Sabato 3 ottobre alle 21 in piazza Garibaldi a Velletri una fiaccolata silenziosa in memoria del 14enne Edoardo Petrella e per stringersi attorno alla sua famiglia
Velletri continua a vivere ore di profondo dolore per la tragica e prematura scomparsa di Edoardo Petrella, il ragazzo di appena 14 anni venuto a mancare anzitempo, lasciando un vuoto enorme nella sua famiglia e in un’intera comunità.
Da quando la notizia si è diffusa, la città sembra essersi fermata. Messaggi, ricordi, parole di affetto e vicinanza si stanno moltiplicando, componendo un abbraccio collettivo rivolto ai genitori, Maria Stella e Daniele, alla sorella Giada, ai familiari, agli amici e a tutti coloro che hanno conosciuto Edoardo, compresi i suoi compagni di scuola.
Dopo la proclamazione di tre giorni di lutto cittadino, per il 2, 3 e 4 ottobre, e il rinvio della Festa dell’Uva e dei Vini, sabato 3 ottobre Velletri si ritroverà ancora una volta insieme, questa volta nel silenzio e alla luce delle fiaccole.
L’appuntamento è fissato alle ore 21 in piazza Garibaldi, dove è stata organizzata una fiaccolata silenziosa in memoria di Edoardo.
Sarà un momento semplice, senza clamore, pensato per lasciare spazio al raccoglimento, al ricordo e alla vicinanza. Ogni candela accesa rappresenterà un pensiero, una preghiera, un gesto di affetto. Una piccola luce nel buio di giorni che per la famiglia di Edoardo e per tanti veliterni sono diventati improvvisamente difficili da comprendere e da accettare.
“Edoardo è il figlio di tutti noi”.
È una frase che restituisce meglio di tante altre il sentimento che attraversa Velletri in queste ore. Perché davanti alla morte di un ragazzo di 14 anni vengono meno le distanze, i ruoli, le appartenenze. Resta soltanto lo smarrimento di fronte a una vita interrotta troppo presto e il desiderio, quasi istintivo, di farsi vicini a chi sta affrontando un dolore tanto grande.
La fiaccolata nasce proprio con questo spirito. “Nel silenzio di una fiaccola, nel calore di una comunità, nel dolore che ci unisce, per avvolgere la sua famiglia nel nostro abbraccio. Perché quando un figlio se ne va, lascia un vuoto che appartiene a tutta la Città. Edoardo, Velletri ti abbraccia”.
Parole intense, che raccontano il senso profondo dell’iniziativa: non la pretesa impossibile di colmare un’assenza, ma la volontà di non lasciare sola una famiglia davanti a quella stessa assenza.
In piazza Garibaldi non serviranno discorsi. Saranno sufficienti il silenzio, una candela stretta tra le mani, gli sguardi di chi condivide lo stesso dolore. Ci saranno probabilmente amici e compagni di scuola di Edoardo, famiglie, ragazzi, genitori, cittadini che magari non lo avevano mai conosciuto personalmente ma che in questi giorni hanno sentito quella tragedia entrare nelle proprie case.
Perché la scomparsa di un ragazzo così giovane inevitabilmente interroga e ferisce. Fa pensare ai propri figli, ai propri fratelli, ai nipoti, ai ragazzi che ogni giorno attraversano le strade e le scuole della città. E trasforma una tragedia privata in un dolore che viene avvertito, pur con la necessaria discrezione, come patrimonio emotivo di tutta la comunità.
Il desiderio espresso dagli organizzatori è quello di “colmare il vuoto che Edoardo lascia nella nostra comunità con l’affettuoso ricordo e la preghiera”.
Un vuoto che non potrà essere cancellato, ma attorno al quale Velletri sta provando a costruire una rete di affetto.
La stessa città che in questi giorni ha rinunciato ai momenti di festa sceglie ora di incontrarsi per ricordare. Non ci saranno musica o celebrazioni, ma la luce delle candele e il silenzio di chi vuole testimoniare la propria presenza.
Sabato sera piazza Garibaldi, nello stesso momento in cui avrebbe dovuto ospitare uva, vino, botti e stand, diventerà così il luogo di un grande abbraccio collettivo.
Una luce per Edoardo. Un pensiero per la sua famiglia.
Una città intera che, per qualche istante, si fermerà insieme per dire con la semplicità di una fiaccola accesa: Edoardo, Velletri non ti dimentica.
