villa Glori, S. Pastore e la celebre Senatore Cappelli), Strampelli fu il vero protagonista della “battaglia del grano”, che negli anni ’30 rese l’Italia autosufficiente nel settore alimentare. Le sue sementi trovarono poi uno straordinario successo internazionale, venendo coltivate in Paesi come Bulgaria, Slovacchia, ex-Jugoslavia, Ungheria, Romania e Cina.
Il legame con il Premio Nobel
Come sottolineato nel documento, le innovazioni introdotte da Strampelli — la riduzione della taglia, la precocità e la resistenza alle malattie — posero le basi per la successiva “Rivoluzione Verde” sviluppata negli Stati Uniti dall’agronomo Norman Ernest Borlaug. Borlaug, proseguendo gli studi proprio sulla varietà di grano Mentana creata da Strampelli, ottenne risultati straordinari che gli valsero il Premio Nobel per la Pace nel 1970.
Se a Strampelli il Nobel non venne assegnato a causa delle vicende belliche e del complesso periodo di ricostruzione, resta incontestabile il suo ruolo di diretto precursore di questa svolta epocale per la nutrizione umana.
La tutela del patrimonio di Campomoro
La lettera esprime inoltre forte preoccupazione per la sorte dell’ex Istituto Sperimentale di Campomoro. Nel corso degli anni, l’edificio ha visto svanire diverse ipotesi di destinazione (da stazione della Guardia Forestale a centro di ricerca sull’olio), lasciando in stato di abbandono centinaia di teche in vetro contenenti le spighe e i grani originali utilizzati da Strampelli per le sue ricerche.
L’appello delle associazioni alle istituzioni locali è chiaro: riconoscere ufficialmente l’istituto di Campomoro come “Casa Madre della Rivoluzione Verde” per restituire il giusto rispetto alla figura del geniale scienziato e promuovere un rilancio dei laboratori in chiave moderna, all’insegna della qualità e della ricerca cerealicola.
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